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Perché sui caccia a Kiev il Pentagono fa dietrofront

Mig 29

“L’Ucraina ha ricevuto aerei da combattimento e parti di aerei per rafforzare la sua forza aerea di fronte all’invasione russa”. Lo ha dichiarato martedì il Pentagono, rifiutandosi di specificare il numero di caccia o la loro origine. Ma ieri Kiev ha precisato di aver ricevuto “ufficialmente” solo pezzi di ricambio, non interi velivoli

Il Pentagono fa marcia indietro sull’invio dei caccia all’Ucraina.

“L’Ucraina ha ricevuto aerei da combattimento e parti di aerei per rafforzare la sua forza aerea di fronte all’invasione russa”, ha annunciato martedì il Pentagono. Tuttavia, il portavoce John Kirby ha rifiutato di specificare il numero di aerei o il paese mittente.

Ma il giorno dopo è arrivata la precisazione di Kiev. Mercoledì mattina l’aviazione ucraina ha chiarito l’affermazione di Kirby, twittando che aveva ricevuto “ufficialmente” solo pezzi di ricambio, non intere cellule pilotabili.

Il Pentagono mercoledì pomeriggio ha confermato la versione ucraina, sostenendo che gli ucraini hanno ottenuto solo dei pezzi di ricambio.

“Piuttosto confusa la ricostruzione da parte del Pentagono” commenta il Corriere della Sera.

D’altronde quella dell’invio di cacciabombardieri a Kiev da parte dei paesi Nato è dall’inizio della guerra una questione spinosa.

Già dai primi di marzo il presidente ucraino Zelensky ha chiesto ai suoi partner occidentali di fornire caccia MiG-29 di fabbricazione sovietica che i suoi piloti sono in grado di pilotare.

Ma finora l’Occidente si è rifiutato di fornire all’Ucraina armamenti pesanti (tra cui cacciabombardieri) temendo che la Russia lo interpreti come un impegno diretto della Nato nella guerra.

Comunque mercoledì un alto funzionario del Pentagono ha confermato la fornitura di pezzi di ricambio per i caccia ucraini. Il trasferimento di questi pezzi facilitato dagli Stati Uniti e dai paesi alleati ha dato all’Ucraina l’accesso a 20 aerei da guerra in più.

Nel frattempo, pare che gli ucraini abbiano lanciato una campagna online per sollecitare donazioni di aerei da combattimento. Ne ha dato notizia per primo Business Insider, ripreso poi da Fortune.

Tutti i dettagli.

GLI AIUTI DAGLI USA

Le prime spedizioni dell’ultimo pacchetto di aiuti militari statunitensi sono già arrivate ai confini dell’Ucraina. E i media statunitensi hanno riferito martedì che Washington stava già lavorando per approvare un altro pacchetto da 800 milioni di dollari per Kiev.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha assicurato che Washington fornirà “ogni giorno” armi e munizioni alle forze ucraine, in risposta all’aggressione in corso da parte della Russia. Il capo dello Stato si è espresso in questi termini ricevendo alla Casa Bianca i vertici delle forze armate Usa, precisando che “è già iniziato” l’addestramento di una cinquantina di unità militari ucraine per l’impiego degli obici Howitzer inviati dagli Usa.

Secondo la Cnn, l’ultimo pacchetto dagli Usa comprende 18 cannoni Howitzer da 155 millimetri, altri 300 droni Switchblade e 11 elicotteri Mi-17. Ma finora nessun aero militare destinato a Kiev.

LA VERSIONE DEL PENTAGONO SUI CACCIA ALL’UCRAINA

Eppure le forze ucraine “in questo momento hanno a disposizione più aerei da combattimento ad ala fissa rispetto a due settimane fa”, ha detto martedì ai giornalisti il ​​portavoce del Pentagono John Kirby.

“Senza entrare in ciò che le altre nazioni stanno fornendo, (le forze ucraine) hanno ricevuto piattaforme e parti aggiuntive per poter aumentare le dimensioni della loro flotta”, ha affermato Kirby. Il portavoce non ha specificato il tipo di aereo consegnato all’esercito ucraino, ma ha suggerito che fossero di fabbricazione russa. I Paesi che dispongono di questa tipologia di jet sono: Polonia, Bulgaria, Romania e Slovacchia.

“Altre nazioni che hanno esperienza con questo tipo di velivoli sono state in grado di aiutarle a far funzionare più velivoli”, ha detto Kirby. Ha sottolineato che mentre gli Stati Uniti avevano aiutato con la spedizione di alcune parti, “non avevano trasportato interi aerei”.

LA PRECISAZIONE SUCCESSIVA

Tuttavia, ieri ci ha pensato l’aviazione ucraina a fare chiarezza sui social. “L’Ucraina non ha ricevuto nessun aero dai partner” ha twittato l’aeronautica di Kiev.

E sempre l’addetto stampa del Pentagono ha confermato l’errore quando ha affermato che l’Ucraina aveva ricevuto “interi aerei” da un altro paese.

“Mi era stato fatto capire che un’offerta fatta da un’altra nazione nella regione per fornire un intero aereo ad ala fissa all’Ucraina… era stata effettivamente effettuata. Non è così”, ha dichiarato Kirby alla stampa.

IL COMMENTO DEL CORRIERE

“Quello degli aerei è una sorta di «mistero». Washington ha detto no, poi ha ammorbidito il rifiuto. Gli ucraini avrebbero ricevuto qualche Mig-29, d’origine polacca e altri — ma è solo una voce — appartenuti alla Moldavia. Sono macchine al limite dell’operabilità, tanto che gli esperti ritengono che siano usati per i ricambi. Piuttosto confusa la ricostruzione da parte del Pentagono. Martedì ha sostenuto che l’Ucraina aveva più aerei ora che due settimane fa e il portavoce John Kirby non ha rivelato chi è stato a fornirli: non sono stati gli Stati Uniti, che hanno solo aiutato nel trasferimento di pezzi di ricambio. Mercoledì altra precisazione Usa: nessuno ha inviato aerei, solo componenti. Anche Kiev lo ha ribadito. Un valzer che sembrano nascondere altro” commenta il Corriere della Sera.

LA QUESTIONE DEI MIG-29

Già a marzo si è assistito al “valzer” sulla fornitura dei caccia Mig-29 da parte degli Stati Uniti.

Finora Washington non ha fornito aerei da combattimento all’Ucraina e a marzo ha rifiutato di aiutare la Polonia a trasferire i MiG-29, equivalenti degli F-16 di fabbricazione russa, nel paese tramite una base statunitense e Nato in Germania, come hanno ricostruito i media tra cui Politico. “Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe vedere il trasferimento di aerei da combattimento nel Paese come un atto di aggressione che potrebbe peggiorare la situazione in Ucraina”, aveva dichiarato in quel momento il portavoce del Pentagono John Kirby.

Nel frattempo, le autorità ucraine hanno continuato a chiedere ai partner occidentali l’invio di più armi pesanti per affrontare l’offensiva russa.

“Se avessimo accesso a tutte le armi di cui abbiamo bisogno, che i nostri partner hanno e che sono paragonabili alle armi usate dalla Federazione Russa, avremmo già posto fine a questa guerra. Avremmo già ristabilito la pace e liberato il nostro territorio dagli occupanti”. Questo l’ultimo messaggio del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ai leader occidentali.

LA CAMPAGNA UCRAINA DI CROWDFUNDING PER I CACCIA

Tanto che online è comparsa una campagna di crowdfunding per gli aerei da combattimento da destinare all’Ucraina.

La campagna “Buy me a fighter jet”, riportata per la prima volta da Business Insider, presenta un video di un pilota di caccia ucraino davanti a un aereo da guerra gravemente danneggiato.

Il sito web della campagna invita coloro che sono interessati ad aiutare a inviare un’e-mail per chiedere aiuto per trovare, acquistare e trasferire un jet da combattimento all’aviazione del paese. Sarà fornita assistenza per questioni tecniche e legali, si legge sul sito web. Non sembra esserci un’opportunità per le persone di fare donazioni più piccole.

 

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