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Perché in Spagna Iberdrola, Endesa e Naturgy premono su Sanchez per il nucleare. Report El Mundo

Le società elettriche in Spagna propongono di prolungare tutte le centrali nucleari. L'articolo di El Mundo tratto dalla rassegna di Liturri.

(El Mundo Madrid, Paula María Madrid, 26 febbraio 2026)

  • Iberdrola, Endesa e Naturgy chiedono revisione.
  • Obiettivo: estendere vita reattori.
  • Effetto domino su calendario chiusura.

Le principali compagnie elettriche spagnole – Iberdrola, Endesa e Naturgy – hanno approfittato delle presentazioni dei risultati per lanciare pubblicamente la proposta di rivedere integralmente il piano di chiusura delle sette centrali nucleari attive, concordato nel 2019 con il governo. Mentre la richiesta formale per estendere Almaraz fino al 2030 (contro il 2027-2028 originario) procede, i vertici aziendali puntano a un nuovo calendario complessivo, con possibili prolungamenti di 10 anni o più, fino a 60-80 anni di vita. Un’approvazione per Almaraz scatenerebbe un effetto domino, ritardando inevitabilmente Ascó I, Cofrentes, Ascó II, Vandellós II e Trillo, anche per limiti di Enresa sul decommissioning. Le aziende sottolineano il ritardo del Pniec su eolico e storage, l’assenza dell’ATI per i rifiuti fino al 2030 e l’elevata fiscalità spagnola (tre-quattro volte superiore ai vicini), che rende le nucleari più economiche rispetto a mix alternativi di rinnovabili, gas e batterie. Naturgy invita a ricalcolare i numeri prima di decisioni definitive, senza porre condizioni ma chiedendo tempo per analisi approfondite. (398 caratteri circa)

Almaraz solo l’inizio della battaglia.

«Almaraz era solo il principio. Mentre si decide il futuro dei due reattori cacereños, le grandi proprietarie del parco nucleare – Iberdrola, Endesa e Naturgy – hanno approfittato della presentazione dei risultati per porre un obiettivo maggiore: rivedere completamente il calendario di chiusura dei sette reattori ancora attivi concordato nel 2019 con il Governo».

Prolungamento di altre centrali previsto.

«Ignacio Sánchez Galán, presidente di Iberdrola, ha affermato ieri davanti al mercato che la richiesta per Almaraz segue il suo corso e ha affermato: “Andremo a chiedere l’ampliamento anche di altre centrali nucleari in futuro, immagino”. Inoltre ha suggerito che i cicli di vita della maggior parte delle centrali potrebbero arrivare fino a 60, addirittura 80 anni».

Tutte le nucleari andrebbero estese.

«Appena 24 ore prima, José Bogas, amministratore delegato di Endesa, è stato altrettanto netto: “Tutte le nucleari dovrebbero essere prolungate in numeri tondi di altri dieci anni”».

Effetto domino inevitabile.

«Se il Governo approva l’estensione dei due reattori di Estremadura fino al 2030, Enresa […] dovrà assumersi di colpo la chiusura di quattro reattori, poiché per quell’anno sono fissati gli spegnimenti di Ascó I e di Cofrentes. […] Questo ci porterebbe, fondamentalmente, a dover ritardare Ascó I».

Fiscalità spagnola troppo elevata.

«Le nucleari abbassano i prezzi, ma lo contrasto con l’enorme imposizione fiscale della Spagna, tre o quattro volte superiore a quella di altri paesi vicini […] In condizioni fiscali identiche, l’alternativa alla nucleare – un mix di rinnovabili, gas e batterie – costerebbe il doppio».

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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