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Spazio, rinviata missione Exomars anche a causa del Coronavirus

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Exomars

La missione congiunta Esa-Roscosmos ExoMars destinata allo studio di Marte è stata rinviata alla prossima finestra di lancio prevista nel 2022

Marte dovrà attendere ancora. La missione del rover ExoMars non verrà lanciata nel 2020 a causa della mancanza di tempo per concludere le attività di completamento e controllo delle parti principali che compongono la missione (il modulo di discesa ed il rover).

Il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Jan Woerner ha dichiarato oggi che un certo numero di test deve ancora essere condotto con successo e non ci sarebbe stato abbastanza tempo prima della finestra di lancio.

La prossima opportunità di decollo per la missione sarà possibile solamente tra 780 giorni, vale a dire nel 2022, quando i due pianeti saranno di nuovo vicini.

L’ANNUNCIO DELL’ESA

“Abbiamo deciso congiuntamente e quindi confermato questa decisione di spostare la missione ExoMars in un’occasione di lancio successiva, vale a dire il 2022″ ha dichiarato Woerner, durante una conferenza stampa in diretta streaming. “Questa è una decisione molto difficile, ma è, sicuramente, quella giusta”.

IL PROGRAMMA EXOMARS

ExoMars è un programma congiunto tra Esa e Roscosmos (l’agenzia spaziale russa), con l’obiettivo primario di determinare se c’è mai stata vita su Marte.

Il programma ExoMars ha resistito per oltre un decennio di avviamenti, arresti e spostamenti di piani. Come ricorda il New York Times, inizialmente, si trattava di una collaborazione tra l’Esa e la Nasa, con l’agenzia statunitense che forniva i razzi e il sistema di atterraggio, simile a quello usato per mettere il rover Curiosity su terra marziana nel 2012.

Ma nel febbraio 2012, l’amministrazione Obama ha ritirato i piani e gli europei si sono quindi rivolti alla Russia.

LE CAUSE DEL RITARDO

Molte parti della missione, inclusi il razzo e il rover, di nome Rosalind Franklin, sono pronte. Ma non rimane abbastanza tempo per completare i test dei paracadute e risolvere i problemi con un modulo elettronico, prima dell’opportunità di lancio a luglio.

TRA CUI IL CORONAVIRUS

A complicare ulteriormente la situazione anche l’attuale contesto sanitario europeo originato dalla pandemia di coronavirus che non permetterà di effettuare alcuni test finali.  Gli esperti russi al lavoro su ExoMars sono stati richiamati in patria.

SI ACCUMULANO I RITARDI

La missione del rover ExoMars era inizialmente prevista per il 2018, ma è stata ritardata al 2020 a causa di ritardi nelle attività industriali europee e russe. Il nuovo piano prevede un lancio tra agosto e ottobre 2022.

La meccanica celeste vuole che solo finestre di lancio relativamente brevi (10 giorni ciascuna) esistano ogni due anni, durante le quali Marte può essere raggiunto dalla Terra.

CONCORDI TUTTI I I PARTNER ISTITUZIONALI E INDUSTRIALI

La scelta di Esa e Roscosmos di optare per la prossima finestra di lancio nel 2022 ha trovato concordi tutti i partner istituzionali e industriali, al fine di non compromettere la riuscita del programma, e portare con successo sul pianeta rosso la piattaforma, il rover e le altre attrezzature.

IL ROVER ROSALIND FRANKLIN

Prende il nome dalla scienziata britannica Rosalind Franklin, il rover ExoMars a sei ruote che cercherà la vita su Marte.

Il rover comprende un trapano per accedere alla sotto-superficie di Marte come pure un laboratorio in miniatura per la ricerca di vita contenuto in una zona ultra-pulita.

LE AZIENDE COINVOLTE

Thales Alenia Space Italia (jv tra Thales e Leonardo) è l’appaltatore principale della missione ExoMars, che comprende un lander e un rover, mentre Airbus Defence & Space è l’appaltatore principale del rover.

IL RUOLO DELL’ITALIA

L’industria nazionale “ha avuto un ruolo chiave nella conduzione del progetto a supporto di Esa” ha ricordato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. “La nostra industria ha fornito un sostegno eccellente anche nella gestione dei rapporti con la controparte russa, che ha rappresentato anche una delle sfide più consistenti del progetto ed anche a causa di ritardi. Tali sono stati il contributo e il valore riconosciuto per questa missione del nostro capogruppo industriale, Thales Alenia Space, che l’Esa, in corso di progetto, ha ritenuto di spostare in Italia alcune attività di assemblaggio, integrazione e testing originariamente previste in Russia. Elevato è stato, anche, il numero di test suppletivi che sono stati realizzati con successo in Italia sugli hardware forniti dalla controparte russa”.

LA SFIDA PER THALES ALENIA SPACE

Come spiega la nota diffusa dall’Asi, “i due anni che mancheranno alla data di lancio verranno impiegati per completare al più presto lo sviluppo e verifica dei vari elementi della missione (auspicabilmente entro la fine di quest’anno), per poi stivare la sonda in condizioni sicure fino all’inizio della campagna di lancio nel 2022”. Thales Alenia Space manterrà il rover al sicuro presso lo stabilimento di Torino.

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