Innovazione

App anti Covid-19: fatti, problemi e calende greche

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app anti covid-19 Immuni

App anti Covid-19 per frenare la pandemia in Italia? Potrebbe essere pronta solo dopo il lockdown

Alle calende greche. L’App anti Covid-19, che dovrebbe aiutare istituzioni, ospedali e cittadini nella telemedicina e nel tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio contagio, potrebbe essere pronta da utilizzare e scaricare solo dopo la fine del lockdown. Insomma, a data da destinarsi. E’ quello che temono esperti e addetti ai lavori.

Il mondo tecnologico ha risposto alla fast call indetta da Agid, il numero delle proposte arrivato non è nemmeno così esiguo, ma ora il governo deve valutare e vagliare le opzioni. I dettagli.

LA CALL

Il 23 marzo Agid ha lanciato una fast call (chiusa il 26 marzo alle 13.00), nell’ambito di “Innova per l’Italia”, per il reperimento di App e soluzioni tecniche di teleassistenza per pazienti domestici (sia per patologie legate a COVID-19, sia per altre patologie) e il reperimento di App per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio.

LA RISPOSTA

Alla chiamata, il mondo tecnologico italiano ha risposto, annuncia la Ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, con 319 App per il monitoraggio attivo e 504 App per la telemedicina.

I TEMPI

Questo, però, è solo il primo passo per avere anche in Italia un’App (o più App) anti Covid-19. Il Governo ora dovrà valutare e forse un vincitore della fast call potrà arrivare, ipotizza Il Fatto Quotidiano, “quando sarà rimosso il lockdown e si ricomincerà lentamente a “vivere””.

APP GIA’ PRONTA?

Che i tempi non sono così lunghi, invece, lo ipotizza Il Sole 24 Ore, che addirittura parla di applicazione anti Covid-19 già pronta per essere scaricata da App Store e Play Store. Mancherebbe solo il via libera del Governo.

L’app si chiama “SOS Italia”, è sviluppata da Aidr (Associazione Italian Digital Revolution) in collaborazione con la software house Sielte, e tiene traccia di tutti i soggetti colpiti dal virus.

BENE LA TECNOLOGIA

App pronta o meno, quel che è certo è che la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, intende fare presto: “Dobbiamo fare in fretta”, afferma la Pisano in un’intervista al Corriere della Sera. “Il ministero della Salute si occuperà della telemedicina, noi faremo una shortl list delle App di data analytics”, specifica la Pisano.

MONITORAGGIO IMPORTANTE

“Per il Paese è importante innanzitutto la raccolta dei dati, anche quelli comunicati in modo volontario e anonimizzato, come accade sul sito americano Healthweather, dove i cittadini danno indicazioni sul loro stato di salute e si possono vedere le zone in cui salgono ondate anomale di febbre”, aggiunge la Pisano.

APP NON E’ SOLUZIONE DI TUTTO

Ma, attenzione, l’arrivo dell’applicazione non significherà sconfiggere la pandemia. “Non bisogna pensare che un’App sarà la soluzione di tutto”, spiega la Pisano, che aggiunge, però, che la tecnologia, potrebbe aiutare “i cittadini a valutare il loro stato di salute, come in Spagna, mentre quella per il tracciamento dei contatti potrebbe servire per chiedere a chi ha incrociato un infetto di rimanere in quarantena per 14 giorni, per poi valutare alla fine del periodo se fare il tampone”.

ATTENZIONE ALLA PRIVACY

Massima l’attenzione al rispetto della privacy, anche in piena emergenza Covid-19. “Stiamo lavorando con il Garante” per il fronte privacy, ha specificato la Pisano. “E non è necessario comprimere al minimo un diritto in favore di un altro. Abbiamo compresso il nostro diritto alla libertà perché sappiamo che avrà un impatto sulla diffusione del virus. Abbiamo la stessa certezza su un’App? Dobbiamo porci questa domanda e assicurarci che le deroghe finiscano con l’emergenza e tutti i dati vengano cancellati”, conclude Pisano.

SORO: SERVE UNA REGIA UNICA

Il fronte privacy preoccupa anche Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante, che ha chiesto una regia unica nella gestione delle App.

“Mi preoccupa non tanto la possibilità di avere strumenti legislativi adeguati, quanto la chiarezza degli obiettivi e la valutazione puntuale dei progetti che vengono proposti. Capisco la fatica, ma non possiamo perdere di vista le coordinate generali nelle quai ci si muove, per questo è necessario che la valutazione del progetto per la parte tecnologica venga fatto con rigore e preveda una regia unitaria. Io sono molto preoccupato per il diffondersi di iniziative locali, regionali, individuali: tutti sono alla ricerca della App miracolosa”, ha affermato Soro a 24 Mattino su Radio 24.

“Dobbiamo avere la consapevolezza che serve una regia centralizzata una capacità di acquisire informazioni da parte di un soggetto che abbia l’autorità pubblica e la responsabilità per essere affidabile e poter conseguentemente attivare le altre iniziativa a cascata. Tutto questo richiede un lavoro che deve essere veloce ma accurato”, ha aggiunto il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

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