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F-35 precipita nel Mediterraneo, ecco cosa è successo

F-35

F-35 britannico precipita nel Mediterraneo durante operazione di routine. Tutti i dettagli e le ipotesi

Ieri un caccia britannico F-35 è precipitato nel Mar Mediterraneo durante un’operazione di routine. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Regno Unito.

Il pilota si è eiettato dal velivolo ed è tornato in sicurezza alla portaerei Hms Queen Elizabeth. L’incidente è avvenuto alle 10:00 in acque internazionali e nessun altro aereo è stato coinvolto. Il dicastero ha informato anche che è stata avviata un’indagine sull’accaduto, ma non ha commentato ulteriormente.

Secondo quanto ha riferito la Bbc, l’indagine si concentrerà innanzitutto sul chiarire le cause dell’incidente, in particolare se si sia trattato di un errore tecnico o umano.

È il primo incidente che coinvolge un F-35B della Raf, anche se negli ultimi tre anni se ne sono susseguiti tre.

“Il velivolo è uno dei 24 finora consegnati agli inglesi. Finora i britannici stanno ordinando 48 jet, ma si sono impegnati ad acquistarne 138. Anche se è probabile che il numero venga ridotto” segnala Defense News. (Qui l’approfondimento di Start: Il Regno Unito punta tutto su Tempest e temporeggia sugli F-35). Con138 F-35, la Gran Bretagna sarebbe il terzo più grande operatore dei caccia di quinta generazione prodotti dalla Lockheed-Martin, dietro agli Stati Uniti e al Giappone.

Tutti i dettagli sull’incidente che ha coinvolto un F-35B del Regno Unito.

(QUI GLI AGGIORNAMENTI: F-35 britannico precipitato, tutte le operazioni di recupero e le ipotesi)

LA NOTA DEL MINISTERO DELLA DIFESA UK

“È iniziata un’indagine, quindi sarebbe inappropriato commentare ulteriormente in questo momento”, si legge nella nota del dicastero della Difesa britannico.

“L’incidente è avvenuto poco dopo il decollo dell’F-35”, ha detto il segretario alla Difesa, Ben Wallace, come riferisce il Guardian. Nonostante l’incidente, altri voli operativi e di addestramento che hanno coinvolto i caccia stanno procedendo per il momento, ha aggiunto Wallace.

A BORDO DELLA PORTAEREI QUEEN ELIZABETH

Costruiti dalla società statunitense Lockheed Martin, gli F-35B del Regno Unito sono la “variante a decollo corto e atterraggio verticale” dell’F-35. Sono pilotati da piloti della Royal Air Force e della Royal Navy, con sede presso la RAF Marham nel Norfolk.

A bordo della portaerei Hms Queen Elizabeth ci sono otto F-35B del Regno Unito e dieci statunitensi. La portaerei sta tornando nel Regno Unito dopo più di sette mesi in mare in un viaggio inaugurale verso l’Estremo Oriente e ritorno. Negli ultimi sei mesi hanno effettuato circa 2.000 decolli e atterraggi a bordo della HMS Queen Elizabeth senza incidenti di rilievo.

LE OPERAZIONI CONDOTTE FINORA DAGLI F-35 BRITANNICI

A giugno, gli F-35 operanti al largo della Queen Elizabeth hanno effettuato missioni di combattimento in Medio Oriente contro l’Isis, la prima azione di combattimento per una portaerei britannica in oltre un decennio, ha segnalato la Cnn.

Gli F-35 britannici hanno visto il loro primo combattimento nel 2019, in operazioni contro l’Isis in Iraq e Siria da una base della Royal Air Force sull’isola di Cipro, aggiunge sempre la Cnn.

(QUI GLI AGGIORNAMENTI: F-35 britannico precipitato, tutte le operazioni di recupero e le ipotesi)

TUTTI GLI ULTIMI INCIDENTI

Questa è la prima volta che un F-35 britannico si schianta, ma non è il primo incidente che coinvolge il caccia di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin.

Come ricorda la Cnn, nel settembre 2018, un F-35B del Corpo dei Marines degli Stati Uniti si è schiantato nella Carolina del Sud, il primo incidente in assoluto di un F-35.
Nell’aprile 2019, un F-35A giapponese si è schiantato nell’Oceano Pacifico al largo del Giappone settentrionale.

L’aereo stava conducendo un’esercitazione insieme ad altri tre F-35 quando è scomparso dai radar appena 28 minuti dopo il decollo. Il pilota, disperso, aveva all’attivo 3.200 ore di volo ma solo 60 sull’F-35 e non ha segnalato problemi. L’aereo si è schiantato in acque la cui profondità raggiunge circa 1.500 metri (4.920 piedi), rendendo difficile il recupero, in particolare del suo registratore di volo o della scatola nera. Il ministero della Difesa giapponese ha successivamente attribuito quell’incidente al disorientamento spaziale, il che significa che il pilota non poteva percepire adeguatamente l’ambiente circostante.

Nel maggio 2020, un F-35A dell’aeronautica statunitense si è schiantato in Florida durante l’addestramento di routine, ma il pilota è stato espulso in sicurezza. L’ultimo incidente è avvenuto lo scorso aprile quando un F-35B del Corpo dei Marines è stato danneggiato da un colpo sparato con il suo stesso cannone.

RECUPERARE IL CACCIA DI LOCKHEED MARTIN?

Infine, tornando all’incidente di ieri, “dopo che il pilota è stato espulso e ora è tornato a bordo, gli sforzi saranno ora di recuperare il jet, ognuno dei quali costa circa 100 milioni di sterline” ha commentato la Bbc.

In realtà, “non è stato detto immediatamente se il Regno Unito avrebbe tentato di recuperare il relitto dell’F-35 dal Mediterraneo”, precisa la Cnn.

Quando l’F-35 giapponese si è schiantato nel 2019, si è ipotizzato che i resti del caccia potessero rappresentare un bersaglio per potenziali avversari come la Russia e la Cina per mettere le mani sul sistema d’arma di quinta generazione. Ma sia gli Stati Uniti che il Giappone avevano respinto questa ipotesi.

(QUI GLI AGGIORNAMENTI: F-35 britannico precipitato, tutte le operazioni di recupero e le ipotesi)

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