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Visori Sony

La maledizione dei visori colpisce anche Sony?

I giapponesi si aspettavano di piazzare 2milioni di visori, invece quelli venduti realmente da Sony non sfiorano nemmeno le 300mila unità. Ecco tutti i guai collegati a questi costosissimi device e i vari errori commessi dalla multinazionale nipponica al lancio

C’è chi dice che finché non capiremo che fare col metaverso, che sta bruciando milioni di dollari alle Big Tech, i visori resteranno un costoso ammennicolo da appendere al chiodo. Potrebbe essere vero, considerato l’inciampo di Google che ha causato la rottura dei suoi occhialoni, pensionati anzitempo e l’appannamento dell’entusiasmo registrato in Apple. Anche i visori Sony, infatti, rischiano di far perdere una gran quantità di denaro alla multinazionale nipponica dei videogame, lasciando il pubblico indiifferente.

PURE SONY INCAPPA NELLA CRISI DEI VISORI?

E dire che Sony, come da consuetudine, ci ha investito su parecchio, facendo dei suoi visori i primi prodotti consumer a offrire il tracciamento oculare in grado di immergere i gamer in una realtà virtuale di qualità senza Pc dalla risoluzione 4K di 2000×2040 per occhio superiore a Meta Quest 2.

QUANTO MI COSTI

Non a poco prezzo: a sette anni dal lancio del primo, per portarsi a casa Playstation Vr2 uscito lo scorso 22 febbraio occorre lasciare sul banco del negoziante qualcosa come 599 euro, ovvero l’equivalente di una console. Che naturalmente serve e costa anch’essa più o meno la stessa cifra. Se poi vogliamo provarli con un gioco, bisogna spendere 649 euro nel caso del bundle con Horizon Call of the Mountain. E se non si ha la PlayStation 5, altri 549 euro per la versione Standard o 449 in versione Digital. Insomma, il pacchetto tutto compreso supera i mille euro.

IL TRAGUARDO È MOLTO LONTANO

L’esperienza li vale tutti, sia chiaro e i competitor “non ludici” di Microsoft e Apple si aggirano attorno ai 3mila euro (per la verità, per ciò che concerne il device di Cupertino sono solo indiscrezioni). La stessa Sony, vista la crisi dei chip, con ogni probabilità li produce in perdita, al di sotto del valore di mercato. Ma non decollano. Nonostante le ottime recensioni ricevute dalla stampa specializzata e l’intensa campagna marketing, secondo l’azienda di marketing intelligence International Data Corporation (IDC), Sony avrebbe chiuso il mese di marzo piazzando appena 270.000 visori, vale a dire il 14% delle unità complessive in produzione per il lancio.

Nella finestra del lancio i giapponesi si immaginavano di piazzare due milioni di copie mentre a stento raggiungono le 300mila unità. Gli azionisti naturalmente ne chiederanno conto alla prima occasione. Anche perché difficilmente l’azienda andrà incontro a price-cut, avendo aumentato la scorsa estate il prezzo di PlayStation 5. Tuttavia secondo Francisco Jeronimo, VP di IDC, un “taglio del prezzo potrebbe essere necessario per evitare un completo disastro”.

COS’HA SBAGLIATO SONY?

Per molti analisti la risposta è semplice: tutto. Sony ha sbagliato a lanciare i visori subito dopo Natale, quando le famiglie non hanno budget per i regali e la scorpacciata di videogiochi nelle feste deve essere ancora digerita.

 

Ma ciò che ha reso il lancio ancora più farsesco il fatto che la PlayStation 5 sia virtualmente disponibile da due anni, ma de facto, data la penuria di semiconduttori che ha attanagliato la software house fino a pochi mesi fa recuperabile sul serio nei negozi solo da inizio 2023. Insomma, Sony ha fatto concorrenza a se stessa lanciando simultaneamente visori e console.

Manca poi una vera e propria line up di riferimento mentre la mancanza di compatibilità con i giochi PSVR potrebbe aver limitato l’appeal del visore tra i possessori della prima versione del dispositivo.

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