Energia

Bio-on, tutti i dettagli sulla bufera contabile e giudiziaria

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Misure cautelari per i vertici della società quotata Bio-on da tempo al centro di un caso finanziario e contabile. Fatti, nomi, numeri e approfondimenti

 

False comunicazioni sociali e manipolazione del mercato: sono le accuse nei confronti dei vertici della società bolognese Bio-on quotata in Borsa e operante nel settore delle bioplastiche.

CHE COSA HA DECISO LA MAGISTRATURA SU BIO-ON

Sono tre le misure cautelari personali emesse dal Gip di Bologna (Marco Astorri agli arresti domiciliari, e altri due dirigenti interdetti dallo svolgere cariche direttive di persone giuridiche) che la Guardia di Finanza ha eseguito oggi nei confronti di altrettanti soggetti, figure apicali dell’azienda.

IL SEQUESTRO CHE RIGUARDA BIO-ON

C’è stato anche il sequestro di beni per complessivi 150 milioni, pari al valore del profitto dei reati commessi. I militari hanno eseguito anche diverse perquisizioni in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio.

CHE COSA E’ SUCCESSO IN BORSA A BIO-ON

Borsa Italiana ha sospeso le azioni ordinarie Bio-On. Il titolo, in pre apertura, segnava in calo teorico del 50%.

ECCO LE PAROLE DEL MAGISTRATO

“Dalle indagini su Bio-on è emersa un’alterazione fattuale della società, finalizzata ad alterare il valore dei titoli in Borsa. Siamo intervenuti per interrompere questa artificiosa rappresentazione che la società faceva all’esterno di se stessa” con l’obiettivo di “garantire una tranquillità del mercato ed evitare l’esplosione di una bolla economica dagli effetti potenzialmente devastanti”. E’ quello che ha sottolineato il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, nel corso della conferenza stampa sull’inchiesta Bio-on in cui ha spiegato i motivi alla base dell’indagine.

I RICAVI FITTIZI SECONDO L’ACCUSA

La società, ha proseguito il capo della procura felsinea, “ha rappresentato nel bilancio aziende come controllate, che in realtà erano integralmente riconducibili a Bio-on, erano società con cui Bio-on instaurava dei rapporti economici. Alla luce di questo, i ricavi non corrispondevano al vero”. E questa “rappresentazione della realtà non corrispondente al vero” c’è stata “fin dalla nascita della societa’”. Ora l’inchiesta andrà avanti: “Anche la procura di Milano ha ricevuto degli esposti, ma la competenza territoriale dell’indagine resta a Bologna”.

CHE COSA DICE LA GUARDIA DI FINANZA

Per quanto riguarda le newco di Bio-on, aggiunge il tenente colonnello della guardia di finanza, Ciro Castelli, “il filo conduttore delle persone coinvolte nei procedimenti penali era quello di rispettare i target dei piani industriali. Lo strumento, attraverso il quale avveniva, era la creazione di newco che, in realtà, erano sovrapponibili con la compagine azionaria di Bio-on, quindi la terzietà nel vendere le licenze del polimero veniva meno”. Dalle indagini, conclude il colonnello del gdf Luca Torzani, è emersa “una falsa esposizione del bilancio finalizzata ad aumentare la capitalizzazione della società”.

COME E’ NATO IL CASO BIO-ON

La parabola di Bio-on, una delle “stelle” dell’Aim – ricorda oggi Radiocor – guidata e controllata dal presidente e ad Marco Astorri e dal vice presidente Guido Cicognani ha iniziato la sua discesa il 24 luglio scorso. In un report dal titolo ‘Bio-on spa: una Parmalat a Bologna? svelato per primo dal Fatto Quotidiano, il fondo Quintessential ha accusato la società di illeciti sui bilanci e di conflitti di interesse.

LE ACCUSE DEL FONDO AMERICANO QUINTESSENTIAL

Di fatto, la maggior parte dei ricavi dichiarati, ha accusato il fondo, deriverebbe da operazioni incrociate con società di cui la stessa Bio-on è azionista e alle quali cede tecnologia in cambio di soldi che non vengono neanche versati.

I CONFLITTI E LA QUESTIONE FINNAT

Conflitti di interesse incrociati, quindi, che farebbero del gruppo non una start up promettente ma un’azienda senza prospettive (il caso lambisce anche Banca Finnat della famiglia Nattino, ha scritto nei giorni scorsi il Fatto).

BOTTA E RISPOSTA

L’assenza di fatturato reale e la fumosità dei clienti, quindi, le accuse al centro del report che ha portato il titolo al collasso. La società ha da subito reagito duramente alle accuse, smentendole con forza e presentando anche denuncia ai carabinieri. Ma la società aveva così replicato ai rilievi del fondo (qui l’approfondimento di Start).

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