Innovazione

Leonardo, Iveco-Oto Melara, Mbda, Beretta. Chi beneficerà della legge terrestre in cantiere

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legge terrestre

Previsti 5 miliardi di euro di fondi aggiuntivi nella proposta di legge terrestre annunciata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

La scorsa settimana il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, ha annunciato di aver presentato al Capo di Stato Maggiore della Difesa una proposta di legge speciale a supporto del rinnovamento dello strumento militare terrestre.

Questa dovrebbe garantire, nei prossimi 5/6 anni, 5 miliardi di euro di fondi aggiuntivi destinati ad accelerare una serie di programmi chiave dell’Esercito italiano. Nello specifico: il Centauro II; il veicolo blindato medio (VBM) Freccia, il veicolo blindato medio Freccia Evo, l’elicottero multiruolo Luh, il Sistema Soldato Sicuro (Sic) e il programma missilistico Camm Er. Nonché altri diversi progetti pronti per la produzione.

Come si legge nella nota degli analisti di Banca Akros ripresa da MF/Milano Finanza, numerosi programmi dell’esercito italiano sono in ritardo. “Riteniamo che il principale beneficiario della Legge Terrestre possa essere Leonardo; la legge può rappresentare un passo importante visto che la legge navale del 2015 ha dato una spinta alle attività navali di Fincantieri”.

Ma l’ex Finmeccanica non sarebbe la sola a beneficiare dell’eventuale legge terrestre. Sono diverse le aziende coinvolte in alcuni dei programmi citati. Ecco lo stato attuale degli investimenti già stanziati e quelli mancanti per ultimarli.

SISTEMI INDIVIDUALI DI COMBATTIMENTO

Di recente il direttore degli Armamenti Terrestri, tenente generale dell’esercito, Francesco Castrataro, e  il direttore commerciale del “Consorzio Sistema Soldato Sicuro”, Paolo Fabbricante, hanno firmato un contratto per l’acquisizione di ulteriori 20.000 Sistemi Individuali per il Combattimento (SIC).

Questi kit si vanno ad aggiungere agli oltre 6.000 già consegnati. Ma l’esigenza complessiva indicata dall’esercito è di 65.695 sistemi.

Il programma è ricompreso nel Documento programmatico pluriennale della difesa 2019-2021, nella parte dedicata ai programmi da avviare nell’anno 2019.  Nella sua interezza, il programma prevede un onere complessivo pari a 1.635 milioni di euro.

Le società direttamente interessate alla realizzazione del progetto sono Leonardo, la fabbrica d’armi Pietro Beretta, il Consorzio PBI protezioni balistiche Italia composto da Larimart e Ares Cosmo. Il sistema incrementerà le capacità di precisione e sopravvivenza del soldato italiano tramite un equipaggiamento di nuova generazione. Ogni militare è integrato infatti nel sistema digitale di Comando e Controllo che ne assicura l’impiego negli attuali e futuri scenari operativi.

In particolare, Leonardo supporta il soldato con le funzioni di comando e controllo per abilitare le informazioni, scambiare e gestire l’acquisizione di dati da sensori e sottosistemi coinvolti, massimizzando così la percezione della situazione tattica sul campo di battaglia, come si legge sul sito del gruppo con sede in piazza Monte Grappa.

IVECO E OTO MELARA PER VBM

A inizio anno è stato finalizzato anche l’ampliamento del parco Veicolo Blindato Medio (Vbm) 8×8 “Freccia”, approvvigionato in altre 30 unità con opzione per successive 11 in versione controcarri, che rappresenta il primo mezzo da combattimento digitalizzato ad essere stato introdotto in servizio. Il mezzo è sviluppato dal consorzio Cio (Iveco-Oto Melara).

Il Vbm Freccia è un mezzo da trasporto truppe derivato dalla blindo Centauro, dotato di torretta Oto Melara e capace di trasportare 8 fanti completamente equipaggiati. Il costo complessivo del programma è pari a 4,2 miliardi di euro, di cui almeno 1.133 già stanziati dal 2019 al 2032 come si legge nel Dpp 2019-2021.

BLINDO CENTAURO II

Il programma è relativo all’acquisizione di 150 Blindo Centauro 2 idonee ad operare nel quadro delle Brigate Medie dell’Esercito Italiano con gli stessi standard tecnologici, capacitivi e di supporto logistico del VBM 8×8 “Freccia” e per soddisfare le esigenze di supporto tattico, protezione e sicurezza delle unità impiegate in operazioni. L’onere complessivo è di 1,5 miliardi di euro, di cui 618 già stanziati dal 2019 al 2030.

Come aveva riportato Rid, a luglio 2018 il Consorzio Cio  aveva ricevuto dalla Direzione Nazionale Armamenti Terrestri il contratto per la produzione delle prime 10 blindo Centauro 2, al costo di 159 milioni di euro. Pertanto mancherebbero altri 700 milioni per le restanti 140 Blindo.

LUH, EVOLUZIONE MILITARE DELL’AW 169 DI LEONARDO

A inizio anno l’Esercito ha annunciato che procederà anche con il Programma Light Utility Helicopter (LUH), il progetto di acquisizione del nuovo elicottero leggero “multiruolo”, in grado di assolvere tutti i compiti delle precedenti linee volo (92 esemplari suddivisi tra A109, AB205, AB206, Ab212 e AB412). Si tratta dell’evoluzione militare dell’elicottero AW169. L’AW169 è un elicottero bimotore di ultima generazione sviluppato da Leonardo nella classe di peso delle 4,5 tonnellate che garantisce elevate prestazioni e la massima sicurezza in tutte le condizioni operative.

In base al Dpp 2019-2021, il programma è di previsto finanziamento in quota parte per 382 milioni di euro dal 2019 al 2026 a valere sulle risorse recate dal fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui all’art.1 co.1072 della LdB 2018 e delle risorse di cui all’art.1 co.95 della LdB 2019.

Ma il programma ha un onere complessivo pari a circa 2,2 miliardi di euro.

IL PROGRAMMA CAMM-ER DI MBDA

Infine, procede lo sviluppo del missile Camm-Er (Common Anti-air Modular Missile Extended Range) nuova munizione efficace contro minacce aeree fino a 40 km.

Si tratta di un programma pluriennale frutto della collaborazione tra la società Mbda Italia e Mbda Uk, finalizzato all’ammodernamento e al rinnovamento della capacità di Difesa aerea nel corto-medio raggio, attraverso lo sviluppo e l’omologazione del missile munizione Camm-Er e la sua integrazione in taluni sistemi dell’Aeronautica militare e dell’Esercito.

Mbda è una società partecipata da Bae Systems (37,5%), Airbus Group (37,5 %) e Leonardo-Finmeccanica (25%) e si avvale del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (Cima) della Marina Militare di La Spezia-Aulla e del centro produttivo Mbda di Fusaro.

L’obiettivo è sostituire i sistemi in servizio basati sul missile Aspide, operativi da circa quarant’anni, con più aggiornati sistemi di difesa aerea. Al riguardo, la munizione Camm-Er viene definita particolarmente efficace contro minacce aeree tipo intercettatori, cacciabombardieri, elicotteri, Ucav e Uav, missili antiradiazione, missili subsonici e supersonici.

La conclusione della fase I di sviluppo (iniziata nel 2019) e omologazione del sistema e la sua integrazione nei futuri sistemi nazionali sono previste nel 2023. La realizzazione del programma Camm-Er è stata messa seriamente a rischio durante il governo Conte I con l’ala di maggioranza M5S a premere per il suo ridimensionamento e la Lega intenzionata a procedere, fino all’inserimento nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) 2019-2021 curato dal ministero della Difesa e pubblicato a luglio 2019.

La Fase 1, l’unica al momento approvata, prevede un onere finanziario complessivo di 95 milioni di euro distribuiti in 5 anni. Lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R  n. SMD 05/2017 ritirato a settembre 2018 prevedeva una spesa di 545 milioni di euro. Mancano pertanto 200/250 milioni euro.

IL FUTURO DELLA LEGGE TERRESTRE

Con la legge terrestre potrebbe essere garantito il finanziamento successivo (e quindi la finalizzazione) di tutti questi programmi. Come ha sottolineato Stefano Vespa su Formiche il generale Farina non è il primo ad accendere i riflettori sul tema. “Si parla da tempo della necessità di una legge ad hoc, simile alle scelte fatte in favore dell’Aeronautica e della Marina, e l’ostacolo maggiore non è rappresentato tanto dalla situazione economica generale, visto che anch’essa è cambiata negli anni, quanto dall’ignoranza di buona parte della classe politica insieme con una quota di pacifismo che continua a confondere la difesa degli interessi nazionali, e le Forze armate come strumento di politica estera, con l’essere guerrafondai”.

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