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Apple, Huawei, Samsung. Chi sale e chi scende nella classifica delle vendite di smartphone

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Huawei Samsung

Per la prima volta Huawei sorpassa Samsung: nel secondo trimestre il produttore tlc cinese ha consegnato 55,8 milioni di smartphone contro 53,7. Numeri, confronti e scenari

Huawei supera Samsung nel secondo trimestre del 2020, diventando il leader mondiale per le vendite di smartphone: è la stima di Canalys, società di analisi specializzata nel settore tecnologico. A dispetto della lunga campagna di pressioni statunitensi contro Huawei, il gruppo delle tlc di Shenzhen ha consegnato 55,8 milioni di dispositivi, a fronte dei 53,7 milioni di pezzi della rivale sudcoreana.

Si tratta del primo trimestre in nove anni in cui un marchio diverso da Apple o Samsung diventa leader di mercato. Secondo Canalys, la vittoria di Huawei non sarebbe avvenuta senza Covid-19. La società è stata in grado di sfruttare la ripresa economica in Cina, dove Huawei ora vende oltre il 70% dei suoi smartphone.

Ma potrebbe essere difficile per Huawei mantenere la leadership sui concorrenti con le restrizioni statunitensi.

Ecco tutti i dettagli.

IL SORPASSO NEL SECONDO TRIMESTRE 2019

La cinese Huawei supera la sudcoreana Samsung e la statunitense Apple e diventa la numero uno mondiale degli smartphone nel secondo trimestre. Lo rivela Cnbc, che cita l’ultimo rapporto di Canalys, secondo il quale Huawei, in tre mesi, ha consegnato 55,8 milioni di dispositivi (-5%), contro i 53,7 milioni della numero due Samsung (-30%).

IL PRIMATO DI HUAWEI

Per il colosso tlc di Shenzen si tratta della prima volta che conquista il primo posto delle consegne trimestrali, un’ambizione che coltivava da lungo tempo. Huawei ha venduto oltre il 70% dei suoi smartphone nella Cina continentale nel secondo trimestre. Nel frattempo, le spedizioni di smartphone sui mercati internazionali sono scese del 27% su base annua.

LO SPRINT DOVUTO A COVID-19 IN CINA

Secondo Canalys, è stato anche il primo trimestre in nove anni che un marchio diverso da Apple o Samsung ha guidato il mercato globale. “Questo è un risultato straordinario che poche persone avrebbero previsto un anno fa”, ha dichiarato senior analyst di Canalys Ben Stanton: “Se non fosse stato per Covid-19, non sarebbe successo. Huawei ha sfruttato appieno la ripresa economica cinese per riaccendere il business degli smartphone.”

Il sorpasso, secondo l’esame dei dati, è avvenuto grazie al rimbalzo dei consumi in Cina dopo il blocco causato dalla pandemia del Covid-19, ma pur sempre in frenata: nel confronto con aprile-giugno 2019, Huawei ha segnato un calo del 5% delle consegne, mentre Samsung ne ha accusato uno addirittura del 30%, secondo le stime di Canalys.

L’INCOGNITA EUROPA

Ma resta l’incognita del Vecchio continente. In Europa, una regione chiave per Huawei, la quota di mercato degli smartphone dell’azienda è scesa al 16% nel secondo trimestre contro il 22% dello stesso periodo nel 2019, secondo Counterpoint Research. L’azienda cinese è il terzo produttore di smartphone in Europa dietro a Samsung e Apple.

“Sarà difficile per Huawei mantenere la propria leadership a lungo termine”, ha dichiarato Mo Jia, analista di Canalys: “I suoi principali partner in regioni chiave, come l’Europa, sono sempre più diffidenti nei confronti dei dispositivi Huawei. La forza nella sola Cina non sarà sufficiente per sostenere Huawei ai vertici a lungo”.

LO SPETTRO DELLE SANZIONI STATUNITENSI

Tuttavia, la capacità di mantenere lo stesso passo in futuro è a forte rischio a causa delle incertezze sulle sanzioni Usa che colpiscono i vari settori di attività, dagli smatphone fino alle reti.

Le consegne all’estero, infatti, sono crollate del 27% anno nel secondo trimestre, a fronte del rialzo dell’8% di quelle domestiche, confermando che la crescita è alimentata dalla posizione dominante sul mercato cinese.

Da oltre un anno ormai Huawei è alle prese con sanzioni statunitensi. Al momento il colosso tecnologico cinese si affida alla sua posizione dominante nel proprio mercato interno per sostenere la crescita. Ma quanto durerà?

SENZA GOOGLE È DURA

L’anno scorso, Huawei è stata inserita nella black list del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, per problemi di sicurezza nazionale. Questo si traduce nel divieto imposto alle società statunitensi di stringere accordi commerciali con Huawei. Questo riguarda anche l’accordo di licenza con Google Android sui suoi ultimi dispositivi di punta.

Senza accesso alle popolari app Google come YouTube, mappe e Gmail, gli ultimi smartphone Huawei sono molto meno attraenti per gli acquirenti internazionali. In Cina, dove i servizi di Google come Gmail o il suo motore di ricerca sono effettivamente bloccati, non è un grosso problema in quanto i consumatori cinesi sono abituati a non utilizzare tali prodotti. Tuttavia, nei mercati internazionali, non avere Google è un duro colpo.

SPAZIO AI RIVALI

Come sottolinea Cnbc, questo è uno dei motivi per cui i rivali di Huawei, che sono ancora in grado di utilizzare Android sui propri dispositivi, sono cresciuti in quote di mercato. Ad esempio, in Europa, la società cinese Xiaomi ha visto la sua quota di mercato aumentare dal 6% nel secondo trimestre del 2019 al 13% nello stesso periodo di quest’anno, secondo Counterpoint Research.

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