Innovazione

Mbda e Leonardo-Finmeccanica, come va il programma Camm-Er?

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Camm-Er

Che cosa emerge dalla risposta del ministero della Difesa all’interrogazione di Italia Viva sullo sviluppo del missile Camm-Er di Mbda (Bae, Airbus e Leonardo-Finmeccanica). Fatti, numeri, dibattito e scenari

Procede lo sviluppo del missile Camm-Er (Common Anti-air Modular Missile Extended Range). Eppure, il programma di ammodernamento e rinnovamento della capacità di Difesa aerea nel corto-medio raggio attraverso lo sviluppo e l’omologazione del missile munizione Camm-Er di Mbda (e Leonardo-Finmeccanica) è stato caratterizzato fin da subito da indecisioni, stop and go e dubbi politici.

Tanto che ieri la IV commissione alla Camera è tornata sullo stato di avanzamento del programma con la risposta del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo (M5S) all’interrogazione 5-00779 a firma della deputata Raffaella Paita (prima Pd, ora Italia Viva) datata 22 ottobre 2018. Ecco i dettagli.

IL PROGRAMMA CAMM-ER

Nel 2017 l’allora governo Gentiloni varò un programma pluriennale di ammodernamento militare per l’acquisto dei missili Camm-Er, con una previsione di spesa di 545 milioni di euro entro il 2031.

Si tratta di un programma pluriennale frutto della collaborazione tra la società Mbda Italia e Mbda Uk, finalizzato all’ammodernamento e al rinnovamento della capacità di Difesa aerea nel corto-medio raggio, attraverso lo sviluppo e l’omologazione del missile munizione Camm-Er e la sua integrazione in taluni sistemi dell’Aeronautica militare e dell’Esercito.

Mbda è una società partecipata da Bae Systems (37,5%), Airbus Group (37,5 %) e Leonardo-Finmeccanica (25%) e si avvale del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (Cima) della Marina Militare di La Spezia-Aulla e del centro produttivo Mbda di Fusaro.

L’obiettivo è sostituire i sistemi in servizio basati sul missile Aspide a partire dal 2021, operativi da circa quarant’anni, con più aggiornati sistemi di difesa aerea. Al riguardo, la munizione Camm-Er viene definita particolarmente efficace contro minacce aeree tipo intercettatori, cacciabombardieri, elicotteri, Ucav e Uav, missili antiradiazione, missili subsonici e supersonici.

I TENTENNAMENTI DEL GOVERNO CONTE I

La realizzazione del programma Camm-Er è stata messa seriamente a rischio durante il governo Conte I con la componente M5S a premere per il suo ridimensionamento e la Lega intenzionata a procedere, fino all’inserimento nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) 2019-2021 curato dal ministero della Difesa e pubblicato a luglio 2019.

COME PROCEDE ORA IL PROGRAMMA

Dopo aver ricevuto i previsti pareri parlamentari, lo scorso 17 dicembre ”il decreto interministeriale di approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento Smd 35/2019, relativo allo sviluppo e alla omologazione di un sistema di difesa aerea di corto-medio raggio, è stato firmato dai ministri della Difesa e dell’Economia e Finanze” ha ricordato il sottosegretario Tofalo.

Dopodiché il 23 dicembre “è stato registrato dalla Corte dei Conti e, successivamente, trasmesso allo Stato Maggiore della Difesa per le discendenti attività tecnico amministrative”.

“Il programma, che comprende lo sviluppo di una componente di Comando e Controllo, di sensori e di attuatori è di prevista conclusione nel 2023, con l’omologazione e con l’integrazione nei sistemi nazionali” ha sottolineato Tofalo rispondendo all’interrogazione parlamentare di Paita.

L’INTERROGAZIONE DI PAITA (DATATA OTTOBRE 2018)

Nell’ottobre 2018 infatti, “in base alle notizie di stampa risultano esservi frizioni all’interno del Governo circa la realizzazione di questo piano di ammodernamento militare con conseguente rischio di pregiudicare gli investimenti previsti” la deputata del Pd (ora Italia Viva) chiedeva al precedente esecutivo le reali intenzioni “in merito al programma pluriennale di ammodernamento militare per l’acquisto dei missili Camm-Er” e, se intendeva confermare gli investimenti previsti e, in caso contrario, quali potrebbero essere le ripercussioni sul polo di eccellenza di La Spezia/Aulla.

LE PRECISAZIONI DI TOFALO

“L’onere previsionale del Programma, relativo alla fase di sviluppo, qualifica e integrazione, è stimato in circa 95 milioni di euro, finanziati, secondo quanto previsto nel Documento programmatico pluriennale della Difesa per il 2019-2021, con gli stanziamenti tratti dai capitoli di investimento dello stato di previsione del ministero della Difesa per mezzo delle risorse recate dal Fondo istituito dall’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018 145 (Legge di Bilancio 2019)”. Lo ha confermato ieri il sottosegretario alla Difesa rispondendo all’interrogazione.

“In merito all’aspetto economico-industriale, è prevista l’interazione con molteplici imprese del settore metalmeccanico, elettrico ed elettronico, con conseguenti positive ricadute sul sistema Paese, sia in termini di capacità operativa, sia di work-share industriale. Non ultimo va rappresentato che le prospettive di export evidenziano altresì consistenti benefici in termini occupazionali, correlato alla fase di produzione del prodotto una volta omologato”, ha concluso Tofalo.

I NODI DA SCIOGLIERE ANCORA

La deputata Raffaella Paita (IV) ha replicato che “l’interrogazione riguarda l’iter di un atto del Governo che, essendo trascorso già molto tempo, si è oramai concluso. Resta, tuttavia, importante continuare a verificare l’avanzamento del programma d’arma, anche al fine di tenere alta l’attenzione su un settore industriale di assoluto valore e di grande importanza per i riflessi occupazionali”.

Come ha specificato anche ieri il sottosegretario Tofalo, l’onere del programma stimato in 95 milioni di euro distribuiti in 5 anni finanziati dal governo è relativo alla fase di sviluppo. La conclusione della fase I di sviluppo (iniziata nel 2019) e omologazione del sistema e la sua integrazione nei futuri sistemi nazionali sono previste nel 2023. Ma la Fase 1 è l’unica al momento approvata.

Lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R  n. SMD 05/2017 ritirato a settembre 2018 prevedeva una spesa di 545 milioni di euro. Mancano pertanto 200/250 milioni euro.

IN ATTESA DELLE LEGGE TERRESTRE PER L’ESERCITO?

Per concludere il programma Camm-Er sono necessari dunque altri finanziamenti. Forse anche per questo a fine gennaio il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, ha annunciato di aver presentato al Capo di Stato Maggiore della Difesa una proposta di legge speciale a supporto del rinnovamento dello strumento militare terrestre.

Una legge terrestre dovrebbe garantire infatti, nei prossimi 5/6 anni, 5 miliardi di euro di fondi aggiuntivi destinati ad accelerare una serie di programmi chiave dell’Esercito italiano. Nello specifico: il Centauro II; il veicolo blindato medio (VBM) Freccia, il veicolo blindato medio Freccia Evo, l’elicottero multiruolo Luh, il Sistema Soldato Sicuro (Sic) e il programma missilistico Camm-Er.

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