Economia

Tutti gli investimenti del governo nella Difesa. Ecco il documento programmatico

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Che cosa si legge sul bilancio della difesa per il triennio 2019-2021 nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) pubblicato dal dicastero della Difesa retto da Elisabetta Trenta. Con gli stanziamenti previsti per le aziende del comparto come Leonardo (ex Finmeccanica). Ecco un estratto dal Dpp

 

Il Bilancio della difesa per il triennio 2019-2021, finalizzato alla realizzazione delle priorità politiche stabilite dal Ministro della Difesa, trae fondamento, al pari delle altre amministrazioni statali, dalla Legge 30 dicembre 2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”. Le previsioni di spesa del bilancio della Difesa sono state determinate adempiendo agli indirizzi della circolare RGS, n. 17 del 14 maggio 2018, in materia di formazione del bilancio per l’anno 2019 e per il triennio 2019-2021, in coerenza con i documenti di finanza pubblica emanati dal Governo nel 2018, nonché nel rispetto delle innovazioni normative introdotte con i decreti legislativi n. 29 e 116 del 2018, correttivi rispettivamente del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93 in materia di “riordino della disciplina per la gestione del bilancio e di potenziamento della funzione del bilancio di cassa” e del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90 in materia di “completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato”.

CHE COSA C’E’ E CHE COSA NON C’E’ NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO. ANALISI

ECCO CHE COSA HA DECISO IL GOVERNO E LA DIFESA SUGLI F-35. TUTTI I DETTAGLI

La dotazione complessiva per il 2019 ammonta a 21.432,2M€, pari all’1,21% del PIL previsionale (1.777.899 M€). Le assegnazioni per il 2020 e per il 2021, invece, ammontano rispettivamente a 21.876,6 M€ e 21.957,5 M€ e riferite ai corrispondenti valori di PIL previsionale di 1.823.329 M€ e 1.868.945 M€, denotando un rapporto pari a 1,20% nel 2020 e 1,17% nel 2021. Alla definizione dello stato di previsione della spesa della Difesa hanno contribuito, in particolare, una serie di fattori tra i quali vanno ricompresi:

  • l’inclusione in bilancio degli effetti di carattere giuridico ed economico derivanti dalle variazioni dei livelli di forza del personale della Difesa, nonchè dai provvedimenti di concertazione di cui ai Decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2018, n. 39 e 40 per il personale militare e quelli discendenti dal nuovo CCNL 12 febbraio 2018 per il personale civile, per complessivi 650 M€ circa;
  • la rimodulazione delle risorse finanziarie attestate sul Settore Investimento a seguito dell’introduzione del “nuovo concetto di impegno”, che ha determinato un decremento degli stanziamenti, pari a circa -493M€, per effetto del riallineamento delle disponibilità a legislazione vigente con le previsionali esitazioni di cassa (piano finanziario dei pagamenti, cd “cronoprogramma”). In ogni caso, il citato effetto riduttivo non ha influito direttamente sui volumi di risorse effettivamente impiegabili, tenuto conto che le dotazioni finanziarie relative al predetto decremento torneranno, di fatto, disponibili negli esercizi successivi (rimodulazione orizzontale degli stanziamenti, attraverso un mero riallineamento tra “competenza” e spese effettivamente liquidabili nell’anno);
  • la variazione delle dotazioni di Fondo Scorta, nell’attuale configurazione che prevede un capitolo per ciascuna F.A., per un importo di 200 M€ circa;
  • il rifinanziamento, per un importo pari a 121 M€ circa, dell’Operazione “Strade Sicure” in cui sarà impegnato un contingente pari a 7.050 unità di personale delle Forze armate;
  • le misure di razionalizzazione della spesa pubblica (cd “obiettivi di risparmio”) concretizzatesi, quale contributo al miglioramento dei saldi di finanza pubblica 2019-2021, in un taglio per la Difesa sul settore Investimento fissato, per il 2019, in 60 M€8.

CHE COSA C’E’ E CHE COSA NON C’E’ NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO. ANALISI

Per completezza di analisi, si evidenzia che, nella legge di bilancio 2019 è contenuta, altresì, una “clausola di salvaguardia” volta a rendere certo il conseguimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica in essa previsti. Per l’anno 2019, le dotazioni del bilancio dello Stato, in termini di competenza e cassa, sono state inizialmente accantonate per un importo complessivo pari a 2Mld di €, di cui 158,3M€ a valere sugli stanziamenti del Dicastero della Difesa) e rese successivamente indisponibili con il DEF 2019. Con riferimento al periodo 2008 – 2019, il bilancio della Difesa a valori correnti registra un decremento dello 0,8% passando da uno stanziamento di 21.132 M€ del 2008 a quello di 20.965 M€ del 2019 (figura 1); pertanto il rapporto Bilancio Ordinario Difesa/PIL ha subito una diminuzione, passando dall’1,35% del 2008 al valore di 1,18% del 2019 (figura 2).

Dal punto di vista finanziario, il Dicastero potrà risentire, anche per il 2019, degli effetti connessi al processo di razionalizzazione e/o valorizzazione immobiliare della Difesa anche sulla scorta delle novità di natura procedurale introdotte dalla Legge 30 dicembre 2018 n. 145 (Legge di Bilancio 2019). Da tale processo potranno derivare, infatti, ulteriori benefici per il bilancio della Difesa, sia in termini di risorse aggiuntive a quelle recate dall’annuale legge di bilancio, sia in in termini di riduzione del fabbisogno manutentivo connesso al parco infrastrutturale del Dicastero. Per sviluppare, tuttavia, un’analisi completa delle risorse finanziarie a disposizione della Difesa, è necessario esaminare anche ciò che costituisce risorse a beneficio del Dicastero e che non sono ricomprese nello stato di previsione della spesa della Difesa così come indicato dalla legge di bilancio (cd “Bilancio Integrato”). Saranno quindi di seguito illustrati gli interventi finanziati con i fondi di altri dicasteri, in particolare del Ministero dello Sviluppo Economico (Mi.S.E.) a sostegno del settore investimento e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per la partecipazione dell’Italia alle missioni militari internazionali.

CHE COSA C’E’ E CHE COSA NON C’E’ NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO. ANALISI

Per quanto riguarda il MISE sono previsti dalla legge di bilancio:

  • una riprogrammazione di 50M€ dal triennio 2019- 2021 al 2025-2027 sul fondo investimenti (c.d. “Co. 140” relativo al programma VBM) e di 168M€ sulla L. 266/97 (programmi F2000, TORNADO, NH-90);
  • un accantonamento di 130M€ che graverà per 100M€ sul programma F2000 e 30M€ su FREMM;
  • una rimodulazione in senso “orizzontale”, ossia tra esercizi finanziari diversi, che non reca risorse aggiuntive per FREMM (rese successivamente indisponibili con il DEF 2019), ma anticipa temporalmente 58M€ al 2020 e 113M€ al 2021, allineando gli stanziamenti in conto capitale al cronoprogramma dei pagamenti.
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Con riferimento alle missioni militari all’estero, invece, la dotazione, per il 2019, del Fondo destinato alla copertura delle esigenze finanziarie ad esse connesse, decisa con la legge di bilancio, è pari a circa 997 M€ per tutte le Amministrazioni coinvolte. Le risorse destinate per lo svolgimento di missioni internazionali, al pari di quelle indirizzate alle operazioni di concorso alle forze di polizia sul territorio nazionale consentono, nell’ambito delle attività di approntamento, il conseguimento della piena operatività per le sole unità/assetti che sono impiegati in teatro operativo e nazionale, nonché per fronteggiare le spese di manutenzione straordinaria e ripristino in efficienza delle capacità impiegate in tali contesti. Come già esaminato per il bilancio ordinario della difesa, un’analisi delle citate integrazioni nell’ultimo decennio evidenzia che:

  • gli stanziamenti per le missioni internazionali destinati alla Difesa hanno avuto un andamento crescente dal 2008 al 2011 passando da un importo di 1.008 M€ ad un ammontare di 1.497 M€ per poi diminuire gradualmente fino ai 1.035M€ del 2016. Dal 2017, a seguito dell’entrata in vigore della legge 145/2016, le esigenze del Fuori Area sono finanziate da un Fondo appositamente istituito nello stato di previsione del MEF la cui dotazione per tutti i Dicasteri interessati, per il 2019, è pari a 997,2M€. In esito a specifici approfondimenti con il MEF, l’introduzione dell’impegno pluriennale ad esigibilità (IPE), introdotto con il d.lgs 29/2018, comporterà la ripartizione delle risorse con riferimento alla loro effettiva esigibilità nell’esercizio finanziario. Pertanto, per la Difesa, la quota inerente all’e.f. 2019 sarà pari a 784 M€, mentre quella riferita all’e.f 2020 a 318 M€;
  • i contributi beneficiati dalla Difesa tramite il finanziamento di selezionati programmi ad alto contenuto tecnologico da parte del Mi.S.E. (figura 3) hanno riportato un importante incremento pari a circa il 61%, passando da un importo di 1.515,2 M€ del 2008 ad un valore di 2.446,2 M€ del 2019, che ha consentito di compensare, sebbene parzialmente, il contestuale decremento sul settore degli investimenti della Difesa.
  • ECCO CHE COSA HA DECISO IL GOVERNO E LA DIFESA SUGLI F-35. TUTTI I DETTAGLI

Nella sostanza, l’andamento dei fondi a disposizione della Difesa, in termini di risorse iscritte a bilancio ordinario, stanziamenti di missioni internazionali e finanziamenti del Mi.S.E., ha registrato, nel periodo 2008-2019, un andamento altalenante, ma comunque in crescita a valori correnti, passando dal valore di 23.655,6 M€ del 2008 all’importo di 24.159,2 M€ del 2019 (figura 1). Il predetto importo non tiene conto dei volumi assegnati alla Difesa derivanti dalla ripartizione del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale di cui all’art. 1 co. 1072 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018). Tale strumento sarebbe dovuto intervenire attraverso l’immissione di risorse nel settore Investimento della Difesa già a partire dall’anno 2018 ma a causa di ritardi nell’emissione del DPCM di riparto previsto e del susseguente DMT, le somme verranno inserite nelle disponibilità della Difesa a partire dall’anno 2019 secondo le modalità riportate nel paragrafo 3.3.1.3 Investimento.

CHE COSA C’E’ E CHE COSA NON C’E’ NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO. ANALISI

ECCO IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO INTEGRALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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