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Perché il Garante Privacy ha multato Foodinho (Glovo)

Foodinho

Foodinho, controllata da GlovoApp23, dovrà modificare il trattamento dei dati dei propri rider. La società dovrà anche pagare una sanzione di 2,6 milioni di euro

 

Multa da 2,6 milioni di euro a Foodinho, la società attraverso cui opera Glovo in Italia, comminata dal Garante per la Privacy.

Si tratta della prima decisione dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali riguardante i rider, giunta all’esito di un primo ciclo ispettivo sulle modalità di gestione dei lavoratori di alcune delle principali società di food delivery che operano in Italia.

La società dovrà anche modificare il trattamento dei dati dei propri rider (19.000 fattorini in Italia) effettuato tramite l’utilizzo di una piattaforma digitale, e verificare che gli algoritmi di prenotazione e assegnazione degli ordini di cibo e prodotti non producano forme di discriminazione.

Dalla complessa attività istruttoria del Garante sono emerse numerose violazioni della normativa privacy, dello Statuto dei lavoratori e della recente normativa a tutela di chi lavora con le piattaforme digitali.

Glovo, che ha sede a Barcellona e gestisce i suoi servizi in Italia attraverso Foodinho, non ha rilasciato commenti. La società spagnola deve già affrontare lo sciopero dei corrieri a Palermo.

Tutti i dettagli.

COSA HA RILEVATO IL GARANTE PER LA PRIVACY

L’Autorità presieduta da Pasquale Stanzione ha rilevato una serie di gravi illeciti, in particolare riguardo agli algoritmi utilizzati per la gestione dei lavoratori. Foodinho, ad esempio, non aveva adeguatamente informato i lavoratori sul funzionamento del sistema e non assicurava garanzie sull’esattezza e la correttezza dei risultati dei sistemi algoritmici utilizzati per la valutazione dei rider.

Secondo il Garante, ad esempio, non garantiva nemmeno procedure per tutelare il diritto di ottenere l’intervento umano, esprimere la propria opinione e contestare le decisioni adottate mediante l’utilizzo degli algoritmi in questione, compresa l’esclusione di una parte dei rider dalle occasioni di lavoro.

COSA DOVRÀ FARE FOODINHO

Il Garante ha pertanto prescritto a Foodinho di individuare misure per tutelare i diritti e le libertà dei rider a fronte di decisioni automatizzate, compresa la profilazione.

E ha imposto alla società di verificare l’esattezza e la pertinenza dei dati utilizzati dal sistema (chat, email e telefonate intercorse tra i rider e il customer care, geolocalizzazione ogni 15 secondi e visualizzazione su mappa del percorso, tempi di consegna stimati ed effettivi, dettagli sulla gestione dell’ordine in corso e di quelli già effettuati, feedback di clienti e partner, livello della batteria rimanente del dispositivo).

Ciò anche allo scopo di minimizzare il rischio di errori e di distorsioni che potrebbero, ad esempio, portare alla limitazione delle consegne assegnate a ciascun rider o all’esclusione stessa dalla piattaforma. Tali rischi derivano anche dal sistema di assegnazione del punteggio (rating), basato sull’applicazione di una formula matematica che penalizza i rider che non accettano tempestivamente l’ordine o lo rifiutano favorendo invece i rider che accettano nei termini stabiliti o consegnano il maggior numero di ordini (il punteggio prende in considerazione gli ordini effettivamente consegnati, l’effettuazione del check-in all’interno dello slot prenotato pochi minuti dopo l’inizio della fascia oraria, l’accettazione entro 30 secondi dell’ordine assegnato).

La società dovrà anche individuare misure che impediscano utilizzi impropri o discriminatori dei meccanismi reputazionali basati sul feedback dei clienti e dei partner commerciali.

OPERAZIONE DI COOPERAZIONE EUROPEA AI SENSI DEL GDPR

Infine, il Garante italiano ha anche attivato, per la prima volta, una operazione congiunta di cooperazione europea, ai sensi del Gdpr, con il Garante spagnolo (AEPD) per verificare il funzionamento della piattaforma digitale di proprietà della capogruppo GlovoApp23.

COS’È FOODINHO

Foodinho infatti è controllata dalla società spagnola GlovoApp23 S.L..

Glovo è una società spagnola nata nel 2015 a Barcellona e che l’anno successivo, ricorda Crunchbase, è arrivata in Italia comprando Foodinho. Quest’ultimo è un food delivery made in Italy fondato da Mateo Pichi attivo solo dal 2016.

COME VA GLOVO

Il gruppo spagnolo fornisce di tutto, dal cibo alle forniture per la casa, a circa 10 milioni di utenti in 20 paesi. Glovo ha raccolto durante la sua fase di crescita circa 650 milioni di dollari e secondo i dati Dealroom nel 2019 ha generato un fatturato pari a 216 milioni di euro, con una crescita anno su anno del 200%. Con l’ultimo round di investimento del 2019, la società ha raggiunto la valutazione di mercato di un miliardo di dollari.

I PROBLEMI IN SPAGNA

Ma oltre la crescita per Glovo ci sono anche parecchie grane domestiche e non.

Lo scorso maggio il governo spagnolo ha approvato infatti un decreto-legge che stabilisce che i lavoratori che consegnano cibo a domicilio non sono liberi professionisti ma dipendenti delle aziende per cui lavorano. Il decreto approvato stabilisce inoltre che gli impiegati di qualsiasi azienda, quindi non solo del settore del delivery, avranno diritto a conoscere il funzionamento di algoritmi che abbiano un impatto sul loro lavoro, per esempio per quanto riguarda orari o turni. Immediato il disappunto dell’associazione delle piattaforme di servizi on-demand (APS) che comprende Deliveroo, Stuart, Uber Eats e Glovo appunto.

E QUELLI IN ITALIA

Infine, tornando nel nostro paese, da metà giugno la società deve affrontare lo stato di agitazione dei lavoratori a Palermo con la giornata di sciopero del 28 giugno.

“Per i lavoratori di Glovo la situazione è diventata insostenibile” aveva dichiarato il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso. “Da un lato, la perdita di guadagni di circa il 20 per cento a partire da quando è stato sottoscritto l’accordo che abbiamo contestato tra Ugl e Assodelivery [Qui l’approfondimento di Start su tutte le tensioni tra le aziende sul contratto di lavoro]. Questo ha comportato per Palermo compensi tra i più bassi d’Italia, che spesso sono inferiori ai 2 euro, penalizzando i lavoratori che, col caldo torrido, stanno nel traffico e girano in moto a loro spese. Dall’altro lato, il fatto che, nell’ultimo mese in particolare, si stanno verificando moltissimi problemi legati all’applicazione”.

“Continuiamo a chiedere che anche Glovo si allinei a quelle che sono le sentenze dei Tribunali, a partire da quello di Palermo alle indagini condotte dalla Procura di Milano, e che cambi modello di business inquadrando i propri corrieri per quello che realmente sono: lavoratori subordinati” aveva concluso Gattuso.

 

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