Innovazione

Il nuovo fronte di Facebook? Le petizioni online. Novità e problemi

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Oggi Facebook lancerà Community Action: una nuova funzionalità per avviare petizioni, un modo per gli utenti di radunarsi attorno a una causa

Dopo la raccolta fondi per il tuo compleanno e “Stai bene?” in caso di calamità o emergenze, ora Facebook ha una nuova frontiera dell’utilità sociale da superare: le petizioni online. Secondo quanto riportato da TechCrunch, oggi il social network di Mark Zuckerberg lancerà Community Action: una funzione che permetterà agli utenti di notificare ai propri funzionari locali le azioni che vorrebbero fossero intraprese.

LA COMMUNITY ACTION

Da oggi sarà possibile sul social network creare un’azione con un titolo e una descrizione e taggare i funzionari pubblici o l’autorità competente che può intervenire su di essa. Allo stesso tempo, altri utenti potranno supportare la petizione condividendo la causa nel proprio feed per aiutarla a raccogliere slancio. I sostenitori di ogni petizione saranno in grado di discutere l’argomento con gli altri sostenitori sulla pagina, e saranno anche in grado di creare eventi e raccolte di fondi.

SOLO NEGLI USA, ALL’INIZIO

Come specifica TechCrunch, il gruppo di Menlo Park metterà a disposizione la nuova funzionalità soltanto per gli utenti negli Stati Uniti, per cominciare. L’annuncio di questa nuova funzionalità è previsto per oggi.

ZUCKERBERG ISPIRATO DA CHANGE.ORG

Lo scopo di queste funzione sarà quello di unire le persone che sostengono una causa e convincerle a fare clic sul pulsante “Supporto”. La petizione nel newsfeed di Faccialibro ricorda molto la popolare piattaforma di petizioni, Change.org, con più di 250 milioni di utenti attivi. In realtà, l’obiettivo di Facebook è focalizzare le azioni della comunità in modo da concentrarsi più sull’incremento delle azioni delle istituzioni piuttosto che su qualsiasi causa. Ovvero non sostituirà immediatamente le petizioni di Change.org che spaziano vari campi: dal civile al gossip.

UNA STRADA INSIDIOSA

Facebook sta perseguendo dunque il nobile fine di aiutare gli utenti a costruire una comunità e mettere a loro disposizione uno strumento per richiedere cambiamenti da parte dei funzionari pubblici.

Ma come per ogni cosa, c’è sempre l’altro lato della medaglia. Le Community Actions potrebbero unire i cittadini per porre problemi all’attenzione dei funzionari eletti, locali e nazionali e dalle agenzie governative. Ma potrebbe anche fornire ai gruppi di interesse un pulpito per avviare una petizione contro i gruppi di minoranza che sono offensivi per loro ma legittimi in generale.

Sarà dunque prerogativa di Facebook capire la declinazione di questa nuova funzione e monitorarne l’attività. Si aggiunge un’altra sfida nell’immediato futuro per il social network guidato da Zuckerberg.

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