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Cyberattacco affonda bitcoin. Blockchain poco sicura?

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Bitcoin

Quasi 120mila bitcoin sono stati rubati dalla piattaforma Bitfinex. Cosa rappresenta questo attacco e quali conseguenze future

Cyberattacco al bitcoin, la valuta virtuale. Quasi 120mila bitcoin (circa 72 milioni di dollari) sono stati rubati dalla piattaforma Bitfinex, con sede a Hong Kong. “I bitcoin sono stati rubati dai portafogli segregati degli utenti”, ha spiegato Zane Tackett, direttore Community & Product Development di Bitfinex. Il volume di valuta virtuale rubato è circa lo 0,75% dei bitcoin in circolazione.

In pratica, gli hacker sono riusciti ad accedere ai conti personali degli utenti, proprio come si trattasse di una normale banca online e sono riusciti a spostare il denaro da una parte all’altra.  società Bitfinex al momento non ha ancora messo in campo iniziative legate alla perdita subite dagli utenti, ma ha spiegato che sta collaborando con le autorità competenti.

Il furto, il secondo operato ai danni di un sito di scambio di criptomoneta (nel 2014 furono rubati a MtGox ben 650 milioni di dollari), pesa sulle quotazioni della valuta virtuale, che nella giornata di ieri è arrivata a perdere il 22%, a 480 dollari.

Furto Bitcoin. Blockchain poco sicura?

bitcoinIl cyberattacco non rivela alcuna debolezza nella sicurezza della blockchain, ma mette certamente in luce alcune falle del sistema della moneta digitale. “Questo attacco rappresenta quello che è il problema più grande, ora, del bitcoin: i wallet manager e le società di intermediazione, che gestiscono la moneta virtuale. L’attacco è avvenuto su dei loro server e la sottrazione è avvenuta nello spazio di loro competenza”, ha dichiarato a Start Magazine Gianni Cuozzo, Chief Executive Officer & Founder di Aspisec s.r.l.

“Chi gestisce le monete valutarie normali, come l’euro o il dollaro, deve attenersi a delle regole precise e avere uno schema di funzionamento e di sicurezza abbastanza importante. Nel wallet manager del bitcoin, la normativa fatica a stare al passo dell’evoluzione tecnologica. Questo fa sì che ci siano diversi buche e zone d’ombra nella gestione dei bitcoin”.

Dunque il furto non “discredita quello che è la blockchain o il funzionamento della stessa – ha detto Cuozzo – ma mette in risalto dei vuoti normativi su controlli e garanzia che vi sono nelle società che gestiscono la moneta virtuale. Le società, infatti, non dovendosi attenere ad una normativa internazionale ben precisa, si approcciano al problema sicurezza informatica come una normale società”.

Quali conseguenze ore?

La notizia del cyberattacco alla moneta virtuale avrà certamente “un impatto negativo sulla fiducia, ma chi già stava usando il bitcoin sta continuando a farlo”, assicura Arthur Hayes, fondatore di BitMEX, società con sede a Hong Kong che offre derivati in bitcoin.

Le conseguenze, a dirla tutta, potrebbero essere positive. Il furto potrebbe spingere le aziende che operano nel settore a chiedere una normativa del bitcoin, cosa che influirebbe non poco sulla fiducia.Proprio a valle di quanto accaduto, il futuro del Bitcoin è la regolamentazione. Ora il Bitcoin è una cosa di nicchia dove regna l’anarchia. Arriverà il momento in cui gli stessi operatori di mercato richiederanno una normativa, al fine di generare una fiducia di massa. È come quando nel 1998 furono introdotti i pagamenti online con carta di credito. Pochissime persone effettuavano questa operazione, fino a quando non sono scese in campo società come PayPal e fino quando non sono stati regolamentarizzati i processi di acquisto”, ha continuato Gianni Cuozzo.

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