Innovazione

Leonardo, Beretta, Iveco-Oto Melara e Mbda ammodernano l’esercito italiano

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​Prosegue l’ammodernamento dell’esercito italiano. Firmati contratti per l’acquisizione di sistemi d’arma con Leonardo, Beretta, Iveco-Oto Melara, Mbda e Rafael

 

Nei giorni scorsi il Segretariato generale della Difesa e la Direzione nazionale degli Armamenti hanno stipulato diversi contratti dei programmi di ammodernamento ed approvvigionamento dell’Esercito contenuto nelle linee programmatiche. Ecco programmi e aziende coinvolte.

SISTEMI INDIVIDUALI DI COMBATTIMENTO

Il direttore degli Armamenti Terrestri, tenente generale dell’esercito, Francesco Castrataro, e  il direttore commerciale del “Consorzio Sistema Soldato Sicuro”, Paolo Fabbricante, hanno firmato un contratto per l’acquisizione di ulteriori 20.000 Sistemi Individuali per il Combattimento (SIC).

Le società direttamente interessate alla realizzazione del progetto sono Leonardo, la fabbrica d’armi Pietro Beretta, il Consorzio PBI protezioni balistiche Italia composto da Larimart e Ares Cosmo. Il sistema incrementerà le capacità di precisione e sopravvivenza del soldato italiano tramite un equipaggiamento di nuova generazione. Ogni militare è integrato infatti nel sistema digitale di Comando e Controllo che ne assicura l’impiego negli attuali e futuri scenari operativi.

In particolare, Leonardo supporta il soldato con le funzioni di comando e controllo per abilitare le informazioni, scambiare e gestire l’acquisizione di dati da sensori e sottosistemi coinvolti, massimizzando così la percezione della situazione tattica sul campo di battaglia, come si legge sul sito dell’azienda di Piazza Monte Grappa.

Il programma è ricompreso nel Documento programmatico pluriennale della difesa 2019-2021, nella parte dedicata ai programmi da avviare nell’anno 2019. Il costo complessivo del programma è stimato in 754,8 milioni di euro. Nella sua interezza, il programma prevede un onere complessivo pari a 1.635 milioni di euro.

LANCIATORI SPIKE PRODOTTI DA INDUSTRIA ISRAELIANA

L’esercito ha definito inoltre l’acquisizione di 126 lanciatori controcarro Spike e 800 missili per medie e lunghe gittate di nuova generazione che entreranno in servizio a partire dal 2021. Con la generica espressione Spike si identifica un insieme di missili anticarro leggeri di quarta generazione, prodotti dalla Rafael Advanced Defense Systems Ltd, industria israeliana che sviluppa sistemi d’arma e tecnologia militare. Impiegabili sia da terra sia da bordo dei veicoli, essi consentono l’ingaggio di mezzi dotati di corazzature reattive ovvero di sistemi attivi antimissile. Il costo del programma è stimato in 105,0 milioni di euro.

Il programma consentirà di completare la sostituzione “dei vetusti sistemi controcarro a gittata media Milan la cui vita tecnica terminerà nel 2019” e di quelli a lunga gittata TOW . Tali sistemi rappresentano, ad oggi, l’unica capacità a medio e lungo raggio in servizio nell’Esercito italiano.

IVECO E OTO MELARA PER VBM

È stato finalizzato anche l’ampliamento del parco Veicolo Blindato Medio (Vbm) 8×8 “Freccia”, approvvigionato in altre 30 unità con opzione per successive 11 in versione controcarri, che rappresenta il primo mezzo da combattimento digitalizzato ad essere stato introdotto in servizio. Il mezzo è sviluppato dal consorzio Cio (Iveco-Oto Melara).

Il Vbm Freccia è un mezzo da trasporto truppe derivato dalla blindo Centauro, dotato di torretta Oto Melara e capace di trasportare 8 fanti completamente equipaggiati. Contemporaneamente si sta procedendo all’adeguamento tecnologico del sistema, prevedendo una nuova configurazione in versione evoluta che vedrà un incremento delle proprie capacità in termini di protezione con particolare attenzione alla difesa da ordigni esplosivi improvvisati, alla mobilità e alla potenza di fuoco, con una torretta dotata di un’arma principale da 30 mm, controllata in remoto dall’equipaggio.

LUH, EVOLUZIONE MILITARE DELL’AW 169 DI LEONARDO

L’Esercito procederà dunque con il Programma Light Utility Helicopter (LUH), il progetto di acquisizione del nuovo elicottero leggero “multiruolo”, in grado di assolvere tutti i compiti delle precedenti linee volo (92 esemplari suddivisi tra A109, AB205, AB206, Ab212 e AB412). Si tratta dell’evoluzione militare dell’elicottero AW169. L’AW169 è un elicottero bimotore di ultima generazione sviluppato da Leonardo nella classe di peso delle 4,5 tonnellate che garantisce elevate prestazioni e la massima sicurezza in tutte le condizioni operative.

IL PROGRAMMA CAMM-ER DI MBDA

Infine, procede lo sviluppo del missile Camm-Er (Common Anti-air Modular Missile Extended Range) nuova munizione efficace contro minacce aeree fino a 40 km.

Si tratta di un programma pluriennale frutto della collaborazione tra la società Mbda Italia e Mbda Uk, finalizzato all’ammodernamento e al rinnovamento della capacità di Difesa aerea nel corto-medio raggio, attraverso lo sviluppo e l’omologazione del missile munizione Camm-Er e la sua integrazione in taluni sistemi dell’Aeronautica militare e dell’Esercito.

Mbda è una società partecipata da Bae Systems (37,5%), Airbus Group (37,5 %) e Leonardo-Finmeccanica (25%) e si avvale del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (Cima) della Marina Militare di La Spezia-Aulla e del centro produttivo Mbda di Fusaro.

L’obiettivo è sostituire i sistemi in servizio basati sul missile Aspide, operativi da circa quarant’anni, con più aggiornati sistemi di difesa aerea. Al riguardo, la munizione Camm-Er viene definita particolarmente efficace contro minacce aeree tipo intercettatori, cacciabombardieri, elicotteri, Ucav e Uav, missili antiradiazione, missili subsonici e supersonici.

La conclusione della fase di sviluppo (iniziata nel 2019) e omologazione del sistema e la sua integrazione nei futuri sistemi nazionali sono previste nel 2023. La realizzazione del programma Camm-Er è stata messa seriamente a rischio durante il governo Conte I con l’ala di maggioranza M5S a premere per il suo ridimensionamento e la Lega intenzionata a procedere, fino all’inserimento nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) 2019-2021 curato dal ministero della Difesa e pubblicato a luglio 2019.

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