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Ecco come la Cina costringe Ant a spacchettare Alipay

Alipay

I regolatori di Pechino hanno ordinato cambiamenti radicali alla più grande app di pagamento cinese, Alipay. Tutti i dettagli

 

Pechino rompe l’app Alipay di Ant Group (conglomerato fintech di Alibaba) e impone la creazione di un’app separata per i prestiti.

I regolatori cinese hanno ordinato cambiamenti radicali alla più grande app di pagamento cinese, con oltre un miliardo di utenti in Cina e in altre nazioni asiatiche inclusa l’India.

La fintech cinese dovrà anche consegnare i dati degli utenti (alla base delle decisioni sui prestiti) a una nuova joint venture in parte di proprietà dello Stato.

L’ordine è arrivato nell’ambito di una dura repressione avviata dal Partito Comunista contro le aziende tech del Paese, con la quale il governo tenta così di frenare “la crescita indisciplinata” dei giganti della tecnologia.

Ad Alipay è stato detto di scindere la sua redditizia attività di microprestiti, secondo quanto riportato lunedì dal Financial Times, citando fonti vicine all’operazione. “Il governo crede che il potere di monopolio delle big tech derivi dal loro controllo dei dati”, ha detto al giornale la fonte vicina ai regolatori finanziari. “E vuole farla finita”.

Alipay non ha rilasciato commenti su questo ordine del governo.

Nel frattempo, la Borsa di Hong Kong perde il 2,25%, per la nuova stretta di Pechino sul settore tech.

Il colosso cinese Alibaba (che possiede una partecipazione del 33% in Ant) crolla del 5,9% a Hong Kong. Scendono le azioni di altri pesi massimi della tecnologia cinese come Tencent e Meituan.

Tutti i dettagli.

COSA FA ALIPAY

Attualmente l’app Alipay consente agli utenti di pagare con una carta di credito tradizionale collegata alla propria banca.

Insieme ai pagamenti mobili, oltre 700 milioni di persone al mese e 80 milioni di aziende utilizzano il servizio per pagare bollette; acquistare assicurazioni e investire in fondi comuni di investimento.

Non solo, l’app offre piccoli prestiti non garantiti per acquistare qualsiasi cosa.

CONTROLLATA DA ANT GROUP

La società madre di Alipay, Ant Group, è il più grande fornitore di servizi di pagamento della Cina.

I regolatori cinesi avevano già costretto Ant a separare il back-end delle sue due attività di prestito, Huabei, che è simile a una carta di credito tradizionale, e Jiebei, che concede piccoli prestiti non garantiti, dal resto delle sue offerte finanziarie e coinvolgere azionisti esterni.

Più della metà delle entrate del 2019 di Ant Group proveniva da servizi finanziari come prestiti, gestione patrimoniale e assicurazioni offerti tramite Alipay.

IL NUOVO DIKTAT DELLE AUTORITÀ CINESI

Ora i funzionari vogliono che anche le due aziende siano suddivise in un’app indipendente.

Dopo aver separato le sue attività di pagamento e prestito, Alipay dovrà consegnare i dati dei clienti utilizzati per prendere le sue decisioni di prestito a una nuova joint-venture di valutazione del credito che è in parte di proprietà statale, hanno detto al Financial Times due fonti al corrente del dossier.

Secondo quanto riferito, i regolatori cinesi sono preoccupati per l’aumento del rischio finanziario nell’economia.

L’attività di prestito di Alipay ha contribuito a emettere circa il 10% dei prestiti al consumo non ipotecari del paese lo scorso anno.

IL GIRO DI VITE DI PECHINO

L’azione repressiva in Cina nei confronti del settore tech è iniziata nel novembre scorso, quando regolatori hanno staccato la spina a un debutto record in Borsa da 37 miliardi di dollari di Ant Group, dopo che il fondatore Jack Ma aveva criticato il governo per aver soffocato l’innovazione.

Dietro l’azione del governo cinese c’è comunque la volontà di controllare questo settore per evitare che diventi troppo indipendente.

Le autorità di regolamentazione cinesi non hanno preso di mira soltanto Ant Group. L’ampio giro di vite ha coinvolto anche altri giganti della “piattaforma” di Internet in nome di problemi di antitrust e privacy, dati degli utenti e criptovalute.

COLPITO IL COLOSSO ALIBABA

L’impero commerciale di Ma è stato preso di mira soltanto per primo nell’ampia azione repressione delle aziende tecnologiche cinesi. Il miliardario Jack Ma è rimasto in gran parte fuori dai riflettori da quando è iniziata la repressione.

A dicembre l’amministrazione statale cinese di vigilanza dei mercati ha lanciato un’indagine antitrust contro Alibaba.

Ad aprile, le autorità di regolamentazione hanno ordinato a Ant Group di rinnovare la propria attività, compresa la ristrutturazione in una holding finanziaria e la creazione di una maggiore separazione tra la sua app di pagamento Alipay e i suoi prodotti di credito.

Nello stesso mese, i regolatori cinesi hanno anche schiaffeggiato Alibaba con una massiccia multa di 18,23 miliardi di yuan (circa $ 2,8 miliardi) nella sua indagine anti-monopolio sul colosso tecnologico a causa del presunto abuso del suo dominio sul mercato.

Come ha ricordato il Guardian, a marzo, Pechino ha ordinato ad Alibaba di vendere alcune delle sue risorse mediatiche, incluso il South China Morning Post di Hong Kong.

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