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Leonardo, che cosa cambierà per gli F-35 secondo la Difesa di Guerini

Svizzera F-35

Ecco gli investimenti previsti nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) 2019-2021 della Difesa per gli F-35 (Lockheed Martin-Leonardo). Attuata una rimodulazione degli stanziamenti per il programma Jsf dal ministero retto da Lorenzo Guerini

 

Si procede sul programma F-35 in Italia. Nel documento programmatico pluriennale rilasciato ieri dal ministero della Difesa si legge infatti che “il programma procede in linea con gli indirizzi operativi e gli impegni di Governo indicati nel DPP 2019-2021“. Non solo. Si procede anche “con le attività contrattuali di un primo lotto della Fase 2” avviate nel 2019.

Ma la cifra degli investimenti previsti per quest’anno è ridotta rispetto alle previsioni del 2019.

L’Italia è partner di Livello II del programma Joint Strike Fighter (Jsf), cacciabombardiere assemblato da Leonardo (ex Finmeccanica) per conto di Lockheed Martin nello stabilimento Faco di Cameri (Novara), gestito da Leonardo, il gruppo presieduto da Luciano Carta e guidato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo.

Il nostro paese si è impegnato ad acquistare 90 F-35 (ridotti nel 2012 dagli iniziali 131).

Ma quali sono gli investimenti previsti per il 2020 nel programma F-35?

Ecco tutti i dettagli che emergono dal documento programmatico redatto dal ministero della Difesa retto da Lorenzo Guerini. Quest’anno pubblicato in ritardo dovuto da un lato all’emergenza Covid-19 e dall’altro a un ritardo nella ripartizione dei fondi del Bilancio dello Stato.

LE PREVISIONI 2020

Il Dpp 2020-20220 conferma per gli F-35 gli impegni di spesa con una leggera rimodulazione. Il documento prevede infatti lo stanziamento di 800 milioni di euro quest’anno, 747 milioni nel 2021 e 700 milioni nel 2022.

IN CONFRONTO AL 2019

Nel Dpp 2019-2021 si prevedeva invece lo stanziamento di 859 milioni quest’anno, 690 milioni di euro nel 2019 e 747 milioni nel 2021.

Una riduzione quindi pari a 59 milioni di euro per il 2020.

E AL 2018

Già l’anno scorso, nel Dpp 2019-2021, il ministero della Difesa aveva applicato una riduzione di 76 milioni di euro in quanto nel Dpp 2018-2020 si prevedevano per il 2019 766 milioni. Per il 2020, le previsioni 2018 indicavano una spesa di 783 milioni, che ora (nel Dpp pubblicato ieri) salgono a 800.

SI PROSEGUE CON UNA LEGGERA RIMODULAZIONE

Nel documento 2020-2021 si spiega che la riduzione di 59 milioni di euro nelle risorse dipende da “una rimodulazione delle risorse assegnate al programma per esigenze d’impegnabilità contrattuale”. Come l’anno precedente quindi. Aggiungendo che dipende anche dal “contestuale avvio della richiamata fase 2a”.

“Gli oneri della Fase 1 (fabbisogno complessivo di 7.056,0 M€) — si legge — soddisfano le esigenze di: acquisizione dei primi 28 velivoli, dei relativi motori, equipaggiamenti, spese iniziali per retrofit, supporto logistico fino al 2022, realizzazione dello stabilimento di Cameri e relativa assistenza tecnica, predisposizione dei siti nazionali (Amendola, Ghedi, Nave Cavour).

La Fase 1 del programma italiano ha comportato dunque l’acquisto da parte del nostro Paese di 28 aerei.

AVVIATA LA FASE 2

Come annunciato dal ministro Guerini a novembre dell’anno scorso, l’Italia ha avviato la Fase 2 del programma Jsf, inserita infatti nel Documento rilasciato ieri dalla Difesa.

“La Fase 2a prevede la prosecuzione dell’acquisizione di 27 velivoli — si legge nel Dpp 2020-2022 — e relativi motori ed equipaggiamenti nonchè il potenziamento del supporto logistico. Gli oneri complessivi sono in corso di affinamento alla luce della progressiva riduzione dei costi unitari e del conseguente miglioramento delle economie di scala del programma. Le poste finanziarie allocate nelle prime annualità sono destinate a garantire primariamente l’acquisizione dei materiali di lunga lavorazione e delle commesse dei subfornitori. L’avvio della Fase 2A si inserisce in una ponderata strategia di compressione temporale del programma che garantirà un significativo risparmio sugli oneri complessivi quantificabile in circa 1 miliardo di euro nonchè la piena disponibilità operativa dell’assetto dal 2030 (anziché 2034).

Previsti dunque i prossimi 27 velivoli e messi in hangar 28 – l’ultimo ordine da 368 milioni di dollari per la consegna di 6 F-35 all’Italia risale allo scorso giugno – sul totale di 90 velivoli.

Resta ora da capire come il governo italiano intende rinegoziare con gli Stati Uniti la parte che manca al completamento della flotta di F-35.

ECCO IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO INTEGRALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA 2020-2022

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