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Riconoscimento facciale, il passo definitivo di Amazon su Rekognition

Amazon Rekognition

Amazon ha reso a tempo indeterminato il divieto di utilizzare il suo software di riconoscimento facciale, Rekognition, da parte della polizia Usa

 

Divieto di utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale Amazon Rekognition da parte della polizia “fino a nuovo avviso”.

Martedì il colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos ha dichiarato martedì che proroga fino a nuovo avviso una moratoria che ha imposto lo scorso anno sull’uso da parte della polizia del suo software di riconoscimento facciale. Lo ha riportato Reuters.

Come Amazon, anche Microsoft aveva annunciato di sospendere la vendita della sua tecnologia alla polizia fino a quando gli Stati Uniti non approveranno una legge che ne disciplina l’utilizzo. Diversa la posizione di Ibm, uscita definitivamente dal settore del riconoscimento facciale l’anno scorso.

Le prese di posizioni sono giunte nel momento in cui le società tecnologiche si trovano ad affrontare un maggiore controllo sui loro contratti con la polizia. Sullo sfondo le repressioni da parte delle forze dell’ordine delle proteste dei movimenti Black Lives Matter nel giugno 2020.

Da tempo i sostenitori delle libertà civili hanno avvertito che un confronto facciale impreciso da parte delle forze dell’ordine potrebbe portare ad arresti ingiusti. Senza dimenticare una minore tutela della privacy.

Il colosso tecnologico di Seattle non ha commentato il motivo della sua decisione. Anche in Italia si discute di utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale da parte delle forze dell’ordine. Di recente il Garante della Privacy ha bocciato l’utilizzo del sistema di riconoscimento facciale Sari Real Time da parte del ministero dell’Interno. E il deputato Pd Filippo Sensi ha depositato una proposta di legge che chiede una moratoria sull’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale nei luoghi pubblici.

LA DECISIONE DI AMAZON SU REKOGNITION

Il colosso dell’e-commerce impedirà alla polizia di utilizzare il suo software di riconoscimento facciale a tempo indeterminato.

Amazon offre il riconoscimento facciale con “Rekognition”, un servizio della sua divisione di cloud computing. I clienti che si affidano al programma per trovare vittime della tratta di esseri umani hanno ancora accesso alle funzionalità di riconoscimento facciale, ha dichiarato il gruppo di Seattle.

LA MORATORIA DELLO SCORSO ANNO

L’anno scorso, Amazon aveva sospeso l’utilizzo nella speranza che il Congresso avrebbe messo in atto regole per garantire l’uso etico della tecnologia. Nel frattempo nessuna legge del genere si è concretizzata.

LE FORZE DELL’ORDINE NEGLI STATI UNITI CHE SI AFFIDANO AL RICONOSCIMENTO FACCIALE

Un numero imprecisato di dipartimenti di polizia utilizza sistemi di riconoscimento facciale per rintracciare potenziali sospetti, come ha riportato la Cnn. Anche se la tecnologia ha dimostrato di essere meno accurata nell’identificazione delle persone di colore.

LE PRESSIONI DEGLI ATTIVISTI PER LA PRIVACY

Questo mese Amazon ha anche ricevuto chiamate da attivisti che volevano che il divieto del software fosse permanente.

Nathan Freed Wessler dell’American Civil Liberties Union ha espresso sostegno per la mossa di Amazon e ha invitato i governi federali e statali a vietare l’uso del software da parte delle forze dell’ordine.

“La tecnologia di riconoscimento facciale alimenta l’eccessiva sorveglianza delle comunità di neri e marroni, e ha già portato a falsi arresti e incarcerazioni illecite di più uomini neri”, si legge in una nota. “Ora, l’amministrazione Biden e le legislature in tutto il paese devono proteggere ulteriormente le comunità dai pericoli di questa tecnologia ponendo fine al suo utilizzo da parte delle forze dell’ordine, indipendentemente dall’azienda che la vende”, ha sottolineato Nathan Freed Wessler.

Forse la più nota delle società che vendono tecnologia di riconoscimento facciale è la statunitense Clearview AI, già finita nel mirino dei regolatori l’anno scorso. Quest’ultima ha costruito un vasto database di volti con immagini di persone dai social network. Nel 2020 il suo fondatore aveva dichiarato in un’intervista che il sistema era stato concesso in licenza a oltre 600 forze dell’ordine.

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