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Perché Bruxelles boccia il Parlamento Ue sul tetto agli extraprofitti delle società energetiche

Germania

La proposta del Parlamento europeo per un tetto agli extraprofitti delle società energetiche non piace alla Commissione. Ecco perché

 

Il Parlamento europeo sta discutendo una proposta per imporre un limite ai cosiddetti “extraprofitti” delle società energetiche, ovvero quei guadagni considerati straordinari ed eccessivi perché legati all’aumento dei costi delle materie prime per la generazione energetica, come il gas naturale.

COSA PREVEDE IL TETTO EUROPEO AGLI EXTRAPROFITTI

Il principale promotore di questa misura è l’eurodeputato Nicolás González Casares, spagnolo e membro del Gruppo dell’alleanza progressista di socialisti e democratici (S&D). Il suo meccanismo di “tetto” agli extraprofitti scatterebbe in caso di una nuova crisi dei prezzi dell’energia e prevede il prelievo del 90 per cento dei profitti sopra i 180 euro al megawattora ottenuti dalle aziende che vendono la loro elettricità sul mercato all’ingrosso. La misura si applicherebbe sia alle centrali alimentate a carbone, sia agli impianti eolici e solari, sia ai reattori nucleari.

Lo scorso settembre la Commissione europea aveva presentato una proposta non così diversa.

I fondi raccolti verrebbero poi destinati ai governi dell’Unione europea affinché li utilizzino per finanziare interventi di tutela dei consumatori, come riduzione delle bollette per gli utenti domestici e le imprese. Anche l’Italia, sotto il governo di Mario Draghi, ha introdotto una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, che non ha dato però i risultati sperati.

RIEQUILIBRARE LA SITUAZIONE INTERNA

Il tetto europeo agli extraprofitti vorrebbe servire a riequilibrare la situazione all’interno dell’Unione perché l’anno scorso, quando la crisi dei prezzi dell’energia si è fatta gravissima, gli stati membri più ricchi (come la Germania) hanno potuto destinare grandi risorse per aiutare le loro popolazioni e aziende, aumentando il vantaggio competitivo di queste ultime sul mercato unico.

LA COMMISSIONE BOCCIA LA PROPOSTA DI CASARES?

Come riporta Eunews, la Commissione europea ha delle riserve sul tetto agli extraprofitti proposto da Casares perché la prossima crisi energetica “potrebbe essere molto diversa da quella attuale e dunque il tetto in quel caso potrebbe non essere la giusta soluzione”: lo ha dichiarato Catharina Sikow-Magny, responsabile della Direzione generale dell’energia (DG ENER) della Commissione.

A suo dire, il meccanismo dell’eurodeputato contiene degli elementi che “rischiano di indebolire il funzionamento del mercato europeo dell’energia”, a partire dal tetto sui ricavi inframarginali – cioè i ricavi di quegli impianti che generano elettricità da fonti diverse e più economiche del gas, che determina i prezzi finali – come elemento strutturale della riforma.

La Commissione è scettica anche sulla proposta di Casares per semplificare la procedura di dichiarazione dello stato di emergenza, che permetterebbe ai governi nazionali di introdurre prezzi regolamentati dell’energia per le famiglie e le piccole imprese. Secondo Bruxelles, questa semplificazione causerebbe “incertezza e molte situazioni in cui la crisi potrebbe essere attivata” e avrebbe conseguenze negative sull’aumento della capacità di generazione rinnovabile, dato che i parchi eolici e fotovoltaici hanno alti costi di investimenti iniziali.

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