Innovazione

Ecco come Cina, Usa ed Emirati Arabi andranno alla conquista di Marte

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Emirati Arabi Marte

Rinviata al 2022 la missione Exomars dell’Ue con l’agenzia russa, sono pronti al lancio rover e sonde di Cina, Emirati Arabi e Stati Uniti verso Marte

 

Con la finestra di lancio del pianeta rosso in procinto di aprirsi, al via tre missioni questo mese. Di queste, due segnano delle prime assolute con il debutto di Emirati Arabi Uniti e Cina in un viaggio verso Marte. Gli Stati Uniti, con la Nasa, si preparano a lanciare il quinto rover sulla superficie marziana. La nuova missione statunitense ha il compito di aprire la strada che entro il 2031 dovrebbe permettere di riportare a Terra o primi campioni di rocce dal suolo marziano.

UE E RUSSIA I GRANDI ASSENTI

Grande assente è l’Europa. Una quarta missione su Marte che avrebbe dovuto decollare questo mese — la missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos che trasportava il rover Rosalind Franklin — è già stata rinviata al 2022.

Non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid-19. Europa e Russia dovranno perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.

PRIMA PARTE “HOPE”

A inaugurare la serie dei lanci, a partire dal 14 luglio (15 luglio orario emiratino), è la navicella “Hope”. La missione segna il debutto su Marte degli Emirati Arabi Uniti.

Dall’orbita marziana, nei due anni previsti per la sua attività Hope è destinato a produrre la prima mappa globale del meteo marziano, osservando il pianeta giorno e notte con ricognizioni complete ogni 55 ore. I risultati aiuteranno inoltre a preparare le future missioni umane sul pianeta.

Il lancio avverrà dal Centro spaziale giapponese Tanegashima, su un razzo giapponese H-2A e diventerà la prima missione interplanetaria condotta da una nazione araba. La navicella entrerà nell’orbita marziana all’inizio del 2021, in occasione del 50° anniversario della nascita degli Emirati Arabi Uniti.

GLI EMIRATI ARABI NEL CLUB MARZIANO

Se avrà successo, la navicella spaziale degli Emirati Arabi Uniti si unirà ad altri sei orbiter degli Stati Uniti, dell’Europa e dell’India che stanno attualmente sorvegliando Marte dall’orbita.

STUDIARE L’ATMOSFERA DI MARTE

L’obiettivo di Hope sarà studiare in dettaglio l’atmosfera del pianeta rosso.

Dotata infatti di uno spettrometro a infrarossi per lo studio di nuvole marziane e tempeste di polvere e rilevatori di ultravioletti che analizzeranno i gas nell’atmosfera superiore del pianeta. Con questi dati combinati si potrà dunque produrre la prima mappa meteorologica globale del pianeta.

POI LA CINESE TIANWEN-1

In una data non ancora precisata verso fine luglio sarà la volta della Cina con la missione Tianwen-1. Nel febbraio 2021 la missione prevede di portare sia un veicolo nell’orbita marziana sia un rover equipaggiato con 13 strumenti sul suolo del pianeta rosso.

L’obiettivo è studiare l’atmosfera marziana, la struttura interna e la superficie del pianeta, con una particolare attenzione alle tracce della presenza di acqua e a eventuali segnali di forme di vita.

Ma prima ancora di tentare un atterraggio complesso, l’astronave deve effettivamente raggiungere Marte.

Per fare questo, la Cina sta usando il suo razzo più grande: il Long March 5. Alla fine dello scorso anno, dopo un volo semi-riuscito e un fallimento, il razzo Long March 5 ha finalmente messo un satellite in orbita geostazionaria.

CI RIPROVA PECHINO

Mai finora nessun veicolo spaziale cinese ha avuto un obiettivo così distante. Chiamato Tianwen-1 — che significa Domande celesti — si tratta del secondo tentativo di Pechino di inviare una missione sul pianeta rosso.

La prima missione cinese per Marte — la sonda “Yinghuo-1” — è andata perduta nel 2012, quando l’astronave spaziale russa che stava fornendo il passaggio si schiantò sulla Terra.

SI SA POCO SULLA MISSIONE

Se la navicella raggiunge Marte e atterra, la Cina diventerà il terzo paese ad atterrare sul pianeta rosso.

Protagonista della missione cinese è un veicolo spaziale tre in uno costituito da un satellite che orbiterà su Marte, un lander e anche un rover che viaggerà attraverso la superficie marziana in cerca di acqua, ghiaccio e altre caratteristiche. La Cina ha recentemente sviluppato una notevole esperienza nello sbarco di veicoli spaziali e robot rover sulla Luna. Ora sta aumentando le sue operazioni e sta attraversando lo spazio interplanetario per provare il suo hardware su Marte.

Tuttavia, i dettagli precisi della missione Tianwen-1 scarseggiano. Pechino non ha ancora rivelato la data di lancio e il sito di sbarco su Marte e la maggior parte delle comunicazioni sulla missione restano a dir poco criptiche.

INFINE LA STATUNITENSE PERSEVERANCE

Fra il 30 luglio e il 15 agosto, infine, sarà la volta di Perseverance, il quinto rover che la Nasa si prepara a mandare sulla superficie marziana.

Se sopravvive all’atterraggio sarà il decimo tentativo riuscito degli Stati Uniti di mettere un robot su Marte dal 1975 e si unirà al rover Curiosity e alla sonda Mars Insight.

La missione, il cui lancio è previsto dalla base dell’aeronautica statunitense a Cape Canaveral (Florida), dovrebbe arrivare a destinazione nel marzo 2021 per circa due anni raccogliere i primi campioni del suolo marziano destinati a essere inviati sulla Terra, probabilmente entro il 2031. Sono rocce preziose perché potrebbero contenere gli indizi sulla presenza, passata o meno, di forme di vita marziana.

La missione Mars 2020 sarà anche la prima missione a tentare i voli di prova di un piccolo elicottero senza pilota chiamato Ingenuity.

Secondo il piano ideato dagli scienziati spaziali statunitensi ed europei, Perseverance raccoglierà campioni di terreno, li posizionerà in piccoli tubi di metallo, li sigillerà e li lascerà in luoghi designati. Quindi un secondo robot, che sarà costruito dall’Agenzia spaziale europea e noto come un rover di recupero, atterrerà su Marte, visiterà questi siti e caricherà i campioni in un contenitore che posizionerà in un razzo che lo lancerà in orbita attorno a Marte. Dopodiché una seconda astronave catturerà il contenitore, tornerà sulla Terra e lo rilascerà in modo che atterri, con il paracadute, nel deserto dello Utah.

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