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Semiconduttori, cosa faranno Stm e Tower

Smt Tower

Stm (soci sono anche il Mef e la Cdp francese) ha stretto una partnership con Tower Semiconductor, che avrà spazio in fabbrica Agrate R3

 

Il chip-maker franco-italiano StMicroelectronics si allea con Tower Semiconductor, attiva nella produzione di wafer di silicio per dispositivi a semiconduttore per conto terzi (foundry).

Le due aziende hanno siglato un accordo in base al quale Stm ospiterà Tower nella fabbrica Agrate R3 da 300 mm attualmente in costruzione nel suo sito di Agrate Brianza, in provincia di Monza Brianza.

Stm e Tower uniranno quindi le le proprie risorse per accelerare la crescita delle attività di produzione, ovvero il cosiddetto il ramp-up, fattore chiave per raggiungere un alto livello di utilizzo degli impianti e, di conseguenza, un costo competitivo per wafer di silicio.

I prodotti fabbricati in Agrate R3 supporteranno i mercati dell’auto, dell’industrial e della personal electronics. “In un’ottica di medio-lungo termine, contribuiranno ad attenuare le tensioni sul lato dell’offerta in una vasta gamma di applicazioni” secondo il numero uno di Stm.

STMicroelectronics (nel cui capitale c’è anche il Tesoro italiano) ha registrato 10,22 miliardi di dollari di fatturato nel 2020 ha sede legale nei Paesi Bassi e conta 11mila addetti in Italia.

Tutti i dettagli.

COSA PREVEDE LA PARTNERSHIP TRA STM E TOWER

Le due aziende investiranno nelle rispettive attrezzature di processo e opereranno insieme per accelerare la qualifica della fabbrica e il conseguente ramp-up. Le attività operative continueranno ad essere gestite da Stm, con alcuni dipendenti di Tower distaccati in ruoli specifici.

RIGUARDO AL SITO DI AGRATE R3

In particolare, St condividerà la clean room (camera bianca) di R3. Qui Tower avrà a disposizione un terzo dello spazio totale per installare le proprie macchine. Si prevede che la fabbrica sia pronta per l’installazione delle attrezzature quest’anno e che la produzione parta nella seconda metà del 2022.

RAMP-UP PER LA FABBRICA BRIANZOLA

“Il parametro chiave per la performance industriale ed economica di una fabbrica è il suo livello di utilizzo. Con Tower avremo un grande partner per la produzione in volumi di dispositivi analogici, di potenza e a segnale misto, che ci consentirà di qualificare e fare il ramp-up della fabbrica Agrate R3 a 300 mm in tempi molto più brevi”, ha detto l’ad di Stm Jean-Marc Chery. “Avremo così la possibilità di utilizzare l’impianto a livelli ottimali già quasi nelle prime fasi di produzione. La capacità produttiva della fabbrica a pieno regime potrebbe essere perfino superiore rispetto alle stime del 2018, quando abbiamo avviato il progetto” ha sottolineato Chery.

L’OBIETTIVO DI TOWER

Secondo Russell Ellwanger, ceo di Tower, sarà possibile “più che triplicare la capacità di foundry da 300 mm di Tower per servire in maniera ottimale la crescente domanda dei nostri clienti in questi mercati in forte crescita.

Per fornire l’approvvigionamento da fabbriche diverse e offrire un’ampia capacità produttiva ai suoi clienti, Tower Semiconductor gestisce due impianti di produzione in Israele (150 mm e 200 mm), due negli Stati Uniti (200 mm) e tre in Giappone (due da 200 mm e uno da 300 mm) tramite Tower Partners Semiconductor Co., Ltd.

COME SE LA PASSA STM

Nel frattempo, Stmicroelectronics  ha concluso il programma di riacquisto di azioni proprie avviato a novembre 2018. Con l’operazione ha riacquistato complessivamente oltre 31,2 milioni di azioni, al prezzo medio ponderato di 20,5362 euro per azione, per un totale di quasi 642 milioni di euro, equivalenti a 750 milioni di dollari.

La società ha chiuso il 2020 con ricavi pari a 10,22 miliardi di dollari, in aumento del 6,9% rispetto al 2019. Tra i principali fattori che hanno contribuito a questo risultato ci sono “i programmi già in corso con nostri clienti nella Personal Electronics e la continua accelerazione della domanda, in particolare per prodotti Automotive e Microcontrollori” aveva dichiarato il ceo.

Stm ha chiuso l’anno con un margine lordo al 37,1%; margine operativo al 12,9% e utile netto a 1,11 miliardi di dollari.

L’AZIONARIATO DI STMICROLECTRONICS

Ricordiamo infine che Stmicrolectronics è controllata con una quota del 27,5% da ST Holding, la joint venture italo-francese partecipata al 50% dal ministero dell’Economia (Mef) italiano e dal veicolo Ft1Ci, detenuto per il 95% dalla società statale Bpi France (gruppo Caisse de Dépots) e per il 5% dall’Agenzia atomica francese.

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