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Chip, ecco i piani dell’americana Intel in Europa. Italia delusa

Intel Chip

Intel svela piano d’investimento da 80 miliardi in 10 anni in Europa che riguarderà Germania, Francia, Irlanda, Italia, Polonia e Spagna. Il governo Draghi si attendeva di più

 

L’americana Intel ha scelto la Germania come sito per un enorme complesso per la produzione di chip.

Martedì la società ha annunciato il piano di investimenti da 80 miliardi di euro nell’Ue nel prossimo decennio nella catena dei semiconduttori, dalla ricerca e sviluppo (R&S) alla produzione fino alle tecnologie di imballaggio all’avanguardia. Lo ha annunciato il produttore di chip statunitense.

Sono previsti investimenti anche in Francia, Irlanda, Italia, Polonia e Spagna, con l’obiettivo di creare un “ecosistema europeo dei microchip”, si legge in un comunicato dell’azienda americana.

In particolare, in Italia Intel ha trattato per “un impianto di produzione back-end all’avanguardia”, con un potenziale investimento fino a 4,5 miliardi e circa 1.500 posti di lavoro Intel e altri 3.500 posti di lavoro tra fornitori e partner, con attività che partiranno tra il 2025 e il 2027.

A settembre la società aveva dichiarato l’intenzione di investire fino a 95 miliardi di dollari in Europa nel prossimo decennio, e che avrebbe annunciato due grandi impianti di produzione di chip in Europa entro la fine del 2021, ma nessuna comunicazione in merito è arrivata dall’azienda. Fino ad oggi.

Nel frattempo, a febbraio la Commissione europea ha annunciato un nuovo European Chips Act che consentirà 15 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ​​aggiuntivi fino al 2030. Questo si aggiunge ai 30 miliardi di euro di investimenti pubblici precedentemente stanziati.

Senza dimenticare la crisi della catena di approvvigionamento che ha sottolineato la dipendenza dei clienti dai produttori di chip di Taiwan e della Corea del Sud, in particolare per i prodotti più avanzati.

Con questo nuovo piano, Intel punta così a battere la concorrenza asiatica di Tsmc e Samsung.

IL MEGAIMPIANTO IN GERMANIA

Il progetto principale riguarderà un ‘megaimpianto’ in Germania, a Magdeburgo, da 17 miliardi di euro per la fabbricazione di semiconduttori. La costruzione dovrebbe iniziare nella prima metà del 2023 e la produzione entrerà in linea nel 2027, a condizione che non vi siano problemi normativi, ha affermato Intel.

“Il “mega fab” di Magdeburgo ha lo scopo di produrre chip da due nanometri o meno, una miniaturizzazione che Intel e i suoi principali rivali, Tsmc e Samsung, sperano di realizzare per primi produzione altrove entro il 2025″ commenta il Financial Times.

L’INVESTIMENTO IN IRLANDA

Inoltre, la società americana investirà poi altri 12 miliardi di euro in una struttura irlandese che porterà il suo investimento totale in Irlanda a oltre 30 miliardi di euro. In questo modo si intende raddoppiare lo spazio di produzione del suo stabilimento irlandese a Leixlip.

LE TRATTATIVE IN ITALIA

Nel nostro paese, è in trattative per un impianto di produzione back-end per un potenziale investimento fino a 4,5 miliardi di euro e prevede di iniziare le operazioni tra il 2025 e il 2027. Dal governo Draghi non trapela entusiasmo: il ministero dello Sviluppo economico retto da Giancarlo Giorgetti si attendeva ben altro dai piani del colosso americano.

IN LINEA CON L’ACQUISIZIONE DELLA ISRAELIANA TOWER

Ciò si aggiungerebbe alle opportunità di crescita che Intel prevede di perseguire in Italia — sottolinea il produttore di chip americano — sulla base della prevista acquisizione della società israeliana Tower Semiconductor. Tower ha infatti una partnership significativa con STMicroelectronics, che ha una fabbrica ad Agrate Brianza. (Qui l’approfondimento di Startmag su cosa faranno Stm e Tower).

IL POLO IN FRANCIA

In Francia, Intel prevede di costruire il suo nuovo polo di ricerca europeo, creando 1.000 nuovi posti di lavoro nel settore dell’alta tecnologia.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

Mentre i grandi piani di investimento a livello globale dei produttori di chip hanno sollevato preoccupazioni per un eccesso di offerta su tutta la linea, l’analista di Bernstein Research Stacy Rasgon ha detto a Reuters di essere fiducioso che Intel possa gestire il lancio degli investimenti per soddisfare la domanda in futuro, ed è positivo sull’espansione con sussidi statali.

“[Intel] sta usando la capacità come arma strategica… Parte della strategia in questo momento è fare il giro del mondo e chiedere soldi”, ha detto Rasgon. “Se c’è tempo per correre in giro per il mondo chiedendo soldi per costruire impianti di produzione di semiconduttori, ora è il momento”.

Diffondere le sue fabbriche in diversi paesi potrebbe aiutare l’azienda a ottenere più sussidi da diverse nazioni.

La società americana sta infatti investendo miliardi anche nel suo paese d’origine. Lo scorso marzo Intel aveva annunciato l’intenzione di spendere 20 miliardi di dollari per due nuove fabbriche in Arizona.

VON DER LEYEN: ANNUNCIO INTEL SUCCESSO DEL CHIPS ACT

Infine, la soddisfazione di Bruxelles per aver attratto questi investimenti stranieri.

“Considero l’annuncio odierno di Intel come un primo grande risultato ai sensi dell’Eu Chips Act. Un investimento di 80 miliardi di euro nel prossimo decennio lungo l’intera catena del valore dei semiconduttori. Dalla ricerca e sviluppo alla produzione e al confezionamento avanzato. Con molti forti partner locali”. Lo dichiara in un video la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “È un contributo considerevole all’ecosistema European Chips che stiamo costruendo in questo momento. Creerà nuovi posti di lavoro ben retribuiti in tutta Europa. E sono sicura che aprirà la strada a più aziende a seguire l’esempio”, aggiunge. “Il mio messaggio è semplice: l’Europa è una potenza di innovazione”. conclude von der Leyen.

“L’EU Chips Act consentirà alle aziende private e ai governi di collaborare per far avanzare drasticamente la posizione dell’Europa nel settore dei semiconduttori”, ha affermato il ceo di Intel Pat Gelsinger in una nota.

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