Potrebbe arrivare già nelle prossime settimane una decisione destinata ad ampliare il perimetro delle piattaforme sottoposte ai controlli più stringenti previsti dall’Unione europea. Dopo aver superato la soglia di utenti fissata dal Digital Services Act, ChatGpt e Roblox sono infatti candidati a entrare nell’elenco dei servizi soggetti agli obblighi più rigorosi del regolamento europeo.
LA COMMISSIONE EUROPEA VALUTA LA DESIGNAZIONE
Secondo quanto riferito da Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, sia ChatGPT sia Roblox hanno comunicato di aver superato la soglia di utenti prevista dal Dsa. Per questo motivo una loro designazione è “decisamente possibile” e potrebbe avvenire “prima o poi”. In particolare, la Commissione europea starebbe valutando di classificare la funzione di ricerca di ChatGpt come Very Large Online Search Engine (Vlose) e Roblox come Very Large Online Platform (Vlop). La decisione, secondo fonti citate da Bloomberg, potrebbe essere formalizzata già nel mese di agosto.
COSA CAMBIA CON IL DIGITAL SERVICES ACT
Il Digital Services Act (Dsa) prevede che le piattaforme online e i motori di ricerca con oltre 45 milioni di utenti mensili nell’Unione europea siano sottoposti a un regime di vigilanza rafforzato. Una volta ottenuta la designazione, entro quattro mesi ChatGpt e Roblox dovrebbero istituire un punto di contatto per autorità e utenti, adottare condizioni d’uso facilmente comprensibili e garantire maggiore trasparenza nelle attività pubblicitarie, nei sistemi di raccomandazione e nelle decisioni di moderazione dei contenuti. Le piattaforme sarebbero inoltre tenute a segnalare eventuali reati alle autorità competenti.
GLI OBBLIGHI PREVISTI PER LE PIATTAFORME
Le norme del Dsa impongono ai servizi designati di valutare e mitigare i rischi connessi alla diffusione di contenuti illegali e dannosi, ma anche quelli relativi ai processi elettorali, alla violenza di genere, alla libertà di espressione, alla libertà dei media e alla discriminazione. Le piattaforme dovranno predisporre piani di mitigazione dei rischi, pubblicare rapporti di trasparenza, istituire procedure interne di conformità, sottoporsi a verifiche annuali, condividere dati con la Commissione europea e consentire l’accesso ai ricercatori autorizzati. Il regolamento prevede inoltre il pagamento di un contributo annuale all’Unione europea e, in caso di violazioni, sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale.
LE ALTRE PIATTAFORME GIÀ DESIGNATE…
L’eventuale ingresso di ChatGpt e Roblox li porterebbe a far parte dello stesso gruppo di servizi già sottoposti agli obblighi più rigorosi del Dsa. Tra questi figurano Google Maps, Google Search, Google Play, Bing, Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok, WhatsApp, X, YouTube, Amazon Store, Wikipedia, LinkedIn, Meta Platforms e Zalando.
…E LE MULTE COMMINATE
Le violazioni del Dsa, come detto, possono comportare sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale delle aziende. Nell’ambito dell’applicazione del regolamento, X di Elon Musk è stata multata a dicembre per 120 milioni di euro per pratiche di progettazione ritenute ingannevoli e per carenze in materia di trasparenza, mentre il servizio di e-commerce di Alibaba Group Holding Ltd. ha ricevuto una multa di 550 milioni di euro dopo che l’Unione europea ha contestato la mancata valutazione adeguata di prodotti non sicuri o contraffatti venduti sulla piattaforma.
LE QUESTIONI APERTE PER OPENAI E ROBLOX
L’attenzione delle autorità europee arriva mentre entrambe le società sono già al centro di altre vicende. Roblox, ricorda Bloomberg, è stata criticata per le misure di tutela dei minori e ha recentemente rafforzato i controlli sulle interazioni tra bambini e utenti e sui giochi accessibili ai più giovani. La società sta inoltre espandendo la propria attività pubblicitaria, un settore sul quale il Dsa introduce specifici obblighi di trasparenza, soprattutto nei confronti dei minori.
OpenAI, invece, ha dichiarato di continuare a collaborare “positivamente” con la Commissione europea sul Dsa. Tuttavia, negli ultimi mesi la società è stata criticata dopo la rivelazione di non aver informato le autorità quando aveva sospeso l’account ChatGpt appartenente al sospettato della sparatoria di massa di Tumbler Ridge nel 2025 e ha successivamente affermato che segnalerà alle autorità le minacce ritenute credibili. L’azienda è inoltre coinvolta in cause civili intentate dalle famiglie di utenti morti per suicidio, secondo cui la piattaforma non avrebbe adottato adeguate misure di tutela.






