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Non solo Mastodon, a sfidare Twitter arriva anche Post

Post Twitter

Un nuovo concorrente si prepara a sfidare Twitter: è Post, creato dall’ex ceo di Waze Noam Bardin. Il sito, lanciato in versione beta per utenti selezionati, ha circa 130mila persone in lista d’attesa. La piattaforma promette “Persone vere, notizie vere, conversazioni civili”

 

Dopo Mastodon, al momento l’alternativa più gettonata a Twitter, si affaccia un altro rivale social.

A un mese dall’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, continua il fuggi fuggi su Mastodon. Nelle ultime settimane l’app, per iOS, Android e computer, ha visto la registrazione di 1 milione di nuovi account arrivando a poco più di 1,6 milioni.

Ma ora la concorrenza si fa più ampia con Post, il social network creato da Noam Bardin, ex ceo di Waze, l’app per il traffico. Il sito, lanciato in versione beta per utenti selezionati, ha oltre 125.000 persone nella sua lista d’attesa, secondo un’e-mail che Bardin ha inviato ai primi utenti.

Un “luogo civile per discutere le idee, imparare da esperti, giornalisti, singoli creatori, gli uni dagli altri, conversare liberamente”, così si presenta la piattaforma.

Si allarga così la platea dei nuovi arrivati che sta gareggiando per la base di utenti di Twitter, tra cui gli open source Mastodon e Hive, insieme a diversi siti già esistenti prettamente conservatori: Gab, Parler (acquisito da Kanye West) e Truth social dell’ex presidente Usa Donald Trump.

“È probabile che la maggior parte di questi aspiranti concorrenti abbia difficoltà a raggiungere un punto vicino alla scala di Twitter. Anche se lo facessero, nessuno di loro — ad eccezione del Mastodon senza scopo di lucro — può promettere agli utenti che non verranno acquistati da un miliardario e messi sottosopra, proprio come è successo a Twitter”, commenta Axios.

Tutti i dettagli sul social Post.

COS’È POST, L’ALTERNATIVA A TWITTER

Lo scorso maggio Naom Bardin, che ha guidato Waze per 12 anni fino al 2021, ha fondato Post. Negli ultimi giorni la piattaforma è stata subissata di richieste per attivare account.

Come spiega Business Standard, gli utenti possono scrivere post, commentare, mettere mi piace, condividere e ripubblicare contenuti con la loro opinione su Post.news proprio come su Twitter. Tuttavia, non vi è alcun limite di parole sui post. Un altro fattore di differenziazione per Post.news è che consente agli utenti di dare la mancia ai creatori tramite micropagamenti integrati.

RIGUARDO LE FONTI D’INFORMAZIONE

Ciò che distingue il Post dagli altri social è la possibilità di acquistare singoli articoli da noti organi di stampa, leggerli senza visitare i loro siti Web e fornire feedback ai creatori di contenuti. In questo gli utenti possono avere accesso a più prospettive, non solo a quelle a cui si sono abbonati.

NODO MODERAZIONE DEI CONTENUTI

Riguardo la moderazione dei contenuti, punto dolente di molti social vista la circolazione di linguaggio d’odio, ci sono regole in atto che saranno “applicate rigorosamente con l’aiuto della nostra comunità”, spiega Post.

LA VISIONE DI DI NOAM BARDIN

“Ricordate quando i social media erano divertenti, presentavano grandi idee e persone fantastiche e ti rendevano più intelligente? O quando non ti facevano perdere tempo o arrabbiare o rattristare? Con Post vogliamo riportare indietro a quel tempo”, spiega ancora la nuova piattaforma.  “Abbiamo appena iniziato – conclude – mancano delle funzionalità. Mettiti in lista d’attesa e aiutaci a costruire un luogo più gentile e interessante”.

SI ALLUNGA LA LISTA D’ATTESA

Nello stesso post, Bardin ha scritto che gli utenti devono selezionare attentamente il proprio account, durante la registrazione, in quanto non potranno cambiarlo per un po’, poiché la piattaforma è a corto di personale.

La lista di attesa, a cui bisogna iscriversi per accedere, al momento conta oltre 130.000 persone secondo i siti americani specializzati in tecnologia. Ciò è in parte dovuto al fatto che il servizio è ancora in fase di sviluppo e non ha piena funzionalità.

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