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L’Italia manderà i missili Aspide all’Ucraina?

Aspide

Il governo italiano sta preparando un nuovo pacchetto di armi per l’Ucraina, compresi gli Aspide, missili terra aria di vecchia generazione di fabbricazione italiana

Il governo Meloni invierà i missili Aspide all’Ucraina.

Il Consiglio dei ministri in programma oggi pomeriggio, a quanto si apprende in ambienti di governo, dovrebbe esaminare anche il decreto legge annunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto per prolungare al 2023 il sostegno, tra cui anche la possibilità di inviare aiuti militari, dell’Italia all’Ucraina.

La norma è la precondizione per dare il via libera – tra fine dicembre e inizio gennaio – al sesto decreto interministeriale con nuove forniture militari a Kiev.

Finora Roma non ha mai rivelato i dettagli delle armi che ha inviato a Kiev. Tuttavia, secondo i media italiani e ucraini le spedizioni precedenti includevano missili terra- aria Stinger, razzi controcarro Panzerfaust fino a sistemi bellici più potenti e più moderni come i semoventi Mlrs e Pzh2000.

“Nel testo, secretato come i precedenti cinque pacchetti, sarà prevista anche – salvo inconvenienti tecnici dell’ultimo minuto – la spedizione dei missili Aspide” riporta Repubblica.

Il missile Aspide in versione superficie-aria ha una portata utile superiore i 12 km, mentre la più recente versione Aspide 2000 ha un raggio d’azione raddoppiato a 25 km.

Anche la Spagna ha già provveduto all’invio in Ucraina di missili anti-aerei Shorad Aspide: “trattasi di materiali non allo stato dell’arte ma ancora in grado di infliggere severe perdite se ben impiegati” commentava Ares Difesa.

Tutti i dettagli.

LA NOVITÀ NELLE FORNITURE MILITARI ITALIANE A KIEV

“I sistemi di difesa aerea Nasams e Aspide sono arrivati ​​in Ucraina! Queste armi rafforzeranno in modo significativo l’esercito ucraino e renderanno i nostri cieli più sicuri” aveva annunciato su Twitter il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, a inizio novembre.

Dunque se la Spagna ha già inviato in Ucraina una batteria di missili antiaerei a bassa quota Shorad Aspide, per l’Italia si tratta di una prima volta.

COSA SONO I MISSILI ASPIDE

Le forze armate italiane dispongono dei sistemi in servizio basati sul missile Aspide: Spada per l’Aeronautica, Skyguard per l’Esercito e Albatros per la Marina, operativi da circa quarant’anni, con più aggiornati sistemi di difesa aerea.

Lo Skyguard-Aspide è un sistema d’arma missilistico terra-aria a corta portata contro la minaccia aerea condotta alle basse e bassissime quote realizzato dalle società Mbda Italia e Rheinmetall. Il sistema è costituito da una centrale di tiro e due lanciatori, denominati U2. Inoltre, il sistema è dotato di un’elevata mobilità tattica, infatti, lo schieramento di una unità di fuoco è possibile in pochi minuti. Il sistema può ingaggiare bersagli aerei sino a 3.500 metri di quota con velocità massima altamente supersonica.

L’anno scorso l’Aeronautica ha ritirato dal servizio il sistema missilistico Aspide, così come peraltro indicato nel DPP 2019-2021. “Ma per Zelensky sono armi preziose, perché la sua contraerea d’origine sovietica è a un passo dal collasso e proprio gli Aspide sono considerati molto precisi” sottolinea Repubblica.

“Quanto ai missili in possesso dell’Italia, sono depositati negli hangar di Rivolto (Udine), dove i tecnici hanno iniziato a “rivitalizzare” i propulsori. L’ipotesi è di donare quattro batterie complete di radar, ciascuna con 18 missili: il raggio d’azione è di venti chilometri, sufficiente a proteggere una città dai droni e dai cruise russi” ha aggiunto il quotidiano.

E I SAMP-T?

L’esigenza di Kiev di disporre di maggiori e migliori sistemi di difesa aerea arriva mentre la Russia ha intensificato i bombardamenti aerei sulle infrastrutture critiche ucraine per compensare lo stallo della campagna di terra.

A inizio novembre un funzionario del governo italiano ha affermato a Reuters che Roma era pronta a fornire all’Ucraina una varietà di sistemi di difesa aerea, tra cui il “vecchio” Aspide italiano e il SAMP/T franco-italiano a medio raggio, oltre ai missili portatili Stinger.

Negli ultimi tempi il presidente dell’Ucraina Zelensky ha già sollecitato l’Italia sull’invio del sistema di difesa aerea franco-italiano Samp/T. Ma finora Roma non sembra avere intenzione di cedere i sofisticati sistemi dal momento che ne ha pochi in dotazione (5 batterie dislocate presso il 4° reggimento artiglieria controaerei a Mantova).

Secondo Repubblica “L’idea, a cui lavorava già l’esecutivo Draghi, era quella di fornire lo strumento bellico, lasciando ai francesi il compito di garantire il radar e i missili da lanciare. Qualcosa si è incastrato, forse per ragioni tecniche, forse anche per alcune recenti incomprensioni con Parigi. Al momento, comunque, questo strumento non sembra destinato a far parte del nuovo decreto”.

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