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Ecco come Francia, Germania e Spagna faranno decollare il Fcas

Fcas

Parigi, Berlino e Madrid hanno raggiunto un accordo sull’avvio della fase successiva dello sviluppo del progetto Fcas. Airbus conferma: “le trattative tra industrie e governi hanno avuto successo”

 

Decolla (finalmente) il Future Combat Air System (Fcas/Scaf), il programma franco-tedesco-spagnolo per il caccia di sesta generazione per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli.

Raggiunto un accordo sui costi del progetto di un aereo militare europeo dopo quasi un anno di discussioni tra Dassault e Airbus, segnala Radiocor.

“Dopo un negoziato intenso, un accordo tra le parti industriali è stato raggiunto sulla prossima fase del programma” Scaf (Sistema di combattimento aereo del futuro), ha reso noto il ministero tedesco della Difesa il 18 novembre. “L’accordo politico sul programma Scaf è un grande passo in avanti – soprattutto nel contesto internazionale attuale – e un segnale importante dell’eccellente cooperazione tra Francia, Germania e Spagna’, ha commentato la presidenza francese, sottolineando che “la Francia assume il ruolo di capofila del progetto”.

“Possiamo confermare che le trattative tra industrie e governi sulla prossima fase del progetto Scaf hanno avuto successo, cosa che rappresenta un passi in avanti di questo progetto faro della difesa europea” ha indicato Airbus, specificando che “ora, devono essere completati alcuni passaggi formali nei rispettivi paesi per consentire una rapida firma del contratto che dovremo rispettare”.

Tutti i dettagli.

FRANCIA E GERMANIA PRONTE A PASSARE ALLA FASE SUCCESSIVA DEL PROGRAMMA FCAS

Francia e Germania sono pronte a passare alla fase successiva del loro progetto di jet da combattimento di nuova generazione. I due paesi e due delle principali compagnie coinvolte, Airbus e Dassault Aviation, hanno concordato formalmente il passaggio a una fase cruciale del progetto Fcas durante la quale sarà costruito un jet dimostrativo.

I FONDI STANZIATI

Per questa fase successiva, denominata “1b”, in precedenza erano stati stanziati circa 3,8 miliardi di euro e la scadenza era fissata per la fine dello scorso anno. Ma i colloqui si sono bloccati a causa di alcuni disaccordi sulla condivisione della proprietà intellettuale tra le società, su come sarebbe stato suddiviso il lavoro e sulle specifiche del jet.

A complicare ulteriormente le cose, ci hanno pensato le recenti tensioni tra Francia e Germania, esplose allo scoperto nel mese di ottobre quando Parigi e Berlino hanno rinviato una riunione congiunta dei due governi.

IL PROGETTO SCAF/FCAS

Lanciato da Francia e Germania nel 2017, al progetto di difesa congiunto Scaf ha aderito la Spagna nel 2019. Il suo principio è sviluppare una serie di sistemi d’arma interconnessi. Al centro di questo sistema di sistemi, un aereo da combattimento di nuova generazione interagirà con i droni e sarà in grado di mobilitare molteplici capacità aeree, navali, terrestri o spaziali, grazie all’Intelligenza Artificiale e a un cloud da combattimento.

Le stime del suo costo complessivo vanno da 100 miliardi di euro a un recente rapporto della Frankfurter Allgemeine Zeitung che lo colloca a 500 miliardi di euro. Un rapporto parlamentare francese del 2020 ha stimato i costi di sviluppo per il 2030 a 8 miliardi di euro, ma ha citato previsioni di analisti esterni fino a 80 miliardi di euro.

LE INDUSTRIE COINVOLTE

In questa fase, i principali attori coinvolti sono Airbus, Dassault Aviation, FCMS, Indra, ITP, MBDA, MTU, Safran, Satnus e Thales.

GLI STALLI CHE HANNO PENALIZZATO IL PROGRAMMA FCAS

La parte dimostrativa del programma Fcas è prevista per il 2027, con l’intero “sistema di sistemi” da mettere in campo intorno al 2040. Airbus e la francese Dassault collaborano da tre anni al progetto Fcas. Tuttavia, i due partner industriali non avevano firmato i contratti per mancanza di un accordo sulla ripartizione dei compiti tra il produttore francese Dassault Aviation e il suo partner principale, Airbus.

Tanto che a inizio giugno, Éric Trappier il ceo di Dassault (azienda aeronautica francese che guida il programma Fcas insieme a Airbus e Indra) ha affermato che il decennio del 2040 fissato per l’operatività del New Generation Fighter è ormai irraggiungibile a causa della sostanziale stasi in cui versa il programma. Pertanto secondo Trappier il 2050 sarebbe un obiettivo più realistico.

LA CONCORRENZA CON IL TEMPEST

Ma tale ritardo, secondo il Financial Times, potrebbe svantaggiare Fcas nella corsa contro il progetto rivale, Tempest, sviluppato dal Regno Unito e dall’Italia con Bae Systems quale capofila del team con Rolls, Royce, Mbda Uk e Leonardo Uk. Nel frattempo, continuano i colloqui con il Giappone sull’opportunità di integrare il suo programma di jet da combattimento F-X con Tempest.

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