Innovazione

Banda larga, ecco chi finanzierà il piano di Enel Open Fiber

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Mentre la trattativa Enel-Metroweb va avanti tra indiscrezioni e smentite, la società di energia pensa ai possibili finanziatori del piano per portare la banda larga in Italia

Portare la banda larga in Italia, nelle 224 città che appartengono alle aree A e B, dovrebbe costare ad Enel Open Fiber un investimento di 2,5 miliardi di euro. La cifra, però, potrebbe crescere fino a 4 miliardi se Enel dovesse anche aggiudicarsi la realizzazione della banda larga  per le aree B residue, per le aree C e per le zone D.

Chi finanzierà la realizzazione della Banda larga?

La realizzazione bella banda larga in Italia, secondo il piano della società di energia, dovrebbe essere sostenuto per un terzo degli investimenti con equity e per due terzi con la leva finanziaria.

E secondo quanti ipotizzato, per coprire quei due terzi, potrebbe scendere in campo anche la Bei, la Banca europea per gli investimenti. “La banda larga è uno dei settori prioritari di intervento della Bei. Abbiamo già finanziato diversi progetti in Italia, anche quelli di Telecom. Ci sono contatti, ma al momento è ancora prematuro parlarne. Vediamo come sarà la struttura finanziaria dell’operazione che sta progettando Enel e poi decideremo”,  ha affermato al Sole24ore il vicepresidente Bei, Dario Scannapieco.

Starace Enel cessione Metroweb

Enel – Metroweb: il punto della situazione

Investimenti a parte, Enel ha comunque ancora alcune situazioni da risolvere prima che parta il piano per la realizzazione della banda larga. Una di queste è la questione Metroweb: la società che ha cablato Milano ha preferito Enel a Telecom per proseguire le trattative per la cessione, ma ancora si attende l’ufficialità della cosa.

Enel cercherà in Metroweb il know how necessario per cablare l’Italia: la società energetica potrebbe costruire proprio intorno alla società di cablaggio il nucleo del suo progetto per portare la banda larga in tutta Italia. Dobbiamo specificare, infatti, che cablare l’Italia non è proprio il suo mestiere. E allora, la società di Starace potrebbe approfittare dell’operazione che porterà alla sostituzione dei contatori elettronici in oltre 20 milioni di edifici per portare le fibre ottiche dalla strada fino all’interno degli immobili privati.
I giochi sembrerebbero fatti ma i tempi per la formalizzazione dell’accordo non saranno certo brevi: Cassa depositi e prestiti e F2i dovranno infatti confrontarsi anche con Swisscom, che dovrà dire la sua sull’operazione, dal momento che, attraverso Fastweb, controlla il 10,6% di Metroweb Milano.

Nei giorni scorsi, però, si è parlato si una eventuale uscita di F2i dal capitale di Metroweb con la cessione della propria quota a Enel Open Fiber. La decisione di F2i era stata già comunicata alla società energetica, almeno secondo quanto riferito dall’agenzia  Mf Dow Jones. Dopo poche ore, però, è arrivata una nota di smentita del Fondo firmata dall’Ad Ravanelli: “Nessuna decisione è ancora stata assunta da F2i né per quanto concerne la cessione della maggioranza di Metroweb detenuta dal Primo Fondo, né per quanto attiene all’eventuale investimento del Secondo Fondo nel nuovo progetto nazionale di cablatura delle aree A e B e, attraverso gare, delle aree C e D”.

La decisione sul futuro di Metroweb dovrebbe arrivare a giorni, vista la scadenza dell’offerta esclusiva di Enel fissata al 3 Luglio. La fusione tra Enel e Metroweb potrebbe comunque passare dall’uscita di F2i da Metroweb, per un valore che dovrebbe essere calcolato sulla base dell’offerta da 816 milioni di euro, avanzata dalla società guidata da Francesco Starace per l’intero capitale della società di cablaggio.

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