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Chi è (e cosa fa) Bio-On, il nuovo unicorno italiano

Bio.on

Numeri, progetti in corso e scenari di Bio-On, azienda che produce bioplastiche totalmente biodegradabili, ha raggiunto una capitalizzazione di mercato superiore al miliardo. Articolo di Giusy Caretto

Dopo Yoox, l’Italia vanta (da pochissimi giorni) un nuovo “unicorno”: è la società bolognese Bio-On, produttrice di bioplastiche totalmente biodegradabili, che ha raggiunto una capitalizzazione di mercato superiore al miliardo, continuando a mantenere vivace e positivo il titolo in Borsa.

Numerosi i progetti della società, che già ha siglato importanti partnership e inaugurato a Castel San Pietro Terme (Bo), il primo impianto di proprietà destinato alla produzione delle microscopiche perline (microbeads) per il settore cosmetico. E’ proprio questa tecnologia che fa pensare a prospettive future davvero rosee.

CHI E’

Nata nel 2007, da un’idea di Marco Astorri e del suo socio co-fondatore, Guy Cicognani (insieme oggi detengono il 63% della società), Bion-On è una società di 65 dipendenti con sede a San Giorgio di Piano, vicino a Bologna.

COSA FA BIO-ON

Bio-On è nata “con l’intento di operare nel settore delle moderne Biotecnologie applicate ai materiali di uso comune con lo scopo di dare vita a prodotti e soluzioni completamente naturali, al 100% ottenuti da fonti rinnovabili o scarti della lavorazione agricola”, si legge sul sito. Nella pratica, la società produce, attraverso la fermentazione batterica dei residui della barbabietola da zucchero e della canna da zucchero, bioplastiche totalmente biodegradabili.

IL PRODOTTO BASE (E NON SOLO)

Minerv-PHA (polidrossialcanoato) è un poliestere realizzato con la tecnica sopra descritta per dare vita ad una plastica innovativa che si degrada biologicamente al 100%, in pochi giorni, nell’acqua di fiumi, laghi e mari. Minerv-PHA può sostituire tutti i tipi di plastica: polietilene, polipropilene, polistirolo, pvc, pet.

Oltre al prodotto base, Bio-On vanta anche nuova tecnologia innovativa che interessa i big della cosmetica: micro-perline biodegradabili per la produzione di creme e trucchi.

E ancora. A Bio-On appartiene anche il brevetto di Minerv Biorecovery, efficace nelle bonifiche ambientali e nel biorisanamento di inquinamento da idrocarburi in mare aperto e nei porti.

UN’IMPORTANTE CAVALCATA IN BORSA

In questi mesi, l’azienda bolognese ha registrato performance da record. In Borsa, è cresciuta del 100% dall’inizio dell’anno, del 200% negli ultimi 12 mesi e dell’820% dalla quotazione a Piazza Affari, nell’ottobre 2014. Ha chiuso il 2017 con ricavi più che raddoppiati a 11 milioni di euro, un Ebitda di 7 milioni (+710%) e un utile netto di 5 milioni.

Il titolo, ieri, ha chiuso in rialzo del 6,65% a 67,40 euro, toccando un nuovo massimo storico intraday a 67,70 euro.

IMPORTANTI PARTNERSHIP

La società italiana ha già, in corso, importanti partnership: Kering (che controlla anche Gucci) con Bio-Onr studierà nuove plastiche da utilizzare per la montatura degli occhiali.

Maire Tecnimont, invece, ha sottoscritto con Bio-On un patto di investimento per commercializzare un’innovativa soluzione per i fertilizzanti biodegradabili, che non lascieranno residui sul terreno.

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