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Come vanno i conti di Huawei

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Huawei

Numeri, confronti e scenari dopo la semestrale di Huawei


Huawei cresce, ma meno degli scorsi anni. La società, che in queste ore deve fare i conti tra l’altro con la probabile esclusione dalla corsa al 5G in Gran Bretagna, ha visto aumentare le sue entrate del 13,1%. Una buona notizia in tempi di crisi da Covid, ma che in realtà potrebbe riflettere l’effetto della guerra di Trump.

Andiamo per gradi.

I NUMERI

Huawei ha visto aumentare le entrate del 13,1% a 454 miliardi di yuan (64,90 miliardi di dollari) nella prima metà dell’anno. I margini di profitto netto sono stati del 9,2%, in aumento dall’8,7% nel primo semestre 2019.

UN 2020 DIFFICILE

Numeri positivi, certo, ma mostrano un rallentamento: il tasso di crescita è sceso del 10%, dal 23,2% registrato nel primo semestre 2019. Huawei, scrive Reuters, lo aveva già previsto e già prima della pandemia di coronavirus aveva accennato a un 2020 “difficile”.

SECONDO PRODUTTORE DI SMARTPHONE (SECONDO IDC)

La società, annunciando i dati finanziari, ha deciso di non pubblicare i dati di vendita degli smartphone nei primi sei mesi del 2020.

Qualche indizio, comunque, arriva dalla società di ricerca Idc, secondo cui l’azienda cinese è stata nelle prima parte del 2020 il secondo produttore di telefoni, con una quota di mercato del 17,8%, dietro a Samsung Electronics Co Ltd e davanti ad Apple Inc, riporta Reuters.

HUAWEI E LE SFIDE FUTURE

Numeri a parte, Huawei è consapevole del difficile periodo che l’azienda sta affrontando, anche a causa delle accuse di spionaggio (in combutta con il governo di Pechino) che arrivano dagli Usa.

“Il complesso ambiente esterno rende la collaborazione aperta e la fiducia nelle catene del valore globali più importanti che mai. Huawei ha promesso di continuare ad adempiere ai propri obblighi nei confronti di clienti e fornitori e di sopravvivere, andare avanti e contribuire all’economia digitale globale e allo sviluppo tecnologico, indipendentemente dalle sfide future che l’azienda dovrà affrontare”, si legge nel comunicato di Huawei.

GRAN BRETAGNA VERSO ESCLUSIONE

E tra le sfide che Huawei dovrà affrontare c’è sicuramente il Regno Unito. Il primo ministro britannico Boris Johnson, annuncia Reuters, si prepara ad escludere la società di Shenzen dalla realizzazione dell’infrastruttura di internet di quinta generazione nel Regno Unito.

Si tratta di una decisione storica che irriterà Pechino, ma che sarà accolta con favore dal presidente americano Donald Trump, che ha inserito Huawei nella lista nera del commercio a maggio dello scorso anno e fatto pressione sui Paesi alleati per l’esclusione dell’azienda cinese dalla corsa al 5G.

DECISIONE DALL’IMPATTO SIMBOLICO?

“Qualunque cosa faccia il Regno Unito avrà un impatto piuttosto simbolico sulla posizione di Huawei in Europa”, ha affermato Nicole Peng, analista della società di ricerca Canalys, a Reuters.

LE INTENZIONI DI HUAWEI

“Credo – ha aggiunto Peng – che ciò che Huawei speri in questo momento sia di ritardare le decisioni dei diversi paesi il più a lungo possibile, almeno fino alle elezioni statunitensi”.

LE MOSSE ITALIANE

Anche l’Italia, negli ultimi giorni, ha avuto la sua parte nelle preoccupazioni di Huawei. Secondo le indiscrezioni di Reuters, Telecom Italia ha escluso Huawei da una gara d’appalto per apparecchiature 5G per la rete principale.

Il governo tedesco, invece, dovrebbe prendere una decisione in materia a settembre. Deutsche Telekom, il più grande cliente di Huawei in Europa, si oppone, però, a qualsiasi divieto sui singoli fornitori stranieri: la collaborazione fra l’azienda tedesca e il colosso cinese è molto fitta, ha sottolineato Politico.

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