Innovazione

Come l’Antitrust picchia contro gli ostacoli al 5G

di

5g modelli business

Che cosa si legge nella segnalazione che l’Antitrust ha inviato al Parlamento e al governo in materia di infrastrutture per la banda ultra-larga

 

Occorre andare avanti sullo “sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fissa e mobile a banda ultra-larga, in un’ottica di promozione degli investimenti e del rispetto di un corretto gioco concorrenziale”.

E’ quello che auspica l’Antitrust in una segnalazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sviluppo Economico, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Nella segnalazione, l’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli rileva che le infrastrutture di telecomunicazioni, sia mobili che fisse, costituiscono elemento fondamentale per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e la crescita economica, come dimostrato anche nel corso della recente emergenza sanitaria dall’accesso al lavoro ed all’istruzione a distanza.

Occorre quindi che le istituzioni pubbliche rimuovano gli ostacoli ingiustificati all’installazione ed all’esercizio di infrastrutture di telecomunicazioni, promuovendo l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica da parte dei cittadini e rilanciando gli investimenti privati e pubblici nelle suddette reti di comunicazione.

In primo luogo, l’Autorità richiama quanto espresso in precedenza sulla necessità di rimuovere gli ostacoli ingiustificati all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access (compresi dunque anche gli impianti per la rete 5G), “anche in virtù di una rinnovata verifica della validità degli attuali limiti elettromagnetici e degli standard di misurazione alla luce delle valutazioni scientifiche intervenute al riguardo, con conseguenti importanti favorevoli ricadute sui livelli di servizio erogati ai consumatori e alle imprese”, sottolinea il Garante.

In secondo luogo, l’Autorità auspica un’azione volta a ridurre gli oneri amministrativi e le barriere allo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fisse con opportuni interventi sugli iter autorizzativi e sui limiti al subappalto, in modo da favorire una concorrenza tra operatori per la fornitura di infrastrutture di qualità, con adeguati benefici in termini di prezzo.

Inoltre l’Autorità accoglie con favore la previsione di strumenti di sostegno alla domanda – tramite l’erogazione di voucher e dispositivi elettronici – per le famiglie meno abbienti (intervento di coesione o c.d. fase I), rispondenti ad un duplice obiettivo: inclusione sociale ed educazione al mondo digitale.

Al contempo, ritiene necessario che gli ulteriori interventi destinati alle famiglie e alle imprese (interventi della c.d. fase II) debbano essere erogati esclusivamente per connessioni con velocità di almeno 100 Mpbs, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica.

In caso contrario si avrebbe un sostegno ingiustificato per tecnologie che hanno dimostrato, proprio durante l’emergenza sanitaria, di non essere adeguate al soddisfacimento delle esigenze di connettività del Paese. Infine si assume che un forte stimolo ai clienti finali ad avvalersi di nuove tecnologie possa derivare dalla mobilità della clientela tra i diversi operatori. In tal senso, appare opportuna una modifica delle norme relative al diritto di recesso di cui art. 1, commi 3 e 3-ter, del D.L. n. 7/2007, al fine di impedire agli operatori di pretendere corrispettivi ingiustificati in caso di recesso anticipato – in termini di imposizione di costi relativi a servizi di attivazione e accessori non corrispondenti a quelli reali – tali da limitare eccessivamente la facoltà dei clienti di cambiare operatore.

Peraltro, l’eliminazione di ogni ostacolo contrattuale al cambio di operatore, tra cui il vincolo di permanenza dei clienti già contrattualizzati fino a 48 mesi, con tecnologie obsolete, favorirebbe la concorrenza per la fornitura di servizi sempre più veloci. Questo strumento, inoltre, sosterrebbe gli investimenti legati alla domanda di connettività, senza alcun onere pubblico.

L’Autorità auspica che tali interventi siano adottati in modo da permettere un più veloce sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili e di assicurare un level playing field concorrenziale. La concorrenza tra operatori, a tutti i livelli della filiera dei servizi di telefonia mobile e fissa, può rappresentare il motore principale per l’ammodernamento delle reti di telecomunicazione, garantendo che i consumatori siano gli effettivi destinatari dei relativi effetti benefici, in termini di prezzi, qualità dei servizi e innovazione tecnologica.

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