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Come funziona e chi finanzia Mastodon, il social che sfida Twitter

Mastodon

Cos’è, come funziona, chi l’ha inventato e chi finanzia Mastodon, il social network che “sfida” Twitter (e che incuriosisce molto)

 

L’arrivo di Elon Musk e delle sue innovazioni, una su tutte l’introduzione della spunta blu a pagamento, sta facendo aumentare l’attenzione di diversi utenti nei confronti di altri social network. Uno dei social che sta registrando i numeri migliori è Mastodon che sostiene di avere ad oggi circa 4,5 milioni di utenti (Twitter ne ha circa 237 milioni), 1,3 sarebbero quelli attivi, 70.000 si sarebbero aggiunti il giorno dopo il passaggio di Twitter nelle mani di Elon Musk.

Cos’è Mastodon

Mastodon è un social network alternativo che si autodefinisce più “etico” in quanto non traccia gli utenti ai fini pubblicitari. È una piattaforma tedesca, nata 6 anni fa e che si sostiene attraverso le donazioni degli utenti. “Mastodon è il più grande social network decentralizzato. Fa parte del fediverso, una comunità internazionale composta da oltre 5 milioni di iscritti distribuiti su circa 12000 server indipendenti il cui obiettivo è rimettere il social nelle mani degli utenti. A differenza dei social tradizionali è open source, non raccoglie i dati degli iscritti, non ha pubblicità o algoritmi segreti che decidono cosa devi vedere”, si legge sul sito Mastodon.it. Sul questo social i post possono essere lunghi fino a 500 caratteri e risultano sempre ordinati in modo cronologico. I tweet qui si chiamano “toot” come il verso dell’elefantino simbolo.

Chi è Eugen Rockho il fondatore di Mastodon

A ideare Mastodon è stato Eugen Rochko, ingegnere informatico tedesco (di origini russe ed ebraiche), classe 1993, che ha sviluppato il social attraverso la sua associazione senza scopo di lucro. In un’intervista a Time ha detto: “Ho creato Mastodon perché nutro sfiducia nel controllo dall’alto esercitato da Twitter”. Eugen Rochko ha iniziato a lavorare al suo social non appena terminati gli studi in Scienze informatiche all’università di Jena. Come ha raccontato a Mashable, l’obiettivo iniziale era quello di “sfruttare al meglio quel prezioso lasso di tempo tra la laurea all’università e il ritrovarsi incastrato nella tristezza di un lavoro tradizionale”. Poi però si è posto il più ambizioso scopo di “democratizzare i social network” (proprio come Musk!). “L’ho chiamato Mastodon perché non sono bravo a nominare le cose – ha detto nell’intervista -. Ho semplicemente scelto quello che mi veniva in mente in quel momento. Ovviamente in quel momento non c’era alcuna ambizione di che andasse bene”.

Chi ha finanziato Rockho

Eugen Rochko, che stando a quanto scrive su LinkedIn è Ceo di Mustodon a tempo pieno dal 2016, ha finanziato lo sviluppo di Mastodon attraverso il crowdfunding attraverso Patreon e OpenCollective, cui si è aggiunta una sovvenzione di Samsung per lo sviluppo open source. La gestione del progetto è stata svolta dallo stesso Rochko, affiancato da numerosi sviluppatori volontari (il social è a fonte aperta). Secondo quanto riportato da Wired Rockho avrebbe rifiutato le proposte di acquisizione da parte di diversi investitori.

Come funziona Mastodon: il social federale

Se Twitter è una rete globale in cui tutti gli utenti si muovono su un’unica dimensione, Mastodon è organizzato in modo da ricordare una federazione. “Chiunque può far parte di Mastodon ovvero creare una “istanza”, un sito su cui girerà il social e che collegarsi ed interagire con le altre istanze del social network”, si legge sul sito. “Mastodon è più simile a un gruppo di negozi locali a gestione famigliare. Ciò significa che è necessario scegliere una “istanza” – un server che diventerà la tua casa”. Ogni Istanza ha due linee temporali speciali:

  • una timeline locale, con il flusso di contenuto condivisi da tutti gli iscritti a quell’istanza (il livello statale nel nostro esempio);
  • e una timeline federata dove compaiono i contenuti condivisi dagli utenti della propria Istanza (timeline locale), più tutti coloro che sono seguiti nella tua istanza (nel nostro esempio corrisponde al livello federale).

Questa è la differenza maggiore tra Twitter e Mastodon, il primo è centralizzato, ha un solo server e che mostra i tweet in base a un algoritmo, il secondo è un universo digitale federato, in cui ogni utente può creare il suo server e in cui i post vengono mostrati solamente in ordine cronologico.

L’attenzione di Donald Trump

Mastodon è open source, ciò significa che il suo codice è libero di essere visualizzato, studiato, replicato. È quello che ha fatto il team di Donald Trump, che ha usato Mastodon come base per il suo Truth social.

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