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Leonardo in Hensoldt: cosa dicono Borsa, analisti e Profumo

Leonardo Hensoldt

Numeri, fatti e commenti dopo l’ingresso di Leonardo nella società tedesca Hensoldt

 

Leonardo soffre a Piazza Affari (-2,3%) dopo l’acquisto del 25% della tedesca Hensoldt dal fondo di private equity Kkr.

Il 24 aprile il gruppo della difesa italiano ha annunciato di aver stipulato un accordo con il fondo americano Kkr per comprare il 25,1% di Hensoldt, società leader in Germania di elettronica della difesa. Il prezzo è di circa 606 milioni di euro, pari a 23 euro per azione.

Le azioni Hensoldt il 23 aprile hanno chiuso a 15,58 euro (+1,56%), nell’ultimo mese sono aumentate del 24%.

L’accordo fa di Leonardo il maggiore azionista di Hensoldt insieme al Kreditanstalt Fuer Wiederaufbau, partecipata dello Stato tedesco, che ha accettato a marzo di acquisire una partecipazione del 25,1% nella società.

La mossa riunisce due aziende che hanno lavorato al programma Eurofighter e dà una spinta al consolidamento europeo nel settore dell’elettronica per la difesa.

Ma gli analisti sono critici: Leonardo ha ha chiuso l’accordo a caro prezzo.

Tutti i dettagli.

BANCA AKROS: “LEONARDO PAGA PREMIO DEL 47% PER LA SUA QUOTA”

Come riporta Milano Finanza, Banca Akros conferma il rating buy, ma taglia il prezzo obiettivo da 9,5 a 9,25 euro per azione. “Il prezzo di chiusura di Hensoldt venerdì scorso era di 15,6 euro, il che significa che Leonardo si è impegnata a pagare un premio del 47% circa per la sua quota (195 milioni di euro in termini assoluti) tenendo conto che il target medio degli analisti sulla società tedesca è attorno a 17,4 euro. L’accordo valuta Hensoldt 22 volte l’utile netto rettificato per il 2021 (109 milioni di euro), quando la stessa Leonardo, sottolinea Akros, è scambiata a 6,2 volte (è circa quattro volte tanto)”.

INTESA SANPAOLO: “ACCORDO CHIUSO A CARO PREZZO”

Invece Intesa Sanpaolo pone il rating sul titolo sotto revisione (under review) “considerando l’accordo chiuso a caro prezzo” – riporta Mf – perché il valore di acquisizione implica un rapporto ev/ebitda di 12,1 volte e un rapporto p/e atteso al 2021 di 36 volte, “ben al di sopra dell’attuale valutazione di Hensoldt, che ha un ev/ebitda a 2021 a 8,9 volte e p/e 2021 di 24,4 volte, mentre e gli attuali multipli ev/ebitda 2021 di Leonardo sono di 4,5 volte e un rapporto p/e 2021 di 8,4 volte, secondo Factset”.

Intesa ricorda che, “se si considera che a dicembre 2020 il Governo tedesco ha acquisito (tramite KfW) una partecipazione del 25,1% in Hensoldt al prezzo di 17,07 euro ad azione, che implicava circa il 20% di premio rispetto al valore di Hensoldt al momento dell’accordo”, “il valore pagato da Leonardo sconta più che completamente le prospettive di crescita a lungo termine di Hensoldt”.

LA RICOSTRUZIONE DI GIANNI DRAGONI (SOLE 24 ORE)

“Specializzata in sensori, Hensoldt è l’ex divisione di elettronica della difesa tedesca di Airbus, venduta nel 2017 a Kkr per 1,1 miliardi di euro. L’acquisizione fu considerata da alcuni come un’occasione perduta per l’ex Finmeccanica, all’epoca guidata da Mauro Moretti” ricorda Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore. “Hensoldt è stata quotata nel settembre 2020, le azioni collocate a 12 euro. In dicembre il governo tedesco ha deciso di comprare il 25,1% di Hensoldt per 464 milioni, per difendere la società da assalti stranieri. Così, attraverso Kfw (paragonabile alla Cdp), il governo tedesco si è assicurato un’influenza nelle scelte di Hensoldt grazie alla minoranza di blocco. Da notare che, a ogni passaggio, Kkr ha alzato il prezzo di vendita delle azioni. Il fondo detiene ancora il 18% del capitale. Secondo fonti autorevoli, Leonardo ha presentato l’offerta finale il 9 aprile. C’erano anche altri contendenti, soprattutto la francese Thales”.

“Per battere i francesi Leonardo ha migliorato due volte l’offerta” , a sottolineato Dragoni.

LA COLLABORAZIONE TRA LEONARDO E HENSOLDT

Secondo Bloomberg, la partecipazione di Leonardo in Hensoldt potrebbe aiutare entrambe a sfidare l’influenza delle compagnie di difesa francesi come Dassault Aviation e Thales.

Leonardo e Hensoldt collaborano già su programmi paneuropei tra cui il caccia Eurofighter Typhoon. Le due società, insieme alla spagnola Indra, forniscono il radar avanzato sull’aereo. Inoltre Leonardo potrà rafforzare così l’elettronica anche in Gran Bretagna e Italia.

PORTERÀ ALLA COOPERAZIONE TRA FCAS E TEMPEST?

A lungo termine, lo stretto rapporto tra le due società potrebbe aiutare a spianare la strada verso una più stretta cooperazione tra i due programmi europei di caccia di sesta generazione, il Tempest (d’iniziativa britannica con Italia e Svezia) e il Fcas franco-tedesco.

Nel Regno Unito, Leonardo è uno dei partner industriali che lavorano con BAE Systems su Tempest mentre Hensoldt fa parte del consorzio Fcas.

Tuttavia, “le sinergie possono concretizzarsi se i programmi Tempest e Fcas si fondono, uno scenario relativamente diverso in questo momento”.

Secondo gli analisti dell’industria della difesa, sebbene sia improbabile che i due programmi convergano, i rispettivi aeromobili alla fine dovrebbero comunque volare insieme come parte della Nato.

Con la conseguenza che i multipli impliciti dell’operazione sono costosi e che “le sinergie non siano facili da estrarre, d’altro canto, la logica strategica dell’accordo è chiara e l’alternativa avrebbe visto crescere ulteriormente la concorrenza francese di Thalès” secondo Banca Akros.

PROFUMO: “UN ALTRO PASSO NEL SISTEMA DELL’INDUSTRIA DELLA DIFESA EUROPEO”

L’ingresso di Leonardo nella tedesca Hensoldt come azionista con una maggioranza paritetica italo-tedesca, accanto al governo tedesco che ha recentemente acquisito la stessa quota tramite la ‘cassaforte’ pubblica KfW, “è un altro passo avanti nel sistema dell’industria della difesa europeo”, ha commentato con il Financial Times l’ad di Leonardo, Alessandro Profumo.

Il gruppo italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza già aveva “una certa presenza” in Germania, ma è un Paese in cui “poteva migliorare”, ha evidenziato Profumo. “La Germania è un Paese incredibilmente importante”, ha aggiunto, ricordando che nel suo precedente ruolo di ad di UniCredit aveva detto che “non si può essere europei senza la Germania”. “È lo stesso in questo caso”, ha aggiunto. L’accordo — commenta il Ft — rafforzerà la posizione di Leonardo nei tre principali mercati della difesa in Europa: Italia, Regno Unito e Germania. Ed è anche, secondo gli analisti industriali, un passo importante per quella che potrà essere una serie di partnership strategiche nell’elettronica per la difesa.

“Tra l’altro non è escluso che Leonardo, nei prossimi mesi, possa ulteriormente aumentare la sua quota a dimostrazione del suo ruolo guida. Ma un accordo del genere non si chiude senza l’avallo politico dei due governi” scrive Repubblica.

IPO DRS APPENA MERCATO LO CONSENTIRÀ

Nel frattempo, Profumo ha indicato al Ft che la società è pronta a procedere con la quotazione” di Drs “non appena le condizioni di mercato lo consentiranno”.

L’ipo a Wall Street della società americana è connessa all’operazione in Germania perchè la stessa Leonardo ha rassicurato sulla sostenibilità dell’investimento da 606 milioni indicando che “manterrà una solida struttura finanziaria anche attraverso cessioni e la quotazione di Leonardo Drs”.

La quotazione doveva svolgersi il mese scorso, con l’obiettivo di quotare il 22% della controllara statunitense per raccogliere 702 milioni di dollari per acquisizioni, ma è stata rinviata all’ultimo minuto “in una possibile reazione all’incertezza sulla spesa per la difesa degli Stati Uniti” ha ipotizzato Defense News.

NEL FRATTEMPO LEONARDO CRESCE NEL SETTORE DEI RADAR ANCHE CON GEM

Tuttavia, l’inversione di marcia su Drs non ha fermato l’accordo per l’acquisizione della partecipazione in Hensoldt, né ha fermato l’annuncio della scorsa settimana dell’acquisto di una quota del 30% nella società italiana Gem elettronica, fornitore a lungo termine di Leonardo e un produttore di radar aerei e terrestri, sensori elettro-ottici e sistemi inerziali.

In base all’accordo, Leonardo può esercitare un’opzione per acquistare l’azienda nel 2024. “Queste due operazioni condotte a termine in pochi giorni dal board di Leonardo, proiettano la company in Europa come una delle principali realtà industriali del settore radar, componentistica e sistemista, con un portafoglio clienti di assoluto livello” ha commentato Aurelio Giansiracusa su Start.

“Rafforzandola nei confronti di Thales, Indra e BAE Systems, coprendo le maggiori fasce di mercato anche con i prodotti di assoluta nicchia”.

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