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Nvidia insiste con gli accordi circolari: investirà 2 miliardi nel cloud di Iren

Nvidia investirà fino a 2,1 miliardi di dollari nella "neocloud" Iren: si tratta di un nuovo accordo circolare per il colosso dei processori?

Nvidia, la più grande azienda di microchip al mondo, investirà fino a 2,1 miliardi di dollari in Iren, società australiana specializzata nella gestione di centri dati, all’interno di una collaborazione più ampia che prevede la realizzazione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale dalla capacità di 5 gigawatt.

COSA FARANNO NVIDIA E IREN

La partnership strategica, annunciata giovedì, “mira ad accelerare la realizzazione su larga scala di fabbriche per l’intelligenza artificiale combinando l’architettura Dsx di Nvidia con le competenze di Iren in materia di energia, terreni, data center, installazione di Gpu [unità di elaborazione grafica, ndr] e gestione delle infrastrutture. Le Gpu di Nvidia – dei processori che eseguono i calcoli necessari all’addestramento e al funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale, in poche parole – sono richiestissime per via delle loro prestazioni, ma hanno prezzi elevatissimi: anche 40.000 dollari l’una.

L’INTERESSE PER LE NEOCLOUD

Iren è considerata una neocloud, ossia una fornitrice specializzata di servizi di cloud computing alle grandi compagnie tecnologiche impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. A questo proposito, l’anno scorso Iren ha siglato un accordo da 9,7 miliardi con Microsoft sul cloud computing.

Non è la prima volta che Nvidia investe in una neocloud: a gennaio, per esempio, aveva annunciato un finanziamento di 2 miliardi alla statunitense CoreWeave, che impiegherà le risorse per costruire centri dati dalla capacità di calcolo di oltre 5 GW entro il 2030. Anche la cliente principale di CoreWeave è Microsoft.

UN NUOVO ACCORDO “CIRCOLARE”?

Sia Iren che CoreWeave sono grandi utilizzatrici dei processori di Nvidia. Per questo motivo, i suoi investimenti nelle due società vengono definiti dei finanziamenti “circolari”: Nvidia, cioè, sostiene economicamente i suoi clienti con l’obiettivo di alimentare la domanda dei propri prodotti.

A chi teme che gli accordi circolari possano condurre allo scoppio della presunta “bolla dell’intelligenza artificiale“, l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang ha risposto che questi investimenti – per quanto ingenti – rappresentano solo una piccola parte delle spese nelle infrastrutture tecnologiche. Effettivamente, quest’anno le Big Tech americane dovrebbero investire oltre 700 miliardi nell’intelligenza artificiale.

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