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Come borbotta il Pentagono sul cloud per lo stallo del progetto Jedi con Microsoft

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Mentre il progetto Jedi resta in sospeso, il Pentagono sta cercando alternative per le missioni che hanno bisogno del cloud adesso

 

Il Pentagono cerca alternative al progetto Jedi assegnato l’anno scorso a Microsoft ma sospeso dalla Corte dei reclami federali degli Stati Uniti in seguito al ricorso di Amazon.

Mentre l’acquisizione del cloud per l’infrastruttura di difesa aziendale del Dipartimento della difesa rimane dunque sospesa dal tribunale, il Pentagono sta vagliando alternative nel cloud per set di missioni di difesa critiche che non possono più aspettare.

Dopo mesi di ritardi per la battaglia giudiziaria in corso, il tanto atteso contratto per il cloud Jedi non sarà né irrilevante né superato dagli eventi quando finalmente arriverà, ha dichiarato in settimana Dana Deasy, Chief Information Officer del Pentagono.

Mentre il progetto Jedi è in un limbo legale, il Dipartimento della Difesa sta facendo tutto il possibile per gettare le basi per una rapida adozione non appena il giudice lo consenta.

Tutti i dettagli.

IL PROGETTO JEDI

Per Jedi (Joint Enterprise Defense Infrastructure) si intende il piano del Dod per consolidare molti dei suoi oltre 500 contratti cloud in un’unica infrastruttura. Il contratto potrebbe raggiungere i 10 miliardi di dollari. Il progetto fa parte di una più ampia modernizzazione digitale del Pentagono volta a renderlo più agile dal punto di vista tecnologico.

Il progetto di cloud computing permetterà di memorizzare ed elaborare grandi quantità di dati. Consentendo alle forze armate statunitensi di migliorare le comunicazioni con i soldati sul campo di battaglia e utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare le capacità di combattimento.

CONTRATTO JEDI IN STAND-BY DA FEBBRAIO

Quando a febbraio la Corte dei Reclami federali ha ordinato al DoD di interrompere il lavoro con Microsoft sul progetto Jedi per esaminare il ricorso di Amazon, il dipartimento si è concentrato per trovare cloud alternativi per servizi e comandi, ha spiegato Dana Deasy.

PER COLPA DI AMAZON

Lo scorso novembre, Amazon ha presentato infatti un reclamo presso il tribunale di Washington contro la decisione del Pentagono di assegnare il contratto a Microsoft.

Amazon Web Services, la divisione di cloud computing di Amazon data per favorita, ha accusato i ripetuti attacchi pubblici e privati del presidente degli Stati Uniti contro Amazon e il suo ceo  per la mancata assegnazione della commessa. Lo scorso febbraio il giudice ha quindi temporaneamente sospeso i lavori di Microsoft su Jedi.

RIBADITA LA VITTORIA DI MICROSOFT

Con Jedi sospeso dal tribunale di Washington, il Pentagono non è in grado di stabilire quando potrà tornare a lavorarci. “Il processo giudiziario è un fattore che non controlliamo, quindi non lo dirò adesso, quando penso che finirà”, ha dichiarato il Cio Deasy. “Penso che abbiamo fatto tutte le cose giuste adesso? Abbiamo presentato tutta la documentazione giusta che, credo, ci permetta di andare avanti? Sì.”

A inizio settembre infatti il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha riconfermato la vittoria di Microsoft, dopo aver completato una rivalutazione completa delle proposte ricevute.

Nonostante il vincitore riaffermato, risultato di una rivalutazione completa da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il contratto rimane in sospeso.

Vige infatti la decisione del giudice che ha accolto la richiesta di Amazon di sospendere temporaneamente il progetto lo scorso febbraio.

ALTERNATIVE A JEDI

Sebbene la battaglia legale persista, il Pentagono sta cercando alternative a Jedi per funzioni chiave — sia business sia militari — che devono ora passare al cloud.

“Cloud, per me, è sempre stato innanzitutto il supporto del warfighter”, ha dichiarato Deasy. “Quando siamo stati messi in attesa con Jedi, ciò non significava che avremmo smesso di lavorare per trovare modi per supportare l’apparato militare”.

Allo stesso tempo, il Pentagono si sta anche assicurando di poter passare rapidamente da quelle soluzioni temporanee a Jedi non appena sarà disponibile.

UN STOP PROBLEMATICO

Ma lo stand-by legale del progetto Jedi rischia di costituire un problema per la Difesa americana. Se è ok per breve tempo, diventa una preoccupazione più a lungo ha dichiarato Deasy. “Con il tempo, inizia a diventare problematico perché ora stiamo iniziando a impostare molte soluzioni diverse in ambienti diversi, quando poi dovrai tornare indietro e risolvere in modo aziendale”, ha detto il Cio del Pentagono.

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