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Bluesky

Che diamine accade a Bluesky?

Da progetto nato all'interno di Twitter a rivale di X. L'ideatore di Bluesky, Jack Dorsey, ha lasciato il consiglio di amministrazione e teso la mano con alcuni segnali a Musk, dopo essere stato molto critico con il miliardario. Tutti i dettagli

 

Non è mai veramente decollato ma, ora che il suo ideatore Jack Dorsey ha abbandonato la nave, Bluesky ha bisogno di qualcuno che gli dia un nuovo slancio.

Dorsey, co-founder ed ex ad di Twitter, prima che arrivasse Elon Musk e diventasse X, aveva creato il social network Bluesky nel 2019 proprio negli uffici di Twitter, per poi diventare indipendente nel 2022.

Adesso ha annunciato di non far più parte del consiglio di amministrazione ma non se ne conoscono le motivazioni.

DORSEY MOLLA BLUESKY (CHE CERCA UN SOSTITUTO)

In risposta a un utente che gli chiedeva se era ancora nel consiglio di amministrazione di Bluesky, Dorsey ha scritto solo “no”. Così è diventata pubblica la notizia. Alle seguenti domande e richieste di spiegazioni, Dorsey non ha più risposto altro.

Come chiarisce Techcrunch, non è chiaro quando abbia lasciato il cda. La scorsa domenica mattina, le Faq aziendali di Bluesky lo identificavano ancora come membro del Consiglio, ma nel tardo pomeriggio la società lo ha ringraziato pubblicamente per “il suo aiuto nel finanziare e avviare il progetto”, che lo ha reso un social network open source.

L’azienda ne ha anche approfittato per far saper che sta cercando un nuovo membro per il cda. Restano invece nel board il Ceo, Jay Graeber, e l’inventore di Jabber/XMPP, Jeremie Miller.

L’IDEA DIETRO BLUESKY

Lanciato nel 2019 come progetto interno di Twitter, che lo aveva finanziato con 13 milioni di dollari, Bluesky è partito con “un piccolo team indipendente composto da cinque architetti, ingegneri e designer open source per sviluppare uno standard aperto e decentralizzato per i social media”.

All’epoca Dorsey aveva spiegato che sebbene Twitter fosse un social aperto era diventato sempre più centralizzato, mentre un sistema decentralizzato può risolvere problemi relativi alla moderazione o anche rendere più semplice per i social network applicare restrizioni contro i discorsi d’odio e altri abusi. Inoltre, un’architettura di questo tipo consente anche lo sviluppo di nuovi algoritmi di raccomandazione.

Mastodon, altro rivale di X, si era subito risentito affermando che Dorsey non stava inventando nulla di nuovo poiché è lo stesso sistema utilizzato da loro. Mentre per The Verge si trattava di “una via di fuga” per Twitter “dai suoi notevoli problemi di moderazione” perché “se Twitter è solo un cliente, è molto meno responsabile di ciò che le persone pubblicano online”.

PROVE DI DISGELO CON MUSK?

Dorsey dopo l’arrivo nel 2022 di Musk era sempre stato critico nei confronti della sua ex creatura tanto che un anno fa aveva scritto su Bluesky che “tutto è andato a rotoli” in seguito all’acquisizione da parte del miliardario e alla radicale trasformazione di Twitter.

Ma ora ha scelto X per pubblicizzare le sue nuove iniziative filantropiche a favore di protocolli Internet aperti, che ha descritto come “tecnologie della libertà”, a cui secondo lui appartiene anche X.

Inoltre, Dorsey ha ridotto l’elenco delle persone che segue su X a tre: Musk, Edward Snowden e Stella Assange, moglie di Julian Assange; il che, osserva il Time, “suggerisce un apparente riscaldamento dei rapporti tra il proprietario di X e Dorsey”.

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