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Fintech, come va l’Italia?

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Con oltre 200 presenze e 12 speaker è terminata la prima edizione del progetto dedicato alla rivoluzione digitale dei servizi finanziari. Nel 2017 il 29% delle startup ha fatturato circa 50 mila euro e solo il 10% oltre 1 milione di euro.

Italia fanalino di coda in Europa rispetto all’attenzione raccolta dal Fintech globale che nel 2017 ha fatto registrare un nuovo record nei finanziamenti, con il mercato europeo in forte crescita, quello asiatico in rallentamento per la prima volta dopo anni di crescita progressiva e quello nordamericano in ripresa dopo il declino vissuto nel 2016. È quanto emerge dal FinTechnology Forum di Milano, percorso di alto profilo ideato da Banca IFIS e The European House – Ambrosetti in collaborazione con Banca Finint e Microsoft dedicato alla costruzione di una roadmap condivisa tra banche, società Fintech e startup. Un’iniziativa che è partita a ottobre 2017 e che ha aggregato gli operatori e i policy maker di riferimento in 4 diversi appuntamenti, per avviare un dialogo aperto e stimolare ad azioni concrete che possano garantire la competitività della banca del futuro.

GLI INTERVENTI AL FORUM MILANESE

Nel corso dei lavori del forum conclusosi la scorsa settimana, dopo l’intervento di apertura di Alessandro Braga, Head of innovation and Technology di Ambrosetti, la prima roundtable ha visto esponenti di startup di successo come Valentino Pediroda (CEO e Founder di modefinance), Filippo Maculan (Head of Experience Design di Neosurance), Elena Lavezzi (General Manager di Circle) e Andrius Biceika (Head of Country Managers di Revolut) confrontarsi sul tema delle best practice internazionali e sulle opportunità per il mercato italiano. A seguire i principali attori del panorama italiano, Giovanni Bossi (CEO di Banca IFIS), Fabio Moioli (Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft Italia), Salvatore Stefanelli (General Manager di Cedacri) e Matteo Concas (General Manager Italy di N26) hanno discusso del tema ‘Fintech: rivoluzione o evoluzione?’. Infine l’ultima roudtable ha approfondito la tecnologia Blockchain con Marco Amadori (CEO di Inbitcoin), Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professor of Strategy, Bocconi University School of Management) Alessandro Lombardi (Digital Advisor ed esperto di Blockchain, Microsoft Italia) e Renzo Taffarello (Strategic Advisor, Interlogica Industries).

I NUMERI DEL FINTECH

Gli investitori hanno fiducia nel Fintech. Lo scenario 2017 evidenziato nel corso dell’evento ha ricordato come lo scorso anno ci siano stati investimenti a livello globale per un valore di 16,6 miliardi di dollari e 26 “unicorns” con una valutazione aggregata di 75,9 miliardi di dollari.

BOSSI (IFIS): TRASFORMAZIONE INARRESTABILE

“Possiamo fare a meno dell’innovazione? Dentro le banche abbiamo incrostazioni e avversioni al cambiamento ma la trasformazione è inarrestabile”, ha ammesso il numero uno di Ifis Bossi nel corso della tavola rotonda, aggiungendo: “I cambiamenti richiedono tempi lunghi mentre il mercato richiede maggiore velocità. La banca fa parte di un ecosistema più ampio, dinamico e connesso, basato sull’economia della condivisione”. A queste parole ha risposto Stefanelli di Cedacri: “Se siamo costretti ancora ad andare in filiale per una carta di credito, la rivoluzione deve ancora iniziare”. Mentre per Taffarello di Interlogica Industries, “se escludiamo le criptovalute e teniamo solo la tecnologia blockchain questa diventa un’infrastruttura alla stregua di Internet sulla quale si possono creare nuovi modelli di business”.

NEL 2017 IL 29% DELLE STARTUP HA FATTURATO CIRCA 50 MILA EURO E SOLO IL 10% OLTRE 1 MILIONE DI EURO.

Sono stati anche illustrati i primi risultati della mappatura delle startup Fintech lanciata a febbraio in partnership con StartupItalia!, che ha raccolto il 25% dell’ecosistema e che sarà completata a fine 2018. Sino ad ora all’analisi di StartupItalia! hanno risposto 48 player (73% già attivo sul mercato). I campi maggiormente presidiati sono stati gli Investimenti (18%), il Financial Management (14%), l’Insurtech (10%), il P2P Lending (10%) e i Pagamenti (10%) mentre sul tema dei finanziamenti solo il 21% delle startup ha dichiarato di aver raccolto oltre un milione di euro e il 16% tra i 500 mila e un milione di euro sino ad arrivare a chi non ha ricevuto alcun sostegno finanziario (25%). Nel 2017 il 29% delle startup ha fatturato circa 50 mila euro e solo il 10% oltre 1 milione di euro.

BRAGA: C’È FIDUCIA NEL FINTECH DA PARTE DEGLI INVESTITORI

“Gli investitori hanno fiducia nel Fintech a livello globale. Lo scenario nel 2017 conferma questa percezione: ci sono stati 1.128 investimenti a livello globale per un valore di 16,6 miliardi di dollari e sono nati 8 nuovi unicorni, che in totale sono oggi 25 con una valutazione aggregata di 75,9 miliardi di dollari. Come primo think tank privato in Italia, siamo orgogliosi di aver avviato il percorso FinTechnology con la collaborazione di Banca IFIS, Banca Finint e Microsoft Italia con la missione di creare un centro di pensiero di alto livello a supporto della competitività e della crescita del settore”, ha affermato Alessandro Braga. “Stiamo assistendo a un cambio culturale e di business che sta spostando la prospettiva delle istituzioni finanziarie da una logica incentrata sui prodotti, servizi e processi ad una visione che introduce logiche di rete, in cui l’impresa stessa diventa parte di un ecosistema più ampio, dinamico ed interconnesso, basato sull’economia della condivisione e sulla valorizzazione delle informazioni – ha detto Giovanni Bossi -. Il Fintech spinge le istituzioni finanziarie a ripensare la propria organizzazione e cultura. Quindi il mio desiderio, grazie a iniziative come quella del FinTechnology Forum, è quello di accelerare la fusione di percorsi di innovazione”.

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