Skip to content

sora openai

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Perché Sora non è più un buon affare per OpenAI

Cogliendo tutti di sorpresa, compresa Disney con cui stava collaborando, OpenAI ha annunciato la chiusura di Sora, il suo generatore di video AI che aveva fatto tremare i creativi di tutto il mondo. I numeri, le ragioni e le intenzioni dietro la decisione dell'azienda guidata da Sam Altman

 

Solo un anno fa OpenAI dichiarava di non essere sicura di quali dati venissero utilizzati per addestrare Sora, il suo strumento di intelligenza artificiale capace di creare video “realistici” e “fantasiosi” grazie a un banale testo che può digitare chiunque, il che aveva – comprensibilmente – mandato nel panico registi, videomaker e pubblicitari.

Lo strumento, complice forse proprio la poca trasparenza sul suo addestramento, era infatti molto promettente, tanto che Disney aveva deciso di investirvi un miliardo di dollari, acconsentendo all’uso di oltre 200 personaggi inclusi Topolino, Pippo, Paperino e quelli dei brand Marvel, Pixar e Star Wars.

Ora però OpenAI ha deciso di piantare baracca e burattini e chiudere Sora, facendo così saltare l’accordo con Disney sia perché poco redditizio sia per i molto concreti problemi legati al copyright.

UNA CHIUSURA IMPROVVISA

La decisione è stata annunciata martedì e ha colto di sorpresa sia partner industriali sia parte del team interno. Solo poche ore prima, infatti, OpenAI stava ancora collaborando con Disney su progetti legati alla piattaforma.

“Stiamo dicendo addio a Sora. A tutti coloro che hanno creato con Sora, lo hanno condiviso e costruito una comunità attorno ad esso: grazie”, ha scritto l’azienda. “Ciò che avete realizzato con Sora è stato importante e sappiamo che questa notizia è sconfortante”.

La chiusura riguarda sia l’app consumer sia la piattaforma utilizzata dagli sviluppatori, insieme alla relativa API.

UN PROGETTO AMBIZIOSO… MA COSTOSO

Lanciata come app standalone nel settembre 2025, Sora aveva rapidamente raggiunto il primo posto nell’App Store di Apple e superato il milione di download in meno di cinque giorni.

Il servizio permetteva di generare clip da prompt testuali, remixare video e condividerli in un feed simile ai social. Tuttavia, il modello richiedeva una quantità elevata di risorse computazionali, sottraendo capacità ad altri team interni.

Nel corso della sua vita, l’app ha generato tra 1,4 e 2,1 milioni di dollari di ricavi da acquisti in-app, contro gli 1,9 miliardi prodotti da ChatGPT nello stesso periodo.

L’ACCORDO SALTATO CON DISNEY

L’intesa tra OpenAI e Disney, annunciata pochi mesi prima, prevedeva un investimento da 1 miliardo di dollari e l’utilizzo di personaggi iconici nei video generati dall’AI. L’accordo era strutturato tramite warrant azionari e non come pagamento diretto.

Nonostante l’entusiasmo iniziale e il rialzo del titolo Disney al momento dell’annuncio, la partnership non è mai stata finalizzata e nessun importo di denaro è stato effettivamente trasferito. Un portavoce della società ha dichiarato: “Rispettiamo la decisione di OpenAI di uscire dal business della generazione video e di spostare altrove le proprie priorità”.

Le due aziende, stando a Reuters, stanno comunque valutando possibili forme alternative di collaborazione.

PROBLEMI DI MONETIZZAZIONE

Nonostante il forte interesse iniziale, Sora non è riuscita a mantenere una base utenti stabile, osserva TechCrunch. Dopo il picco di oltre 3,3 milioni di download mensili, le installazioni sono calate significativamente nei mesi successivi.

Secondo analisti di settore citati da Bbc, la piattaforma ha mostrato “monetizzazione limitata” ed è stata definita “un buco nero di risorse”. Anche i contenuti legati ai brand Disney, aggiunge il Ft, non hanno registrato una risposta significativa da parte del pubblico.

RISCHI LEGALI E CONTENUTI CONTROVERSI

Inoltre, uno dei principali problemi della piattaforma è stato il controllo dei contenuti. Sora infatti, come riportano Guardian e Bbc, ha permesso la diffusione di deepfake realistici, utilizzo non autorizzato di personaggi protetti da copyright e video potenzialmente fuorvianti.

“La piattaforma ha avuto difficoltà a prevenire la creazione di immagini non consensuali e disinformazione realistica, senza contare le importanti violazioni del copyright”, ha spiegato un analista. “Sora era, in modo silenzioso, un incubo per la moderazione dei contenuti”, ha aggiunto Alon Yamin, Ceo di Copyleaks, che ha studiato i contenuti problematici sulla piattaforma.

LE ALTRE RAGIONI DIETRO LA SCELTA DI OPENAI

La chiusura di Sora inoltre rientra in una più ampia riorganizzazione delle attività di OpenAI, che punta a concentrare le risorse su settori ritenuti più strategici e redditizi, come il coding, i clienti enterprise e lo sviluppo di agenti AI.

Tra i nuovi obiettivi poi figurano anche la robotica e modelli avanzati capaci di operare nel mondo fisico. “Mentre ci concentriamo e la domanda di capacità computazionale cresce, il team di ricerca di Sora continua a focalizzarsi sulla simulazione del mondo per avanzare nella robotica, che aiuterà le persone a risolvere compiti fisici nel mondo reale”, ha dichiarato l’azienda.

Parallelamente, OpenAI sta lavorando a un’unica “super-app” che integri chatbot, strumenti di coding e browser, mentre il Ceo Sam Altman ha indicato nuove priorità interne legate anche alla raccolta di capitali e allo sviluppo infrastrutturale.

UN MERCATO SEMPRE PIÙ COMPETITIVO

La decisione, tra l’altro, arriva in un contesto di crescente competizione nel settore dell’intelligenza artificiale. Aziende come Anthropic hanno guadagnato terreno nel mercato enterprise grazie a prodotti focalizzati sul coding, mentre nuovi player stanno emergendo anche nel campo della generazione video.

Nel frattempo, precisa TechCrunch, mentre Sora dovrà confrontarsi con un numero crescente di alternative, la tecnologia alla base del modello continuerà a essere utilizzata in altri ambiti, inclusi quelli integrati in ChatGPT.

Torna su