Innovazione

Gli Emirati Arabi sprintano verso Marte con Mitsubishi

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Emirati Arabi Marte

La prima missione spaziale araba su Marte è partita a bordo di un razzo targato Mitsubishi, dopo un primo rinvio dovuto al maltempo. Ma la sonda emiratina Hope non è l’unica a dirigersi su Marte quest’estate: in rampa di lancio anche le missioni di Usa e Cina

Buona la terza per l’agenzia spaziale emiratina. Domenica gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato con successo dal centro spaziale Tanegashima nel sud del Giappone la prima missione del paese su Marte, Hope. Lo hanno riferito le Mitsubishi Heavy Industries su Twitter dopo che il lancio aveva subito due rinvii per le condizioni meteorologiche avverse.

Il lancio segna l’inizio del progetto spaziale più ambizioso del Paese che ha l’obiettivo di studiare il clima su Marte.

Si tratta della prima missione interplanetaria del mondo arabo. E la prima delle tre missioni internazionali sul pianeta rosso quest’estate. Anche gli Stati Uniti e la Cina stanno scaldando i motori per le proprie missioni su Marte. Il rover Perseverance della Nasa e la missione Tianwen 1 della Cina dovrebbero essere lanciati tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, anche se la data esatta dipenderà dalle condizioni di lancio giornaliere.

Ma per Abu Dhabi è comunque presto per cantare vittoria: tra circa un mese, gli ingegneri faranno la prima manovra per correggere il percorso di Hope su Marte.

LA PARTENZA IN RITARDO

Il razzo H-IIA di Mitsubishi Heavy Industries è decollato alle 23.58 italiane, dopo un ritardo di cinque ore a causa del maltempo. Successivamente Mitsubishi ha fatto sapere che il razzo si è  separato con successo dalla sonda, che sta ora viaggiando da sola verso Marte.

“Gli Emirati Arabi Uniti hanno fatto la storia con una conquista senza precedenti nello spazio per la regione araba dato che ‘Hope’ è stata lanciata con successo e sta volando nello spazio”, ha scritto su Twitter il governo di Abu Dhabi. Studiando l’atmosfera di Marte ”aiuterà a comprendere meglio il nostro pianeta e il suo futuro”, ha dichiarato l’agenzia spaziale emiratina.

L’OBIETTIVO DI HOPE

Sviluppata presso il Mohammed bin Rashid Space Centre a Dubai, Hope viaggerà per 493,5 milioni di chilometri per raggiungere Marte nel 2021, anno in cui gli Emirati celebreranno il cinquantesimo anniversario della loro fondazione

La sonda trascorrerà dunque i prossimi sette mesi viaggiando nello spazio profondo, correggendo periodicamente il suo corso. Poi, nel febbraio del 2021, tenterà di inserirsi in un’orbita allungata attorno a Marte, dove analizzerà l’atmosfera e il clima nel corso di ogni giorno marziano.

L’obiettivo della missione da 200 milioni di dollari è quello di scattare immagini di Marte e studiare il cambio delle stagioni sul Pianeta rosso, oltre che a cercare di capire come sia scomparsa l’acqua presente in precedenza. Si prevede che lo studio in orbita dell’atmosfera di Marte duri un anno marziano equivalente a 687 giorni sulla Terra.

LO SPRINT SPAZIALE DEGLI EMIRATI ARABI

Si tratta di un vero record per Abu Dhabi. Se Emirati Arabi Uniti hanno già lanciato satelliti prima — nel 2009 e nel 2013 —  questi sono stati sviluppati con partner sudcoreani. Il paese ha fondato la sua agenzia spaziale nel 2014 e ha fissato obiettivi ambiziosi tra cui una colonia sulla superficie marziana entro il 2117.

Gli Emirati Arabi Uniti vedono questa missione coltivata in casa come un modo per promuovere le competenze scientifiche e tecniche in tutto il Medio Oriente. Si prevede inoltre che l’agenzia emiratina avvierà una missione sulla Luna nel 2022.

Il lancio di Hope rappresenta un’impresa impressionante per il Paese del Golfo. La maggior parte delle missioni su Marte impiega dai 10 ai 12 anni per svilupparsi, ma gli scienziati degli Emirati Arabi Uniti hanno avuto solo sei anni per realizzare il progetto.

LE PARTNERSHIP STATUNITENSI

“Siamo sbalorditi dalla velocità e dall’impegno che gli Emirati Arabi Uniti, attraverso il Mohammed bin Rashid Space Center e l’Agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, hanno dimostrato nello sviluppo del suo primo veicolo spaziale interplanetario”, ha commentato infatti il numero uno della Nasa Jim Bridenstine.

Come ha specificato The Verge, gli Emirati Arabi hanno collaborato con varie istituzioni accademiche negli Stati Uniti, tra cui l’Università del Colorado a Boulder, Arizona State University e l’Università della California, Berkeley, che in precedenza avevano già sperimentato la progettazione di strumenti o apparecchiature per sonde nello spazio profondo. “Tutti noi della Nasa siamo entusiasti delle prospettive di future ambiziose partnership con gli Emirati Arabi Uniti in orbita terrestre bassa e, tramite il programma Artemis, su e intorno alla Luna con la destinazione finale di Marte”, ha sottolineato Bridenstine.

IL CLUB DEI “MARZIANI”

Negli ultimi anni lo spazio è diventato un indicatore dello status geopolitico dei paesi. Come ha evidenziato Miriam Kramer su Axios “le nazioni più piccole sono state in grado di inviare in orbita i propri satelliti grazie alla riduzione dei costi di lancio e sviluppo”.

Ma le missioni su Marte restano comunque  iservate (di solito) solo a quelle agenzie spaziali con budget e supporto elevati.

La missione Hope — se raggiungerà con successo su Marte — porta gli Emirati Arabi Uniti in quel piccolo club d’élite dei paesi “marziani”. Hope si unirà infatti ad altri sei veicoli spaziali che studiano il pianeta rosso dallo spazio, tre gestiti dalla Nasa, due dall’Agenzia spaziale europea (uno condiviso con la Russia) e uno dall’India.

CI PROVA POI LA CINA

Ma Hope non è l’unica missione a dirigersi su Marte quest’estate. Giovedì la Cina lancerà il razzo Long March 5, che porterà la prima missione del paese Tianwen-1 (comprensiva di un orbita, un lander e un rover) sul pianeta rosso.

La prima missione cinese verso Marte, la sonda Yinghuo-1, ha subito un fallimento durante il lancio nel novembre 2011 assieme alla sonda russa Fobos-Grun.

E LA NASA

Anche il rover Perseverance della Nasa è programmato per decollare il 30 luglio. Sia la missione cinese sia quella statunitense devono partire relativamente presto — nel caso di Perseverance, entro il 15 agosto. Le finestre di lancio per i viaggi verso Marte si aprono una volta ogni 26 mesi, quando la Terra e il pianeta rosso sono correttamente allineati.

RINVIATA AL 2022 EXOMARS DI ESA-ROSCOSMOS

Grande assente in questa stagione è l’Europa. Una quarta missione su Marte che avrebbe dovuto decollare questo mese — la missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos con il rover Rosalind Franklin — è già stata rinviata al 2022.

Non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid-19. Europa e Russia dovranno perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.

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