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All’orizzonte nuvoloni neri dell’antitrust sul cloud Azure di Microsoft?

A distanza di due anni dall'apertura di un fascicolo la Ftc starebbe mettendo assieme un super dossier antitrust per capire se la software house di Redmond stia agevolando prodotti come Azure nel cloud e, lato intelligenza artificiale, Microsoft 365

Una nuova possibile e futuribile battaglia legale tra la Federal Trade Commission statunitense e Microsoft potrebbe stagliarsi all’orizzonte, in modo non dissimile da quelle viste agli albori dell’Internet, quando un po’ tutte le autorità antitrust del pianeta muovevano accuse nei riguardi di Windows e dei favoritismi per il suo browser Internet Explorer.

L’ANTITRUST USA INDAGA SU MICROSOFT DA ALMENO DUE ANNI

Secondo quanto riporta The Verge, infatti, sta prendendo corpo negli uffici della Ftc una grande inchiesta avviata fin dal 2024 (quando alla Casa Bianca c’era Joe Biden che, si ricorderà, aveva voluto imprimere una accelerazione anti-monopoli nel mondo della tecnologia accolta con entusiasmo dalla numero 1 dell’Autorità dell’epoca, Lina Khan) e a quanto pare in via di prosecuzione anche oggi, sotto Donald Trump e nonostante il tycoon abbia voluto alla guida della Federal Trade Commission Andrew Ferguson.

La materia sarebbe così vasta che negli ultimi 24 mesi la Federal Trade Commission avrebbe continuato a raccogliere prove per supportare il proprio teorema accusatorio, restando perciò in una fase meramente preliminare. Ecco perché è d’obbligo procedere con cautela e ricordare che si è solo agli inizi di un fascicolo che, per quanto è dato sapere, potrebbe pure essere archiviato.

Quel che si sa è che la Ftc avrebbe invitato le concorrenti di Microsoft a fornire prove per comprendere se la software house guidata da Satya Nadella stia in qualche modo agevolando la propria piattaforma cloud Azure, attualmente al centro del business di Redmond.

AZURE CONTINUA A CORRERE

Sulla base degli ultimi dati finanziari disponibili del 30 aprile scorso, si ricorda che i ricavi di Azure sono balzati del 40% su base annua nel terzo trimestre, rispetto al 31% del terzo trimestre del 2025, segnando un’accelerazione che ha portato il segmento Intelligent Cloud a 34,7 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 30%.

DUE I FILONI SEGUITI DALLA FTC

Due i filoni di indagine secondo Bloomberg: anzitutto si vuole appurare se alcuni piani di abbonamento abbiano reso più costoso usare il software Windows su infrastrutture cloud concorrenti, mossa appunto che favorirebbe indirettamente Azure, che per gli utenti Microsoft si configurerebbe perciò come l’ipotesi più vantaggiosa.

ALTRE AUTORITÀ INDAGANO (E MICROSOFT NEGA)

Inoltre si fanno le pulci pure a prodotti come Microsoft 365 per capire se l’integrazione delle nuove tecnologie AI al loro interno possa rappresentare un vantaggio competitivo difficile da replicare le aziende concorrenti. La Ftc americana non è la sola ad avere acceso un faro sulle mosse di Redmond: negli ultimi mesi si sono attenzionate anche la European Commission, la Competition and Markets Authority britannica e la Japan Fair Trade Commission. Microsoft dal canto suo nega ogni possibile accusa ricordando che il settore a suo dire è tutt’altro che un monopolio vantando tra i suoi attori altri big del calibro di Google e Aws.

 

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