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La Germania sosterrà la Francia su Ariane, siluro per Vega?

Ariane Germania

Berlino si riavvicina a Parigi nel settore aerospazio e difesa. Secondo Bloomberg, la Germania è pronta a sostenere il piano di lancio di Ariane 7, il futuro lanciatore pesante costruito in Francia dal colosso ArianeGroup. Emarginata l’Italia con Vega? Fatti e approfondimenti

La Germania tende la mano alla Francia: Berlino è pronta a sostenere lo sviluppo di una nuova generazione di lanciatori spaziali Ariane.

Il governo tedesco darà il suo contributo ai futuri progetti di ArianeGroup, la società controllata in misura paritetica dal colosso franco-tedesco Airbus e dalla francese Safran, a condizione che tali programmi siano aperti alla tecnologia delle startup europee. Lo rivela Bloomberg, citando fonti vicine al dossier.

Nello specifico, la Germania prevede di sostenere il lanciatore Ariane 7 di prossima generazione, ha specificato una delle fonti.

Un annuncio su un futuro Ariane 7, sarebbe una buona notizia per le relazioni industriali tra Francia e Germania, tese negli ultimi mesi, commenta Bloomberg.

Inoltre, l’emergere di SpaceX ha aumentato la concorrenza per Ariane. Il velivolo riutilizzabile dell’azienda statunitense di Elon Musk ha un vantaggio in termini di costi rispetto ai lanciatori europei (Ariane e Vega).

E proprio lo scorso ottobre, in un’intervista a Politico, André-Hubert Roussel, ceo di Ariane Group, ha detto di aspettarsi che i ministri membri dell’Agenzia  spaziale europea (Esa) appoggino i piani per lo sviluppo di Ariane 7 al prossimo Consiglio ministeriale di Parigi che si terrà il 22 e 23 novembre. Ariane 7 includerebbe la tecnologia riutilizzabile e potrebbe anche consentire il volo spaziale umano.

L’anno scorso Parigi ha annunciato il programma Maia, un piccolo lanciatore riutilizzabile progettato proprio da ArianeGroup. Sempre il colosso franco-tedesco ha presentato anche Susie, un progetto per uno stadio superiore del lanciatore, completamente riutilizzabile, che può trasportare cargo ma anche esseri umani.

Tutti i dettagli.

SPINTA SU ARIANE

L’Esa ha annunciato il lancio di Ariane 6 il prossimo anno, nell’ultimo trimestre del 2023.

Il sistema Ariane 6, a lungo ritardato, dovrebbe finalmente essere lanciato nel quarto trimestre del 2023, e Roussel ha affermato che, sebbene non includerà una tecnologia di taglio dei costi come SpaceX, alla fine potrebbe essere possibile effettuare un lancio ogni due settimane, anche se solo fino a 12 in un intero anno solare.

“Ariane 6 è la garanzia dell’accesso autonomo allo spazio per l’Europa”, ha detto Roussel a Politico, confermando i piani provvisori per effettuare un lancio inaugurale del razzo di nuova generazione entro la fine del prossimo anno, anche se il primo lancio commerciale su vasta scala accadrà solo nel 2024.

E intanto secondo le fonti di Bloomberg, la Germania è pronta a sostenere AiraneGroup con la nuova generazione del lanciatore Ariane 7.

BERLINO SI RIAVVICINA A PARIGI?

Segno dunque di un riavvicinamento nelle relazioni industriali tra Berlino e Parigi.

Negli ultimi mesi infatti Parigi e Berlino si sono scontrate su molteplici temi, dai sistemi di difesa aerea ai gasdotti, fino alle soluzioni su come affrontare la crisi energetica. In particolare, le tensioni sui progetti di difesa si sono riversate nel settore spaziale, con Berlino che sottolinea la necessità che le società private costruiscano i propri lanciatori per rafforzare la concorrenza nel settore mentre la domanda di satelliti prolifera. Parigi ha invece spinto per una soluzione comune dell’Ue, secondo Bloomberg.

Nel mese di ottobre sono esplose allo scoperto le recenti tensioni tra Francia e Germania, quando Parigi e Berlino hanno rinviato una riunione congiunta dei due governi.In un altro segno che il rapporto potrebbe migliorare, il primo ministro francese Elisabeth Borne si recherà a Berlino venerdì dopo che una visita programmata a settembre è stata annullata.

L’ACCORDO SUL FCAS

E segnale ancor più forte i paesi si sono finalmente accordati sul Fcas, il programma franco-tedesco-spagnolo per il caccia di sesta generazione per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli. Il ministero della Difesa tedesco ha anche annunciato venerdì il raggiungimento di un “accordo industriale” sulla prossima fase del Fcas.

I due paesi e due delle principali compagnie coinvolte, Airbus e Dassault Aviation, hanno concordato formalmente il passaggio a una fase cruciale del progetto Fcas durante la quale sarà costruito un jet dimostrativo. Per questa fase successiva, denominata “1b”, la scadenza era fissata per la fine dello scorso anno. Ma i colloqui si sono bloccati a causa di alcuni disaccordi sulla condivisione della proprietà intellettuale tra le società, su come sarebbe stato suddiviso il lavoro e sulle specifiche del jet.

Nel frattempo stamani Eric Trappier, capo della società francese Dassault Aviation, ha avvertito che un accordo sullo sviluppo del nuovo caccia Fcas non è stato ancora formalmente completato.

E L’ITALIA?

Se Parigi e Berlino si riavvicinano nel campo della difesa e dell’aerospazio, soprattutto in quest’ultimo settore potrebbe risultare penalizzata l’Italia.

Come spiegava la scorsa settimana il Sole 24 Ore, “La Francia attraverso Arianspace ha un’esclusiva per commercializzare Vega [il lanciatore leggero dell’Esa costruito in Italia da Avio], ma con ArianeGroup (che controlla Arianespace) ha lanciato il progetto Maia che può porsi in diretta concorrenza”.

E secondo quanto rivelato dal quotidiano francese La Tribune, in una lettera indirizzata all’Esa il governo Draghi aveva chiesto di portare Vega fuori dall’orbita di Arianespace. Per La Tribune, il player italiano sembra temere l’ascesa della Germania nei lanciatori. Programmi di mini-lanciatori che sono solo un passo verso la competizione molto veloce con Vega C nel segmento dei satelliti più leggeri.

L’anno scorso Parigi ha spiazzato infatti il governo Draghi annunciando lo svilpppo del già citato progetto Maia. Oltre ai razzi riutilizzabili dell’americana SpaceX, ci saranno anche quelli europei Maia ma in questo progetto la Francia punta a far da sola. E l’Italia? Di sicuro della strategia italiana se ne saprà di più quando all’imminente conferenza ministeriale dell’Esa. Per l’Italia la delegazione è guidata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega allo Spazio Adolfo Urso con il presidente dell’Agenza spaziale italiana Giorgio Saccoccia.

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