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Leonardo, Iveco e le mire cinesi di Faw. L’allarme di Pelanda

di

Iveco Faw

Cnh non dovrebbe vendere Iveco al gruppo cinese Faw per non indebolire la divisione militare di Iveco (Cnh con Leonardo controlla Iveco-Oto Melara). Ecco perché secondo l’analista Carlo Pelanda.

 

Cnh non dovrebbe vendere il comparto civile di Iveco per non indebolire il sistema Iveco Defence.

È questa l’opinione di Carlo Pelanda, analista, saggista e docente di economia e geopolitica economica sull’Università Marconi, sulla questione della trattativa di Cnh Industrial per la cessione di Iveco alla cinese Faw.

“Iveco Defence non è nel perimetro del negoziato” tra la cinese Faw e Cnh Industrial, proprietaria di Iveco, ricorda Pelanda, “ma se uno va a vedere la realtà industriale, sul piano dei motori dell’ingegneria c’è una forte interazione tra la Iveco civile e quella militare” e non dobbiamo lasciarlo ai cinesi.

Ricordiamo che Cnh Industrial, insieme a Leonardo, controlla il consorzio Iveco-Oto Melara (Cio), capofila dell’industria nazionale negli armamenti terrestri.

Tutti i dettagli.

TRATTATIVA IN CORSO TRA CNH E FAW

La società cinese Faw ha presentato un’offerta a Cnh Industrial per l’acquisizione di tutte le attività di veicoli commerciali di Iveco, inclusi camion e autobus, nonché una quota di minoranza nella divisione motori di Fpt.

A inizio febbraio il ceo di Cnh, Scott Wine, ha riferito agli analisti: “Abbiamo detto che c’è una trattativa in corso, ma siamo lontani dal dire che preferiamo l’opzione vendita allo spin off”. La presidente Suzanne Heywood ha spiegato che Cnh “è determinata nel realizzare la strategia di separazione del gruppo delineata durante il Capital markets day del 2019”.

Cnh Industrial ha come principale azionista il gruppo Exor.

I SEGMENTI DI IVECO

Con la cessione di Iveco, Cnh potrebbe accelerare il processo di separazione delle attività off-Highway (Case Ih, New Holland agriculture, Steyr, Case, New Holland Construction, Astra, Magirus, Iveco defence Vehicles) e della parte stradale on-Highway (Iveco, Iveco Bus, Heuliez bus e Fpt industrial).

Inoltre, se Iveco dovesse essere ceduta ai cinesi di Faw, le casse di Cnh avrebbero oltre 3 miliardi di dollari netti, con un probabile dividendo di oltre 1,5 miliardi di dollari.

GOVERNO PRONTO A ESERCITARE GOLDEN POWER SU FAW?

Ma l’offerta è finita sotto la lente del governo Draghi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha già preannunciato una possibile adozione del Golden Power. “Non significa che la adotteremo, ma considero strategico questo tipo di produzione che può anche essere oggetto di riconversione industriale”, ha dichiarato Giorgetti.

LA QUESTIONE IVECO DEFENCE VEHICLES

Secondo il professore Pelanda “c’è un problema di know-how, Iveco Defence ha tutta una tecnologia sui carri armati, i mezzi corazzati sono tra i migliori al mondo”.

Ricordiamo a questo proposito che Iveco Defence Vehicles ha concluso il 2020 e iniziato il 2021 con due successi importanti.

Il 30 dicembre 2020 il Direttore degli Armamenti Terrestri e il Direttore Commerciale della Società Consortile Iveco-Oto Melara (Cio) hanno firmato il contratto per l’acquisizione di 86 esemplari della Blindo Armata Centauro 2 più 10 in opzione, supporto logistico integrato e attrezzature.

Il 15 gennaio scorso Iveco Defence ha annunciato inoltre l’aggiudicazione di un contratto quadro da parte delle forze armate tedesche per la fornitura di fino a 1.048 camion Trakker militari, da consegnare tra il 2021 e il 2028.

Alla luce di ciò, sulla vendita di Iveco civile c’è l’interazione con Iveco difesa da non tralasciare.

“La questione tecnica industriale è che se io riduco il complesso industriale Iveco civile e Iveco difesa, indebolisco il sistema Iveco Defence. Se voglio avere in italia la capacità di costruire grandi mezzi di trasporto (militari e civili) devo tenere insieme le due realtà”.

“Più che segreti industriali, la mia preoccupazione è che a Iveco, già piccola, se le tolgo anche la parte civile, di Iveco Defence mi resta solo un’azienda nazionale indebolita. Siccome ci sono i francesi e i tedeschi che vogliono eliminare il concorrente Iveco per il nuovo carro armato europeo [il programma Mgcs ndr] e altri mezzi simili, mi è venuto il sospetto che ci fosse un altro giro”, ha ipotizzato Pelanda.

LA CONCORRENZA CON FRANCIA E GERMANIA

Sempre Pelanda, sulle pagine de La Verità, si è domandato: “Non è che Germania e Francia vedano bene un rimpicciolimento del complesso Iveco per ridurre il profilo della Iveco militare per poi comprarsela con spiccioli ed eliminare un concorrente italiano nei piani francotedeschi che prevedono il dominio dell’industria militare europea e dei finanziamenti Ue? Si spiega perché Francia e Germania hanno rifiutato l’ingresso dell’Italia nel consorzio per il carro armato europeo di nuova generazione”.

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