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Criptovalute, perché Meta (Facebook) chiude Novi

Meta Novi

Il primo settembre Meta chiuderà il suo portafoglio digitale, Novi. Si tratta del colpo di grazia a Diem, il progetto della sua valuta digitale. Tutte le prossime mosse di Zuckerberg nel settore

 

Meta chiuderà Novi, il portafoglio per i pagamenti digitali dell’azienda avviato soltanto un anno fa.

Lo ha riportato per la prima volta da Bloomberg. Sul sito Web di Novi, Meta afferma che il portafoglio sarà chiuso il 1 settembre 2022. Pertanto, chiede agli utenti di ritirare i propri fondi “il prima possibile”.

Si tratta dell’ultimo atto del progetto del gruppo Facebook (ora Meta) per il lancio di una sua criptovaluta. Dall’annuncio del progetto di valuta digitale Libra nel 2019, gli sforzi di Facebook nello spazio crittografico sono rimasti tanto controversi quanto effimeri.

La decisione di chiusura di Novi avviene in un momento critico per le criptovalute, con l’intensificarsi della flessione dei mercati e i problemi di liquidità di società chiave come Celsius Network e Three Arrows Capital. Tuttavia, non si tratta di un epilogo per Novi. I dirigenti senior di Meta hanno parlato infatti del metaverso come una grande opportunità per il commercio digitale. Ma hanno anche messo in guardia sui lunghi tempi che saranno necessari per sviluppare il mercato, suggerendo che potrebbero volerci decenni.

Tutti i dettagli.

LA CHIUSURA DI NOVI DA PARTE DI META

Il prossimo 1 settembre, calerà il sipario sul portafoglio digitale Novi.

Sia l’app indipendente Novi che l’integrazione per WhatsApp avranno delle limitazioni già dal 21 luglio, quando gli iscritti non potranno più aggiungere denaro ai propri account.

IL PROGETTO

Come ricorda The Verge, Meta ha lanciato il “piccolo pilota” di Novi agli utenti negli Stati Uniti e in Guatemala lo scorso ottobre. Originariamente creato per supportare transazioni veloci e gratuite utilizzando la criptovaluta supportata da Meta, Diem, la società ha dovuto correggere il tiro in corso d’opera. La stretta dei regolatori ha costretto la società a collaborare con Coinbase per utilizzare invece la stablecoin Paxos (USDP). Mentre Meta ha chiarito che prevedeva ancora di aggiungere il supporto per Diem in un secondo momento, alla fine del 2021 e nel 2022 il processo si è arenato.

NIENTE DA FARE CON DIEM (E PRIMA ANCORA LIBRA)

Prima che la società madre di Facebook fosse conosciuta come Meta, Diem era anche conosciuta con un altro nome: Libra. Il progetto di criptovaluta ha dovuto affrontare un controllo sui suoi legami con Facebook, tanto che il gruppo indipendente dietro Libra ha rinominato il progetto in Diem nel tentativo di prendere le distanze dal social network.

CON UNO SGUARDO AL METAVERSO

Tuttavia, la fine di Diem non significa che Meta stia abbandonando l’idea di sviluppare le proprie risorse digitali e il relativo portafoglio. Il portavoce di Meta Lauren Dickson ha dichiarato in una dichiarazione inviata via e-mail a The Verge che Meta utilizzerà la tecnologia sviluppata insieme al progetto “su nuovi prodotti, come oggetti da collezione digitali”, mentre guarda alla “costruzione del metaverso. Aspettatevi di vedere di più da noi in nuovi contesti, convniti che tali tecnologie possano apportare alle persone e alle aziende nel metaverso grossi vantaggi”.

Inoltre, di recente il fondatore e ceo di Meta Mark Zuckerberg ha anche accennato alla creazione di un portafoglio digitale che potrebbe aiutarti a gestire e archiviare “abbigliamento digitale, arte, video, musica, esperienze, eventi virtuali e altro ancora”. Il portafoglio sarebbe interoperabile tra diverse esperienze del metaverso, riflettendo gli obiettivi del Metaverse Standards Forum.

Il Metaverse Standards Forum è un’organizzazione volta a definire protocolli comuni di sviluppo e comunicazione che rendano compatibili tra loro i mondi digitali nascenti delle aziende.

I partecipanti al Metaverse Standards Forum includono molte delle più grandi aziende che lavorano in questo spazio, dai produttori di chip alle società di giochi, oltre a organismi di definizione di standard consolidati come il World Wide Web Consortium (W3C). Tra queste spiccano le big tech americane come Microsoft, e Sony e Meta appunto.

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