Le azioni di Meta Platforms sono cresciute di quasi il 3 per cento prima dell’apertura del mercato borsistico alla notizia che la società tecnologica, fondata e guidata da Mark Zuckerberg, intende licenziare il 20 per cento della sua forza-lavoro. Considerato che l’azienda conta quasi 79.000 dipendenti, l’ipotetico taglio – rivelato da Reuters nei giorni scorsi – interesserebbe oltre 15.000 posti di lavoro e sarebbe il più consistente dal 2022, quando furono cancellate 11.000 posizioni all’interno di un più ampio piano di contenimento dei costi.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA SOSTITUENDO I LAVORATORI UMANI?
Il mercato hanno reagito positivamente alla prospettiva di nuovi e corposi licenziamenti – di cui non sono ancora noti i dettagli, né sono giunte comunicazioni ufficiali -, interpretandoli come un segnale di maggiore efficienza operativa, resa possibile dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Effettivamente, mesi fa Zuckerberg aveva detto proprio che, grazie all’intelligenza artificiale, Meta era riuscita a ridurre significativamente il numero di lavoratori impegnati su alcuni progetti, a beneficio della produttività generale e dei margini di profitto.
META PUNTA CONVINTAMENTE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE…
I licenziamenti, però, potrebbero anche – o soprattutto – servire a liberare risorse economiche da destinare a nuovi investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Dopo i social network e il metaverso, Zuckerberg ha riorganizzato Meta attorno a questa tecnologia con l’obiettivo di vincere la competizione con le altre Big Tech e sviluppare quella che l’amministratore delegato ha chiamato “super intelligenza personale”.
Nonostante i tanti capitali spesi per l’intelligenza artificiale, gli sforzi di Meta non sono sempre stati ripagati: per esempio, i modelli Llama 4 hanno mostrato alcuni limiti di prestazioni e la società ha rinunciato alla pubblicazione della versione più grande di questa famiglia, chiamata per l’appunto Behemoth, come l’enorme bestia biblica. Mentre il lancio del nuovo modello, Avocado, è stato rimandato alla metà del 2026.
… E NON È LA SOLA (ANCHE A LICENZIARE)
Oltre ad aver acquisito Moltbook (una sorta di social network per agenti di intelligenza artificiale) e aver acquistato la startup singaporiana Manus per 2 miliardi di dollari, quest’anno Meta conta di spendere 115-135 miliardi nell’intelligenza artificiale. Entro il 2028, poi, fa sapere che investirà 600 miliardi nella costruzione di data center.
In totale, solo quest’anno Meta e gli altri colossi tecnologici come Alphabet, Amazon e Microsoft investiranno in tutto 700 miliardi nell’intelligenza artificiale. L’azienda di Zuckerberg non è insomma l’unica a spendere, e non è nemmeno l’unica a licenziare: recentemente Amazon ha annunciato la cancellazione di 16.000 posti di lavoro, quasi il 10 per cento del totale.
UN ACCORDO DA 27 MILIARDI PER LE INFRASTRUTTURE DI NEBIUS
Oggi, peraltro, Meta ha fatto sapere che spenderà fino a 27 miliardi di dollari in cinque anni per garantirsi l’accesso ai data center per l’intelligenza artificiale di Nebius, società olandese di cloud computing che in origine era legata al gruppo tecnologico russo Yandex. Nebius viene definita una neocloud, ossia una fornitrice specializzata di servizi di cloud computing alle compagnie tecnologiche impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Quello con Nebius è uno dei contratti più grandi mai firmati da Meta. La startup fornirà alla Big Tech capacità di calcolo dedicata per un valore di 12 miliardi di dollari a partire dal 2027; inoltre Meta si è impegnata ad acquistare ulteriori 15 miliardi di dollari di capacità che Nebius sta sviluppando anche per clienti terzi.
COSA C’ENTRA NVIDIA
La settimana scorsa Nvidia, la più importante azienda al mondo di processori per l’intelligenza artificiale, ha annunciato un investimento di 2 miliardi in Nebius, che arriva un paio di mesi dopo un investimento di uguale entità in un’altra neocloud, l’americana CoreWeave.
Gli investimenti nelle due neocloud sono degli esempi di finanziamento “circolare”: con questa espressione ci si riferisce agli investimenti realizzati da Nvidia nelle aziende che sono sue clienti – come OpenAi, Anthropic e xAi – con l’obiettivo di sostenere la domanda dei propri prodotti, alimentando però anche i timori di chi pensa che questa pratica possa condurre allo scoppio della “bolla” dell’intelligenza artificiale.







