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Perché il Coronavirus non contagerà troppo Amazon, Facebook e YouTube

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antitrust Apple Amazon

Amazon sta assumendo personale per soddisfare la domanda dei clienti. Il traffico è aumentato su Facebook e YouTube. E il cloud computing è diventato essenziale per i lavoratori a domicilio. Fatti e tendenze al tempo del Coronavirus

Il Coronavirus sta affondando l’economia mondiale praticamente in ogni settore, ma c’è una categoria che potrebbe vedere il suo business rimanere stabile se non addirittura incrementarsi durante la pandemia: quello delle grandi aziende tecnologiche.

I NUMERI

Per capirlo basta vedere i dati: Amazon ha annunciato che assumerà 100.000 magazzinieri per soddisfare la crescente domanda. Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, ha detto che il traffico per le videochiamate e la messaggistica è esploso. Microsoft ha comunicato che il numero di utenti che utilizzano il suo software per la collaborazione online è salito di quasi il 40% in una settimana.

In sostanza, scrive il New York Times, “la pandemia e il fatto che alle persone è stato chiesto di lavorare da casa e di stare lontano dagli altri, ha aumentato la fiducia nei servizi delle più grandi aziende del settore tecnologico, accelerando al contempo il trend di chi già ne beneficiava”.

AMAZON E NETFLIX SUGLI SCUDI

“Amazon si è imposta per anni sui rivenditori tradizionali ma ora, con gli acquirenti riluttanti ad andare in negozio, ci si rivolge al gigante dell’e-commerce anche per una più ampia varietà di prodotti, come alimentari e farmaci da banco – sottolinea il Nyt -. I servizi di streaming come Netflix hanno frenato negli ultimi anni le vendite di film al botteghino. Ora, mentre le sale cinematografiche chiudono per ordine del governo, Netflix e YouTube stanno guadagnando un nuovo pubblico”.

ANCHE APPLE STA RITROVANDO LA GIUSTA STRADA

Non solo. “Le aziende stavano già scaricando i propri data center per affittare i computer da Amazon, Microsoft e Google. Questo cambiamento è destinato ad accelerare, dato che milioni di dipendenti sono costretti a lavorare da casa, mettendo a dura prova le infrastrutture tecnologiche aziendali – ammette il quotidiano americano -. Anche Apple, che una volta sembrava essere tra le aziende americane più a rischio per il coronavirus a causa della sua dipendenza dalle fabbriche e dai consumatori cinesi, sembra essere in buona posizione. Molte delle fabbriche di Apple sono quasi tornate alla normalità, la gente sta spendendo più tempo e denaro per i suoi servizi digitali, e mercoledì ha persino rilasciato nuovi gadget”.

Insomma, per dirla con Daniel Ives, amministratore delegato della ricerca azionaria di Wedbush Securities, “le più grandi aziende tecnologiche potrebbero emergere d questa situazione più forti che mai”, le sue parole al Nyt.

SOFFRE LA PUBBLICITÀ: APPLE, MICROSOFT, AMAZON, FACEBOOK E ALPHABET HANNO 1.000 MILIARDI DI DOLLARI DI VALORE DI MERCATO

Questo però non vuol dire che le grandi aziende tecnologiche non debbano preoccuparsi. “La pubblicità, la linfa vitale di Google e Facebook, tende a soffrire durante le crisi economiche. Le azioni di Apple, Microsoft, Amazon, Facebook e la società madre di Google, Alphabet, hanno perso collettivamente più di 1.000 miliardi di dollari di valore di mercato rispetto a un mese fa, quando le azioni statunitensi erano scambiate a livelli record. E Microsoft e Apple hanno ridotto le loro previsioni finanziarie a breve termine a causa del rallentamento della spesa dei consumatori”, sottolinea il quotidiano.

Quindi se da un lato gli strumenti di comunicazione come il servizio di videoconferenza Zoom sono ora essenziali, altri comparti soffrono come ad esempio le aziende di ride-hailing, Uber e Lyft in primis e i siti di affitti immobiliari come Airbnb che stanno vedendo scomparire i propri clienti.

SETTORE HI-TECH IN SOFFERENZA

“Il settore tecnologico globale da 3,9 trilioni di dollari ne soffrirà quest’anno, anche se non è ancora chiaro quanto – scrive il Nyt -. A dicembre, la società di ricerca IDC aveva previsto una crescita del 5% a livello mondiale per le vendite di hardware, software e servizi nel 2020. Dopo che un mese fa è apparso evidente che il coronavirus avrebbe interrotto le forniture e tagliato le vendite in Cina, IDC ha detto che le entrate annuali avrebbero potuto crescere solo dell’1%. Ma ora questa crescita dell’1% sembra decisamente ottimistica, ha detto Frank Gens, capo analista di IDC”.

CAMBIERANNO LE ABITUDINI DEI CONSUMATORI?

E quando l’economia alla fine migliorerà, le Big Tech potrebbero beneficiare dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori – è il giudizio del New York Times -. Mentre Amazon ha cambiato le abitudini di acquisto di articoli come i libri, convincere i clienti ad affidarsi all’azienda guidata da Jeff Bezos per la spesa è sempre stata una sfida. Ma con sempre più persone costrette a rimanere a casa, una delle ultime roccaforti della vendita al dettaglio fisica potrebbe essere definitivamente butta giù. Man mano che i clienti provano i servizi Amazon, potrebbero creare dei cambiamenti permanenti nelle abitudini d’acquisto, ha detto Guru Hariharan, un ex dipendente Amazon fondatore di CommerceIQ, una società il cui software di automazione è usato da grandi marchi come Kellogg’s e Kimberly-Clark”.

“In un post sul blog della scorsa settimana, Dave Clark, vice presidente senior di Amazon per le operazioni a livello mondiale, ha detto che stava aggiungendo i nuovi posti di lavoro presso i suoi magazzini e la rete di consegna negli Stati Uniti perché ‘le nostre esigenze di manodopera sono senza precedenti per questo periodo dell’anno’. Uno dei motivi dell’aumento della domanda di Amazon è che gli acquirenti stanno acquistando una più ampia varietà di prodotti. Dal 20 febbraio al 15 marzo, le vendite di farmaci da banco per il raffreddore sono aumentate di nove volte su Amazon negli Usa rispetto all’anno precedente. Gli ordini di cibo per cani sono aumentati di 13 volte e le vendite di asciugamani di carta e carta igienica sono triplicate”, ha evidenziato il quotidiano americano.

BOOM DI NETFLIX IN ITALIA:+66%

Gli ordini a domicilio stanno aumentando anche il traffico verso siti di video streaming, applicazioni e piattaforme di social media. I download dell’app di Netflix sono aumentati del 66% in Italia, secondo i dati di Sensor Tower, una società di dati delle app. In Spagna, sono aumentati del 35%. Negli Stati Uniti, dove Netflix era già popolare, c’è stato un aumento del 9%”, ha sottolineato il Nyt ricordando che le istituzioni europee hanno chiesto ai vari provider – Netflix, YouTube, ma anche Amazon Prime e Disney+ – di ridurre la qualità video per alleggerire la tensione sulla rete internet della regione.

INCREMENTI ANCHE PER LE MESSAGGISTICHE

“WhatsApp di Facebook ha raddoppiato il volume delle chiamate vocali, ha dichiarato Zuckerberg in una conference call con i giornalisti. L’applicazione Messenger di Facebook ha avuto una crescita simile (…) Gli analisti hanno prospettive rialziste su Facebook a cui molte persone si rivolgono per avere notizie in tempi di crisi e per distrarsi mentre lavorano da casa”, ha ammesso il quotidiano.

IL CLOUD COMPUTING SPOPOLA

“Il passaggio al lavoro da casa ha anche dimostrato i meriti del cloud computing quando l’uso aumenta inaspettatamente. Per le aziende che gestiscono le loro infrastrutture Internet, effettuare adeguamenti alle esigenze di calcolo al volo è costoso e complicato. Il cloud computing lo rende più facile. Amazon, Microsoft e Google, le tre principali piattaforme di cloud computing, offrono importanti sconti per l’affitto dell’infrastruttura sottostante per una rete aziendale e del software utilizzato dai dipendenti”.

MICROSOFT A GONFIE VELE CON TEAM

Microsoft, in particolare, ha spinto in modo aggressivo il suo nuovo strumento di messaggistica e collaborazione aziendale, Microsoft Teams, che compete con la società indipendente Slack. Giovedì, Microsoft ha dichiarato che il numero di utenti dei Team è cresciuto del 37% in una settimana, raggiungendo oltre 44 milioni di utenti giornalieri. Ci sono stati almeno 900 milioni di riunioni e chiamate su Team al giorno. ‘Crediamo che questo passaggio improvviso e globale al lavoro a distanza sarà un punto di svolta nel modo in cui lavoriamo e impariamo’, ha scritto Jared Spataro, vice presidente di Microsoft”.

APPLE HA BUONE VIBRAZIONI

“Anche Apple, un’azienda con centinaia di negozi chiusi in tutto il mondo (tranne che in Cina), ha sempre più l’impressione che uscirà dalla pandemia in buone condizioni. Terry Guo, il capo della Foxconn, che assembla la maggior parte degli iPhone del mondo per Apple, il 12 marzo ha detto ai giornalisti che le fabbriche cinesi della Foxconn stavano riprendendo la produzione prima del previsto e che erano tornate alla normalità – ben prima delle aspettative di fine di marzo. L’azienda di Cupertino ha cercato di abbandonare la sua forte dipendenza dalle vendite di dispositivi e di orientarsi verso i cosiddetti ricavi dei servizi, che comprendono la vendita di app e gli abbonamenti ai suoi servizi musicali e televisivi”, spiega il Nyt aggiungendo che per questo tipo di business il fatto che gran parte del pubblico negli Stati Uniti e in Europa rimanga al chiuso è certamente una buona notizia.

Sono aumentate anche le vendite di app per telefonini: “Apple è cresciuta del 18% fino a circa 690 milioni di dollari, mentre la quota di Google sulle vendite di app per Android è aumentata del 5% fino a circa 360 milioni di dollari, secondo Sensor Tower. ‘Dopo la crisi finanziaria del 2008, Apple è emersa ancora più forte”, ha dichiarato Ives di Wedbush. ‘Non c’è ragione per cui non possa fare lo stesso ora insieme agli colossi tecnologici’”, ha concluso il Nyt.

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