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Caccia della Polonia all’Ucraina? Fatti, indiscrezioni e commenti

Ucraina

Ipotesi caccia della Polonia all’Ucraina. Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha discusso la questione della fornitura all’Ucraina di caccia per lo spazio aereo con il segretario di Stato Usa Blinken e l’omologo polacco Rau. Fatti e commenti

 

Caccia occidentali per l’Ucraina?

Il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha discusso la questione della fornitura all’Ucraina di caccia per lo spazio aereo con il segretario di Stato Usa Anthony Blinken e l’omologo polacco Zbigniew Rau. 

Secondo quanto riferito dal capo della diplomazia ucraina, durante questo briefing in videoconferenza ha rimarcato che si tratta di “un processo difficile dal punto di vista di molte delle sue componenti, ma sta andando avanti e lo stiamo spingendo il piu’ possibile”.

Kuleba ha osservato che per ovvi motivi non poteva rivelare la tipologia di mezzi necessari per proteggere lo spazio aereo. “C’e’ una chiara comprensione tra i nostri partner che abbiamo bisogno di caccia per fermare la barbara distruzione delle nostre citta’”, ha detto il ministro.

Gli Stati Uniti stanno “valutando attivamente la questione degli aerei che la Polonia potrebbe inviare all’Ucraina”, in guerra con la Russia dopo l’invasione ordinata da Vladimir Putin. Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha confermato la notizia, anticipata oggi da media americani, di un piano per far arrivare all’Ucraina vecchi Mig-29 dalla Polonia, che riceverebbe nuovi caccia dagli Usa.

Massimo Annati, ammiraglio in congedo ed esperto di Rid (Rivista Italiana Difesa) a Startmag sostiene che “in realtà è una storpiatura dire che fornire armamenti a un paese in guerra coincide con un diretto coinvolgimento, col diventare belligeranti”.

E a questo proposito cita l’esempio della guerra tra Iran e Iraq (80-88). “All’epoca i francesi hanno fornito aerei e missili all’Iraq, così come i russi all’Iraq e i cinesi all’Iran. Nessuno in questi casi nessuno ha detto che Francia, Russia o Cina erano diventati belligeranti”.

Quindi “non c’è una sorta di conseguenza inevitabile dal punto di vista giuridico per chi ha fornito armi a paesi in guerra a diventare paese belligerante”, sottolinea l’esperto di Rid.

“Però indubbiamente da questo punto di vista c’è una ipersensibilità russa e quindi i russi sono molto più assertivi di quanto potessero essere a suo tempo l’Iran o l’Iraq”.

Dunque ecco “che le minacce russe di considerare l’eventuale fornitura di aerei come se si trattasse di una co-belligeranza probabilmente hanno “convinto” anche coloro che inizialmente avevano appoggiato l’idea a retrocedere”.

Infine, “ci potrebbe essere anche un altro aspetto legale” da considerare secondo Annati.

“Ora quando noi forniamo le armi richiediamo il cosiddetto end user certificate. Questo significa che lo Stato non può a sua volta cederlo a qualcun altro senza aver ricevuto una preventiva autorizzazione da parte del fornitore”, conclude l’esperto di Rid.

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