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Just Eat, Deliveroo, Glovo e non solo. Tutte le tensioni fra aziende del food delivery sul contratto

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contratto nazionale rider

Just Eat promette il contratto da dipendente ai rider, silurando Assodelivery (Deliveroo, Glovo, UberEat e non solo). Fatti, numeri, commenti e prime reazioni dei sindacati

 

Just Eat avvia la rivoluzione del settore food delivery. La società ha promesso di far firmare un contratto da dipendenti a tutti i propri 3 mila rider, portando anche in Italia il modello Scoober, già a regime in altri Paesi.

La multinazionale britannica si muove in solitudine e si smarca, così, dai concorrenti di settore; ma sceglie per i propri ciclofattorini il livello retributivo più basso che ha trovato, senza applicare alcun contratto nazionale. Andiamo per gradi.

JUST EAT ASSUME I RIDERS

Just Eat è pronta ad assumere i suoi 3 mila ciclofattorini italiani come lavoratori dipendenti. Debutta anche in Italia il modello Scoober (così si chiama l’app usata dai rider), basato sul rapporto di lavoro subordinato, già utilizzato in 12 paesi in cui è presente il gruppo e in oltre 140 città, con più di 19 mila rider coinvolti.

CONTINI: E’ UNA SCELTA ETICA

“L’introduzione di un modello di lavoro dipendente per i rider rappresenta una scelta etica e di responsabilità, in linea con la strategia che il gruppo porta avanti con successo in altri paesi europei. È un grande investimento, economico e sulle persone, che ci permetterà di operare con rider tutelati dal punto di vista contrattuale e anche di supportare ulteriormente lo sviluppo del servizio in Italia”, ha spiegato Daniele Contini, manager di Just Eat in Italia.

ASSUNZIONI A PARTIRE DA MARZO

Le assunzioni partiranno già da marzo. Just Eat assumerà 50 riser a Monza, poi mille nei primi due mesi nelle città di Brescia, Verona, Parma e Reggio Emilia. Entro pochi mesi avranno un contratto tutti i 3.000 rider presenti nelle 23 città in cui l’app è attiva.

COME SARANNO I CONTRATTI DEI RIDER DI JUST EAT

Certo, non è tutto oro quel che luccica. E se è vero che con il contratto da dipendente, Just Eat garantisce compenso orario, ferie, malattia, maternità/paternità, indennità per lavoro notturno e festivi, coperture assicurative, dispositivi di sicurezza gratuiti in dotazione, formazione obbligatoria e tutele previdenziali, dall’altra parte è anche vero che la multinazionale ha scelto, scrive Repubblica, “di inserire in un regolamento aziendale il livello retributivo più basso che ha trovato – 7,5 euro lordi all’ora, quello del multiservizi (pulizie) – senza applicare alcun contratto nazionale. Dovrebbe farlo. E quello della logistica prevede 13 euro lordi all’ora”.

IL COMMENTO DELLA CISL

E forse è proprio questo il punto che non convince la Cisl, che commentando la notizia sostiene che prima di avviare le assunzioni “bisogna prima trovare un punto di incontro attraverso il quale stabilire regole chiare e adeguate tutele per i lavoratori”.

“La CISL ha posto in termini chiari che il confronto deve partire da un quadro di riferimento certo e riconoscibile di applicazione del Contratto Ccnl della Logistica e delle Merci, un sistema di Relazioni Industriali che sia partecipativo ed il riconoscimento dei diritti sindacali e di rappresentanza previsti dall’Accordo Interconfederale del Testo Unico. Il CCNL logistica offre già riferimenti certi e coperture per le lavoratrici e i lavoratori ad esempio su ferie, malattia e infortunio, maternità/paternità, ed ha sviluppato Accordi nazionali specifici che già inquadrano la figura del ciclo-fattorino e i compensi minimi e gli orari di lavoro. La CISL ritiene positivo il nuovo modello Scoober basato sul rapporto di lavoro subordinato, ma perché possa essere condiviso bisogna trovare le condizioni che si adattino alla specificità del settore ed alle esigenze dei lavoratori, alla flessibilità dei tempi di lavoro, alle tipologie contrattuali, alle questioni della salute e sicurezza, del sistema degli incentivi economici, le indennità accessorie e per i mezzi di trasporto. La trattativa è aperta e i tempi relativamente brevi impegneranno sindacato e impresa in un confronto serrato, che richiede un coerente impegno basato sulla correttezza e sulla trasparenza, evitando fughe in avanti nel pieno rispetto delle Relazioni Sindacali”, ha commentato il sindacato.

JUST EAT SILURA DELIVEROO, GLOVO E NON SOLO

In tutto questo Just Eat si muove in solitudine. E le intenzioni erano già chiare a novembre, quando si è chiamata fuori dal contratto del settore firmato da Assodelivery, che tra gli altri rappresenta Deliveroo, Glovo, Uber Eats e Social Food, con il sindacato di destra Ugl. Di fatto Just Eat aveva (e ha) silurato i concorrenti, contrattualmente parlando.

IL CONTRATTO DI ASSODELIVERY

Contratto, quello siglato tra Assodelivery e Ugl – criticato dagli altri sindacati e dal ministero del Lavoro – infatti, mantiene di fatto lo status quo: non inquadra i lavoratori come dipendenti, ma ha solo l’obiettivo di aumentare le tutele dei rider che operano come lavoratori autonomi nell’industria italiana del food delivery. Il contratto, infatti, prevede un compenso minimo pari a 10 euro per ora lavorata. Previste anche indennità integrative, pari al 10%, 15% e 20% in corrispondenza di una, due o tre delle seguenti condizioni: lavoro notturno, festività e maltempo. Nel contratto nazionale è inserito un incentivo orario di 7 euro, anche nel caso di assenza di proposte di lavoro, per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città. Introdotto anche un sistema premiale, pari a 600 euro ogni 2000 consegne effettuate, e norme per la tutela della privacy (qui i dettagli).

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