Sorveglianza e non solo, i software di Palantir a servizio dell’Ice.
L’Immigration and Customs Enforcement (Ice), agenzia degli Stati Uniti che si occupa delle frontiere, utilizza da anni strumenti avanzati di analisi dei dati e intelligenza artificiale sviluppati da Palantir Technologies, l’azienda di software con sede a Denver co-fondata dall’imprenditore miliardario Peter Thiel, per supportare le proprie attività investigative e di contrasto all’immigrazione.
Lo scorso aprile Palantir si è aggiudicata il contratto (valido fino a settembre 2027) per piattaforma ImmigrationOS, un sistema per rendere più efficienti l’identificazione, la definizione delle priorità, l’arresto e l’espulsione delle persone che soggiornano irregolarmente e a mappare l’intero processo di espulsione, dall’acquisizione dei dati alla logistica. L’Ice pagherà a Palantir 30 milioni di dollari per la piattaforma.
Una partnership che oggi è tornata sotto i riflettori mentre a Minneapolis due uccisioni di civili da parte di agenti federali hanno innescato proteste e richieste bipartisan di un’indagine indipendente, e mentre nuovi documenti interni rivelano in dettaglio come queste tecnologie siano state integrate nelle operazioni quotidiane dell’agenzia.
Secondo 404 Media, ora Palantir sta lavorando a uno strumento per l’Ice che prevede una mappa con potenziali obiettivi di espulsione, genera un dossier su ogni persona e fornisce un “punteggio di affidabilità” sull’indirizzo attuale della persona.
Tutti i dettagli.
LE TENSIONI A MINNEAPOLIS
Diverse personalità repubblicane al Congresso degli Stati Uniti si sono affiancate ai democratici nel sollecitare l’apertura di un’indagine indipendente sul comportamento degli agenti federali anti-immigrazione a Minneapolis, dopo che sabato un agente della U.S. Border Patrol ha ucciso a colpi d’arma da fuoco Alex Pretti, cittadino americano di 37 anni, durante un’operazione legata all’immigrazione.
La vicenda ha mobilitato l’opinione pubblica nazionale e internazionale e ha innescato proteste diffuse, secondo quanto riportato dalla stampa statunitense. Si tratta della seconda morte di un civile per mano di agenti federali nella città in poche settimane, dopo l’uccisione di Renée Good per mano dell’agente dell’Ice Jonathan Ross all’inizio del mese, episodio che aveva già sollevato forti critiche.
IL RUOLO DELLA SOCIETÀ GUIDATA DA ALEX KARP NELLE ATTIVITÀ DI ICE
Negli ultimi dieci anni, l’Ice ha accumulato milioni di dati utilizzati per identificare e tracciare i propri obiettivi, includendo post sui social media, cronologie di localizzazione e, più recentemente, informazioni fiscali. Un ruolo centrale nell’integrazione e nell’analisi di questi dati è svolto da Palantir Technologies, come ricostruito da un rapporto dello scorso settembre del Guardian. Per anni, si è saputo poco su come l’agenzia americana utilizzasse concretamente questi strumenti, anche perché Palantir, appaltatore dell’Ice dal 2011, si è sempre definita un semplice “elaboratore di dati”, sostenendo di non avere alcun ruolo attivo nella raccolta o nell’uso delle informazioni da parte dei clienti.
COSA FA PALANTIR
Fondata nel 2003 a Denver, Palantir Technologies è la più controversa società californiana di data mining con profondi legami con i servizi segreti e le agenzie militari statunitensi. I primi finanziatori dell’azienda includevano In-Q-Tel, braccio finanziario della Cia. In particolare, durante la pandemia sia gli Stati Uniti sia i suoi alleati si sono affidati al software Palantir per il tracciamento dei contatti e nell’analisi dei dati sanitari.
Il software di Palantir aggrega e analizza i dati per aziende come Airbus e Merck & Co. E dopo la pandemia, la guerra in Ucraina ha rappresentato un’altra occasione di profitto per la società tecnologica. Negli ultimi due anni società guidata da Alex Karp ha registrato una forte domanda da parte di Israele per nuovi strumenti dall’inizio della guerra con Hamas.
COSA È EMERSO TRA LA CORRISPONDENZA TRA ICE E PALANTIR
Una serie di documenti interni dell’Ice, ottenuti dall’associazione per i diritti degli immigrati Just Futures Law tramite una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act e analizzati dal Guardian, ha svelato alcuni dei primi esempi concreti dell’impiego delle tecnologie Palantir nelle indagini e nelle operazioni sul campo. I documenti comprendono centinaia di pagine di email tra Ice e Palantir, manuali di formazione e report sull’uso dei prodotti, e riguardano in gran parte il contratto con Homeland Security Investigations (HSI), il braccio investigativo dell’agenzia incaricato di fermare “il movimento illegale di persone, beni, denaro, contrabbando, armi e tecnologie sensibili”. Il materiale copre il periodo dal 2014 al 2022 e mostra una collaborazione continuativa sotto amministrazioni sia democratiche sia repubblicane.
IL CONTRATTO PER LA PIATTAFORMA IMMIGRATIONS
In questo contesto si inserisce anche il recente contratto da 30 milioni di dollari aggiudicato da Palantir per la creazione di ImmigrationOS, una nuova piattaforma governativa destinata a servire diverse divisioni dell’ICE oltre all’HSI, con l’obiettivo dichiarato di “semplificare” l’identificazione e l’espulsione degli immigrati.
Il fulcro delle misure investigative, di ricerca e operative dell’Ice è il sistema di gestione dei casi ICM (Investigative Case Management), basato sulla piattaforma Gotham di Palantir dal 2014 e che funge da sistema informativo centrale per la gestione e l’analisi dei casi investigativi.
Come detto all’inizio, nell’aprile 2025, l’Ice ha affidato a Palantir un contratto del valore di circa 30 milioni di dollari per sviluppare l’“Immigration Lifecycle Operating System” (ImmigrationOS), un’estensione dell’ICM destinata alle operazioni dell’Enforcement and Removal Operations (Ero), un’unità di funzionari dell’immigrazione incaricata di arresti e allontanamenti. Secondo i documenti di gara, il sistema è progettato per ottimizzare l’identificazione, la definizione delle priorità, l’arresto e l’espulsione di persone in soggiorno irregolare, oltre a gestire l’intero flusso operativo delle espulsioni, dalla raccolta dei dati alla pianificazione logistica.
FALCON, L’APP PERSONALIZZATA PER LE OPERAZIONI SUL CAMPO
Oltre la recente piattaforma ImmigrationOS, i documenti analizzati dal Guardian mostrano quanto gli strumenti di Palantir fossero radicati nelle operazioni quotidiane dell’HSI, consentendo agli agenti di indagare e arrestare persone attraverso una rete consultabile di database governativi e privati.
Tra gli elementi più rilevanti emersi dai documenti figura Falcon, un’app desktop e mobile sviluppata su misura da Palantir per l’Ice nel 2014, progettata per migliorare la comunicazione tra gli agenti dell’HSI e l’analisi dei dati raccolti durante le operazioni sul campo.
I documenti mostrano che gli agenti dell’Ice hanno utilizzato Falcon per gestire le operazioni sul campo e riferire. L’app permetteva agli agenti di tracciare la posizione dei propri compagni di squadra e dei soggetti coinvolti, nonché di registrare e condividere informazioni in tempo reale da incontri di persona, come interviste sul campo o scansioni di patenti. Un documento mostrava che gli agenti potevano utilizzare Falcon per cercare nomi, luoghi noti, veicoli o informazioni sul passaporto di persone consultando il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e altri database federali come l’Enforcement Integrated Database (EID), un vasto database che contiene informazioni biometriche e personali su chiunque sia stato incontrato, arrestato, detenuto o deportato da qualsiasi agenzia del DHS, in qualsiasi momento.
Come ricostruisce il quotidiano britannico, l’Ice ha cessato di utilizzare Falcon nel 2022, sostituendola con uno strumento interno chiamato Raven, sviluppato direttamente dall’HSI.
I TIMORI DEGLI ATTIVISTI PER I DIRITTI CIVILI
“Abbiamo sempre saputo di cosa fossero capaci gli strumenti sviluppati da Palantir. Ora ne abbiamo le prove”, ha affermato Jacinta González, rappresentante dell’organizzazione no-profit MediaJustice e tra le promotrici della campagna No Tech for Ice, commentando i documenti ottenuti da Just Futures Law e citata dal Guardian.
Secondo Hannah Lucal, ricercatrice in dati e tecnologia presso Just Futures Law, “Palantir è la spina dorsale aziendale di Ice su cui l’agenzia fa affidamento per la sorveglianza e le espulsioni”.
“Di continuo, vedi Ice comportarsi in modi incredibilmente violenti e aggressivi. Ha un effetto agghiacciante. Sapere che hanno una tecnologia in grado di tracciare le relazioni, le conversazioni e le attività organizzative può essere una forza che mette a tacere” aveva sottolineato González. Prima ancora dei fatti di Minneapolis.
LA POSIZIONE DI PALANTIR
È chiaro dunque che l’azienda software guidata da Alex Karp sia sempre più al centro delle operazioni quotidiane dell’Ice, sollevando interrogativi sul ruolo concreto della tecnologia nelle attività dell’agenzia.
All’epoca del rapporto del Guardian pubblicato a fine settembre, Lisa Gordon, portavoce di Palantir, ha dichiarato alla testata che l’azienda collabora con il Dipartimento per la Sicurezza Interna dal 2012 e che “si concentra sul supporto alle indagini e alle operazioni dell’agenzia, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, i settori che vanno dall’arresto dei cartelli della droga allo smantellamento delle reti di traffico di esseri umani”.



