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Tutti i guai di Huawei in Germania, Regno Unito e Nuova Zelanda dopo la dichiarazione trumpiana di guerra

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Dopo la Nuova Zelanda, anche Regno Unito e Germania stanno diffidando le società di telecomunicazioni ad utilizzare le apparecchiature Huawei nella rete 5G in nome della sicurezza nazionale

Se la settimana scorsa si è conclusa male per Huawei, questa è cominciata peggio. Il Financial Times ha rivelato che Regno Unito e Germania sono preoccupate sulle forniture Huawei nei loro Paesi dopo che una delegazione statunitense si è recata in Europa per mettere in guardia gli alleati contro l’utilizzo delle apparecchiature del produttore cinese per reti 5G.

Ieri invece la Nuova Zelanda ha respinto formalmente la proposta di una società di telecomunicazioni di utilizzare le apparecchiature dal produttore cinese. Motivo? “Un significativo rischio per la sicurezza della rete”. Il Paese si unisce così agli Stati Uniti e all’Australia nel bandire Huawei in nome della sicurezza nazionale. Vediamo i dettagli.

PRESSIONE SUGLI ALLEATI INGLESE E TEDESCO

Secondo quanto riportato dal Ft, il chiaro messaggio consegnato dalla delegazione statunitense questo mese a Londra e Berlino è che la Germania e il Regno Unito, in qualità di alleati chiave americani, devono salvaguardare la sicurezza delle loro reti di telecomunicazioni e catene di approvvigionamento diffidando dalle forniture della cinese Huawei.

NO HUAWEI PER IL 5G NEOZEALENDESE

Mercoledì l’agenzia di intelligence della Nuova Zelanda ha respinto la proposta di Spark, uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni del Paese, di utilizzare l’attrezzatura Huawei nella sua rete 5G. Il coinvolgimento di Huawei avrebbe sollevato “significativi rischi per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Spark, citando una dichiarazione del governo.
Nonostante questa battuta d’arresto, Spark ha affermato fiduciosa di prevedere il lancio di una rete 5G entro la metà del 2020.

LA RISPOSTA DI HUAWEI

“In qualità di fornitore leader a livello mondiale di apparecchiature per telecomunicazioni, restiamo impegnati a sviluppare soluzioni affidabili e sicure per i nostri clienti”, commenta Huawei in una nota, “le nostre apparecchiature 5G sono già state implementate dai principali operatori di tutto il mondo, con i quali abbiamo firmato più di 20 contratti commerciali”.

COME LA VICINA AUSTRALIA

La mossa neozelandese segue quella australiana. Ad agosto l’Australia ha bloccato il gigante delle telecomunicazioni cinese dal fornire apparecchiature per la rete 5G a causa di problemi di sicurezza.

SODDISFAZIONE A STELLE E STRISCE

Gongoleranno gli Stati Uniti, che la settimana scorsa, secondo un rapporto del Wall Street Journal, avrebbero fatto pressione sugli alleati stranieri – Italia, Giappone e Germania tra gli altri – per persuadere i loro fornitori di servizi wireless e Internet a non utilizzare le apparecchiature di Huawei.

I MOTIVI USA

Secondo la ricostruzione di Start Magazine, i timori dell’intelligence americana riguardano il rischio di infiltrazione del governo cinese attraverso apparecchiature Huawei sulle infrastrutture Internet su cui viaggiano tutte le informazioni importanti e sensibili. Idem le informazioni sensibili e importanti della Nsa, della Cia o dell’Fbi.

Secondo il Ft, gli Stati Uniti sono preoccupati per la potenziale applicazione della legge cinese sull’intelligence nazionale, approvata nel 2017, che stabilisce che le organizzazioni e i cittadini cinesi devono. . . sostenere, cooperare e collaborare nel lavoro di intelligence nazionale “. In virtù di questa legge, si potrebbe tradurre nel rischio che le compagnie cinesi all’estero siano chiamate a svolgere attività di spionaggio.

CHI È TRA DUE FUOCHI

Il rifiuto della Nuova Zelanda rafforza ulteriormente un muro che divide sempre più il mondo in due sottolinea il New York Times. Ci sono luoghi che accetteranno la tecnologia cinese in aree sensibili come le telecomunicazioni, e luoghi che non lo faranno, Stati Uniti in primis. Ma la Nuova Zelanda si trova davvero in una posizione complicata. Da una parte è membro dell’accordo di condivisione dell’intelligence “Five Eyes” con Australia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti. Dall’altra il paese rappresenta la prima economia avanzata ad aderire alla Belt&Road Initiative cinese, l’ambizioso programma infrastrutturale di Pechino. Ci si aspetta dunque cautela dalla Nuova Zelanda nel rapportarsi con la Cina.

E CHI ANCORA INDECISO

Ancora più in crisi Germania e Regno Unito che ricevono il monito di Washington proprio mentre stanno preparando le aste 2019 per il 5G. Huawei resta infatti il più grande fornitore mondiale di apparecchiature per tlc nonché al momento il capofila nella costruzione delle prime reti 5G.

Secondo la ricostruzione del Ft, in Germania il governo sta diventando sempre più diffidente nei confronti del potenziale coinvolgimento di Huawei nella costruzione della rete 5G del paese ma è comunque troppo presto per dire se Berlino metterà al bando la società cinese.

“L’influenza degli Stati Uniti su questo è molto aumentata di recente”, ha confermato un funzionario tedesco al quotidiano inglese.

Nel Regno Unito invece l’atmosfera era già cambiata in estate, quando un rapporto del centro istituito per esaminare i contratti con Huawei, supervisionato dall’agenzia di intelligence Gchq, ha segnalato problemi tecnici riguardo le apparecchiature dell’azienda di Shenzhen. Tuttavia, i funzionari britannici smentiscono chi sostiene che Londra stia indurendo la sua posizione in seguito alle crescenti pressioni degli Stati Uniti. I timori verso Huawei non dipendono dal fatto che sia un’azienda cinese ma sulla vulnerabilità tecnica delle sue forniture che renderebbe le infrastrutture britanniche soggette a un attacco informatico.

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