Innovazione

Che cosa c’è oltre l’economia digitale?

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Il post di Gianandrea Abbascià

Ogni epoca, ogni stagione è stata caratterizzata dall’evento epocale che ha irrimediabilmente cambiato e condizionato la nostra vita!  Chi lo avrebbe mai detto che avremmo acceso il condizionatore, a chilometri di distanza, dal nostro cellulare? Chi lo avrebbe mai detto che avremmo mai potuto comunicare con un apparecchio senza un filo? Chi lo avrebbe mai detto che avremmo mai potuto comunicare a distanza con un aggeggio definito telefono? Potremmo continuare così a ritroso per anni e anni.

Durante le varie fasi, le critiche non sono mai mancate; c’è chi non avrebbe mai scommesso sul cellulare, chi su un personal computer, chi sulla sostituzione del cavallo con l’automobile.

L’automazione, l’industrializzazione, poi a seguire la globalizzazione con la conseguente riduzione di distanze, seppur solo virtualmente, fino alla rivoluzione digitale; tutte collegate dallo stesso filo: la critica costante sulla perdita di lavoro, dovuta all’evoluzione e al susseguirsi di questi eventi. Eppure, a fasi cicliche, chiaramente, abbiamo vissuto il boom economico che ha caratterizzato la fase del momento, sopratutto succedute a grandi crisi.

Ce la prendiamo con le macchine, con la digitalizzazione, con la robotica… ma ci dimentichiamo che siamo noi che l’abbiamo studiata, ricercata, voluta… la usiamo, tutti i giorni e più di quanto pensiamo, eppure, ad un certo punto, ci dimentichiamo di usarla e ci ricordiamo di demonizzarla.

Di tutto, la cosa che sarebbe gradevole evitare, anche in questo ambito, è l’applicazione del famigerato Nimby, ebbene sì, anche in questo ambito: vivo nel digitale ma non voglio che mi penalizzi, quantomeno non penalizzi me!

Più che opporsi, taluni dovrebbero proporre per costruite, ed evitare di arroccarsi su posizioni “retrò”, per la serie “mentono sapendo di mentire”, perché altrimenti si intravede solo rendita di posizione.

Una cosa è pressoché sicura: ci sarà sicuramente anche qui punto di breakeven, al di là di ciò che possiamo immaginare nell’evoluzione di quanto abbiamo già visto d vissuto, salvo che non ci si trovi davanti ad una evoluzione della specie al punto che è la stessa digitalizzazione a prodursi o riprodursi, senza la mano dell’uomo; essendo un’ipotesi verosimilmente utopica, credo che il nostro compito sia provare ad interpretare l’evoluzione degli eventi e trarne ciò che è proficuo.

Di fatto il vento che con le mani non è sicuramente possibile fermare, è però utilizzabile, trasformabile; e per l’appunto è stato utilizzato per generare energia!
Ogni forma di evoluzione economica, al suo tempo, è stata caratterizzata dall’essere un fiume in piena; non da meno oggi l’economia digitale, che non è pensabile quindi fermare.

Politica, Parti Sociali, Investitori Istituzionali e non, dovrebbero provare a ragionare in modo univoco; solo così possiamo provare ad immaginare il domani, senza opporci!

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