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Perché il Pentagono convoca Raytheon, Lockheed Martin, Boeing e non solo per l’Ucraina

Pentagono Ucraina

Il Pentagono ha convocato otto dei principali produttori di armi americani per discutere della capacità dell’industria bellica nazionale di soddisfare le esigenze di armi da fornire all’Ucraina. Ecco fatti, numeri e commenti

 

Lockheed Martin e Raytheon, ma anche Boeing e General Dynamics, all’appello del Pentagono sul dossier Ucraina.

Reuters ha rivelato che oggi il Dipartimento della Difesa incontrerà i vertici delle otto principali aziende che producono armi negli Stati Uniti. Si discuterà della capacità dell’industria bellica nazionale di soddisfare le esigenze di armi da inviare all’Ucraina, soprattutto se la guerra con la Russia dovesse durare anni.

Inoltre, sempre oggi il presidente degli Usa Joe Biden dovrebbe annunciare ulteriori 750 milioni di dollari in spedizioni di armi in Ucraina.

Il Pentagono ha già fatto sapere che le armi più utili sono i sistemi più piccoli, come i missili anticarro Javelin e i missili antiaerei Stinger. Quest’ultimi già inviati quasi quotidianamente da Washington e dagli alleati europei in Ucraina.

Raytheon Technologies e Lockheed Martin producono insieme i missili Javelins, mentre Raytheon produce Stinger.

Secondo fonti del Pentagono, gli Usa potrebbero trasferire Humvee corazzati, ma anche elicotteri che possono essere equipaggiati per attaccare i veicoli russi. Oltre a una serie di altre attrezzature sofisticate.

Nel frattempo, il presidente ucraino Zelenskiy fa pressioni sui leader statunitensi ed europei affinché forniscano armi e attrezzature più pesanti in vista della battaglia in Donbass.

Tutti i dettagli.

UCRAINA, DI COSA SI DISCUTERÀ OGGI AL PENTAGONO

Mercoledì l’Ufficio acquisizione e sostegno del Pentagono, l’ufficio che si occupa dell’acquisizione di armi per il ministero della Difesa statunitense, ospiterà l’incontro con i principali appaltatori militari. Alla riunione prenderà parte anche il vicesegretario alla Difesa Kathleen Hicks.

“Discuteremo le proposte del settore per accelerare la produzione dei sistemi esistenti” ha affermato il funzionario della difesa a Reuters. Inoltre si discuterà di “sviluppare nuove capacità fondamentali per l’assistenza alla sicurezza in corso del dipartimento in Ucraina e per la prontezza a lungo termine degli Stati Uniti e delle forze alleate/partner”.

LOCKHEED MARTIN, RAYTHEON E BOING ALL’APPELLO

Oltre ai già citati Lockheed Martin e Raytheon, altri importanti produttori di armi americani che probabilmente prenderanno parte all’incontro sono: Boeing; Northrop Grumman; General Dynamics e L3Harris Technologies.

LE ARMI FORNITE DAGLI USA FINORA A KIEV

Secondo il Pentagono, gli Stati Uniti hanno fornito più di 1,7 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina dall’invasione russa a febbraio. Difatti Washington ha inviato oltre 1.400 missili antiaerei Stinger, 5.000 missili anticarro Javelin e centinaia di droni Switchblade.

Gli Stati Uniti hanno già consegnato la maggior parte di un pacchetto di difesa da 800 milioni di dollari promesso di recente all’Ucraina. Pertanto prevedono di completare la fornitura di un pacchetto da 100 milioni di dollari comprendente missili Javelin entro metà aprile.

PRONTI A INVIO DI NUOVI SISTEMI D’ARMA

E oggi Biden potrebbe annunciare nuovi aiuti militari a Kiev.

Il presidente dovrebbe utilizzare i suoi poteri presidenziali. Questi gli consentono di prelevare strumentazioni dalle riserve e trasferirli in un altro paese senza l’approvazione del Congresso se c’è un “emergenza imprevista”.

QUESTIONE  SCORTE

Ma l’incontro potrebbe essere anche l’occasione perché il Pentagono, che forse comincia a essere a corto di scorte interne di missili, aggiorni le sue commesse.

Il Center for Strategic and International Studies (Csis), un think tank di Washington, ha stimato che gli Stati Uniti hanno ceduto circa un terzo delle loro scorte di Javelin all’Ucraina. E il Csis ha aggiunto che occorreranno tre o quattro anni per ricostituirle, riporta il Financial Times.

Inoltre, si stima che gli Stati Uniti abbiano inviato circa un quarto dei loro missili Stinger nel paese. Saranno necessari almeno cinque anni per sostituirli agli attuali livelli di produzione.

LA PREVISIONE DI GAIANI, DIRETTORE DI ANALISI DIFESA

Quindi, gli Stati Uniti si preparano a una guerra di lunga durata volta a scoraggiare qualunque tipo di trattativa. È la previsione di Gianandrea Gaiani, direttore della rivista Analisi Difesa, commentando così all‘Agi la notizia della convocazione da parte del Pentagono delle otto principali aziende che producono armi negli Stati Uniti.

GLI OBIETTIVI DELL’AMMINISTRAZIONE BIDEN

Secondo il direttore di Analisi Difesa, la nuova fornitura di armi promessa dagli Stati Uniti all’Ucraina fa pensare che “il governo di Kiev abbia perso gran parte dei mezzi e veicoli corazzati” nel conflitto in corso e che i soldati russi “abbiano distrutto una parte consistente dell’apparato industriale che serve per riparare questi mezzi o fare la necessaria manutenzione”.

Di certo gli obiettivi attuali dell’amministrazione Biden non sono gli stessi dell’Europa, “il cui interesse sarebbe puntare a una conclusione più rapida della guerra” sottolinea Gaiani.

Infine, “Si parla anche di altre forniture che possono far fare un salto di qualità, come obici o cannoni di produzione americana; e questo può significare che gli Stati Uniti si preparano a una guerra di lunga durata volta a scoraggiare qualunque tipo di trattativa”, conclude Gaiani.

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